21 febbraio, 2015

L’hamburger GIUSTO.

Se c’è una cosa a cui mi sono dedicato con perizia in questi giorni negli stati uniti è lo studio dell’hamburger.
Ormai in giro se ne vedono di ogni, anche qui in Italia. Tutti vogliono dire la loro, dal baracchino sotto casa al grande chef, ma è davvero difficile trovare qualcuno che possa proporre un hamburger GIUSTO.
Ora, siccome sono una brava persona e a voi ci tengo, vi scrivo per bene le regole e le caratteristiche necessarie per l’hamburger GIUSTO.

ATTENZIONE: i seguenti non sono consigli né tantomeno suggerimenti, sono diktat.

1) la cosa principale dell’hamburger è la carne. L’hamburger GIUSTO è alto grossomodo 1,5 cm ed è cotto mediamente al sangue (dicasi medium-rare). In un hamburger GIUSTO ci va solo un disco di carne, che deve avere il diametro del panino, non di meno e non di più. La cottura della carne può essere sia alla griglia, che in padella con del condimento. In questo secondo caso, il burro funziona meglio dell’olio. Sale e pepe sono importanti e non vanno dimenticati, ma non serve alcuna altra spezia.

2) Nell’hamburger GIUSTO non ci sono salse. Lo so cosa state pensando, ma è così. Se un hamburger senza salse vi risulta asciutto è perché lo state facendo male.

3) Nell’hamburger GIUSTO ci vanno le verdure. Crude. Una foglia di insalata verde, una fetta di cipolla (meglio se rossa) e una fetta relativamente sottile di pomodoro. Niente cipolle cotte, perchè non è un hot dog, niente peperoni grigliati, niente zucchine, melanzane o sa il cazzo. Gli americani ci mettono anche la fettina di cetriolino sott’aceto e siccome l’hanno inventato loro io sto dalla loro parte. Può non piacere ed effettivamente non è strettamente vincolante alla realizzazione di un hamburger GIUSTO, però sappiate che ci andrebbe. Vi piace il piccante? Prendetevi un tacos, un burrito o qualche cazzo di panino messicano, ma non infilate peperoncini dentro ad un hamburger per carità di Dio.

4) La questione formaggio è spinosa. Sull’hamburger GIUSTO ci va una fetta di formaggio fuso che, se volete un parere, dovrebbe essere cheddar perchè come sapore pare proprio inventato appositamente per quel contesto. C’è chi ci mette l’american cheese, chi le volgarissime sottilette, chi l’emmenthal. Sono tutte varianti ammesse, purchè il formaggio sia ben fuso. Mozzarella? NO. Blue cheese? NO.

5) L’ultima regola riguarda il pane. Deve essere un pane morbido al latte. Con o senza sesamo non fa differenza, ma non deve essere croccante, nè tantomeno abbrustolito. Un criterio per valutare il pane dell’hamburger GIUSTO è: “riuscirei a mangiarlo da solo, senza nient’altro ad accompagnarlo?”. Se la risposta è sì, avete preso il pane sbagliato.

Queste sono le cinque regole fondamentali.
Rispettando questi cinque criteri avrete in mano un hamburger GIUSTO e ve ne accorgerete al primo morso. Se dopo un boccone vi viene un dubbio, una delle cinque regole qui sopra non è stata correttamente rispettata. Semplice e lineare. Per gustare correttamente l’hamburger GIUSTO è necessario tagliarlo a metà, altrimenti si sfalda. Se non si sfalda, qualcosa non funziona e siamo di nuovo al punto in cui avete infranto una delle cinque regole.
“Eh, ma a me piace di più con XXX e senza YYY.”.
Nessun problema. Ci sono intere popolazioni che mettono il ketchup sulla pizza o il grana sugli spaghetti allo scoglio. Nessuno vi vieterà mai di perpetrare lo sbaglio. Ora però sapete dove e come vi state allontanando dalla retta via.
Se questa cosa vi sembra troppo restrittiva e vi sentite particolarmente creativi, vi do comunque la possibilità di personalizzare l’hamburger GIUSTO in due modi, non necessariamente mutualmente esclusivi. Sono entrambe opzioni GIUSTE capaci di dare al prodotto uno spessore tutto nuovo, ma non sono essenziali. Se lo diventano (ovvero se in loro assenza lo stesso hamburger non vi convince) siamo di nuovo al punto in cui avete infranto una delle regole di cui sopra.

APPENDICE 1: Il bacon. Aggiungere il bacon è lecito, ma deve essere bacon, cucinato come si cucina il bacon. Non chiedetemi che differenza ci sia tra il bacon e la pancetta, non ne ho idea, ma sono cose diverse. Una volta certi che sia bacon, tagliatelo non troppo sottile, direi un paio di millimetri di spessore, e rosolatelo fino a che non diventa completamente croccante. Una listarella di bacon che si pieghi non è cotta nel modo giusto. Deve avere la consistenza di un cracker. Il bacon va posizionato sotto l’hamburger, ovviamente, e non tra hamburger e verdure.

APPENDICE 2: L’uovo. L’uovo fritto nell’hamburger è una cosa che al primo impatto può dare da pensare, ma è una strada che una volta imboccata non si abbandona più. Semplicemente il TOP. La cottura dell’uovo però è essenziale: deve avere il tuorlo molle, crudo, che possa colare sul resto degli ingredienti una volta tagliato il panino in due. Tra cuocere troppo il tuorlo e lasciare un po’ di albume crudo propendete sempre per questa seconda ipotesi, è fondamentale. L’uovo, nel contesto del panino, si trova direttamente sopra la carne (e il formaggio, che essendo fuso fa tutt’uno con la carne e non può essere considerato da questa scindibile.). Si chiama uovo fritto perchè va cotto nel pentolino con del condimento, che in generale sarebbe il burro, ma nel caso dell’hamburger è meglio usare l’olio.

Ecco, adesso avete tutti gli elementi che vi servono. Se seguirete queste indicazioni, non ho dubbi che sarete soddisfatti e mi darete ragione. Non vi resta che provare.
Nota: a me l’hamburger col blue cheese piace e, parlando di gusti, io eviterei la fetta di pomodoro. Sono però conscio siano due varianti SBAGLIATE.

7:27 pm

15 febbraio, 2015

California sun

Etichette: Lavoro,Viaggi

E’ tutta colpa della televisione.
Televisione e cinema, in effetti.
No. E’ più colpa della musica che ho ascoltato e che ascolto, a pensarci meglio. Mhh. Certamente non c’entra nulla lo sport. Anche se…
Non lo so.
Non so spiegare a cosa sia dovuta questa sensazione, ma ho come l’idea di essere stato per sette giorni nel cuore del mondo. Lì dove succedono le cose. Non in senso generale, proprio del mio mondo, quello nel centro del quale dovrei trovarmi sempre e, invece, mi é parso che no.
Nell’ultima settimana sono stato per lavoro in California, prima a Sunnyvale e poi a San Francisco. Per lavoro, ma con un paio di giorni “buchi” a disposizione per togliermi qualche sfizio. Sunnyvale è nel cuore della Silicon Valley. Di fronte alla sede della mia azienda c’è Linked In. Tre miglia più a nord, Google. Facebook è ancora un po’ più su mentre Twitter di casa sta più lontano, ma sempre da queste parti*. Per fare degli esempi.
L’altra sera, una volta deciso di prendere una macchina a noleggio, ho iniziato a mettere giù la lista delle cose da provare a vedere e ne è uscito senza sforzi un elenco interminabile.
Programmavo una tappa e per andarci l’itinerario mi portava in quel posto di quella canzone o in quell’altro dove hanno girato quel film. A cascata. Un loop interminabile che ti da proprio l’impressione di essere per la prima volta sul set dove hanno girato la tua vita.**
L’esperienza in macchina è stata totale.
Certo, aver chiesto un’utilitaria e aver ricevuto una Camaro ha certamente avuto il suo peso, ma non è solo quello. In una giornata ho fatto poco meno di 300 miglia e mi sembrava di guidare dentro GTA V (o San Andreas, o Need4speed, o…). Le colline, i boschi, le zone rurali e la strada lungo la costa. Tutti posti in cui ero giá stato, if you know what I mean***, e che mi erano assurdamente familiari. E poi ero su una Camaro, con la capotte abbassata e l’aria in faccia.
L’elenco delle cose che ho visto (tantissime) e di quelle che ho perso (ad occhio e croce altrettante) lo risparmio. Ci sarà certamente da tornare, questa volta non per lavoro, ma con chi vorrei vedesse le stesse cose e vivesse le stesse belle sensazioni che ho vissuto io.
Ora sto aspettando la navetta per l’aeroporto. Altri quattro giorni negli States, ma al gelo del Wisconsin. Nulla di rilevante da aggiungere in merito.
Poi casa, finalmente.
Nel cuore però difficilmente verrà meno lo spazio per quella volta in cui sono stato nel centro del mio mondo.

* Non ho menzionato Apple perchè non fa parte della mia vita, però è qui. Ovviamente.
** Questa frase me l’ha scritta Fabio Volo.
*** Sto esagerando. Lo so.

6:25 pm

24 giugno, 2013

Rientro

Rientrato da una settimana, questo sarebbe il tempo di scrivere due righe sul viaggio da poco concluso, ma non ne ho tanta voglia.
Ho fatto il classico reportino del tour di Maui, che sta come tutti gli altri nella sezione itinerari. Ci sono anche delle foto, ma fanno cagare. Manq che fotografa le Hawaii è un fail clamoroso. Tipo quelli che hanno vestito Bar Rafaeli a Sanremo e l’han fatta sembrare un cesso.
Con le foto di NYC è andata un po’ meglio, ma credo sia anche e soprattutto perchè ho optato per la tecnica Jay Z, ovvero il bianco e nero. Il punto era che a New York ero già stato e le cose che mi erano piaciute le avevo tutte già fotografate. Sto giro le ho ovviamente fotografate di nuovo, ma ripubblicare gli scatti mi faceva tristezza.
E basta, non c’è molto altro da dire. Ho ascoltato i dischi che mi avevano consigliato, apprezzandone ben pochi. Jets to Brazil bello, Halestorm divertente nella misura in cui può esserlo un disco di Pink suonato da dei metallari (quindi a volte tanto), Godspeed you, Black Emperor! a tratti interessanti, Mogwai quasi sempre noioserrimi, Thee Silver Mt. Zion ecc… mi son sembrati una roba vicinissima a certi Brand New in certi punti e lì li ho apprezzati, Mikal Cronin carino. Il resto semplicemente non mi ha convinto o non mi è piaciuto o non fa per me (come se fossero tre cose differenti). Potrei non aver ascoltato tutto, ad onor del vero, ma se ho saltato qualcosa non è molto.
That’s it.
Ah no, dimenticavo.
Sette anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Forse non era la nipote di Mubarak.

6:06 pm

13 giugno, 2013

Best gig location EVAH

Quando rientrerò farò, credo, un resoconto completo ed esaustivo del viaggione in corso.
Sta sera mi prendo quindi giusto due minuti per commentare a caldissimo un’esperienza veramente fantastica. Sono andato a sentire i Less Than Jake.
Ok, non proprio la band della vita, MA:
1- Di spalla suonavano i Pentimento.
2- Il concerto si è svolto “on a fucking boat” impegnata a circumnavigare Manhattan.
Il tutto è stato quindi clamoroso per diversi aspetti. Non mi metto a fare un report serio, ho sonno, ma alcune cose vorrei dirle (per farlo farei anche un elenco a punti, ma in sto post me lo sono giocato due righe fa e non posso ripetermi).
Inizio quindi col dire che i Pentimento dal vivo son bravi bravi. Ottima scena, ottimo suono, ottima scaletta, tiro assurdo. Ma roba veramente grossa, che magari da dei ragazzini (perchè son giovani) non ti aspetteresti. Dopo il live sono riuscito anche a comprare il fantomatico disco, che per diverse peripezie non ha avuto una facile distribuzione. Quindi obbiettivo principale della serata portato agilmente a casa.
La bomba vera però è stata la location, che per ovvi motivi si piazza al volo in cima alla lista dei posti più suggestivi in cui io abbia mai visto un concerto. La barca è partita al tramonto e ci ha proposto una visione spettacolare dello skyline di NY nel momento migliore della giornata, passando anche vicinissima alla Statua della Libertà che in questi giorni non è altrimenti accessibile. Veramente una roba da urlo. Poi il ponte era decisamente piccolo, il palco non c’era, i suoni erano buoni e quindi anche le performance musicali aggiuntive son state godibilissime. Menzione particolare ai Less Than Jake che han suonato tipo cinque pezzi dall’unico disco loro che mi sia mai capitato di sentire e che quindi mi hanno reso più accessibile il set. Questo potrebbe aprire a domande sul fatto che una band suoni gran parte dei pezzi di un disco del ’98 (circa, sto sparando) nel 2013, ma chissene. Per me scelta ottima.
Chiudo con un video che ho fatto durante il live. Non sono un pro del filmare/fotografare col cellulare durante i concerti. Anzi, è una roba che non sopporto, ma le circostanze lo richiedevano. Peccato anzi non aver immortalato Lady Liberty e, soprattutto, il finalissimo “circle pit on circus line” che ha chiuso il tutto col botto.

6:56 am

29 maggio, 2013

Musica da vacanza

Etichette: Amici,Musica,Viaggi

Anche a sto giro, vista l’imminente partenza, è il momento di mettere insieme il CD della vacanza.
Rispetto agli altri anni però non si tratterà della classica compilation perchè non ci dovrebbero essere grossi spostamenti in automobile. Ci sarà però un grosso spostamento in aereo e in questo caso, per quanto potessi sforzarmi ad elaborarla, una compilation non sarebbe bastata.
Così ho deciso di sfruttare ancora una volta i potenti mezzi dell’internet e chiedere ai miei contatti sui vari social network di consigliarmi un po’ di dischi imprescindibili che la mia ignoranza, fino ad oggi, mi ha sempre impedito di approcciare.
Ne è uscita una lista incredibilmente lunga che riporto qui in seguito:

Caspian – Waking season
Editors – An end has a start*
Frightened Rabbit – Pedestrian verse
Godspeed you, Black Emperor! – Lift Your Skinny Fists Like Antennas To Heaven**
Halestorm – The strange case of
Hüsker Dü – Candy apple grey**
Hüsker Dü – Zen arcade**
Jets to Brazil – Orange rhyming dictionary*
Karate – In place of real insight*
Mikal Cronin – MCII
Mogwai – Hardcore will never die, but you will*
Mogwai – Young Team*
The National – Alligator*
The National – High violet*
The Thermals – More parts per million
The Thermals – The body, the blood, the machine
Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-La La Band – Horses in the sky
White lies – Ritual
Wolf Parade – Apologies to the Queen Mary

* mi incuriosisce e penso possa piacermi
** mi incuriosisce, ma temo mi farà cagare

La lista come si vede è abbastanza lunga e di roba da ascoltare ce n’è a pacchi. A naso, le persone che conosco e che hanno voluto provare ad aiutarmi sono tutte o quasi in fissa per il post rock. Vediamo se con sta scusa di acculturarmi riesco ad aprire quel minimo i miei orizzonti.
Ah, vabbè, dimenticavo. La mia compilation ufficiale dell’estate 2013 in realtà esiste e l’ho messa su spotify un po’ di tempo fa, quando sembrava che il sole si fosse deciso a venir fuori. E niente, l’ho intitolata “Summer has come” e ci sono un po’ di pezzi carini dentro a tema squisitamente estivo.

7:51 pm

18 agosto, 2012

Piccole novità post ferie

Rientrato ieri dalla Turchia, non ho perso tempo e mi son messo subito a lavorare a quelli che di solito sono gli appuntamenti fissi post ferie.
Il primo è la classica mini guida che redigo ogni volta che faccio una vacanza itinerante. Il link è questo, ma la si può trovare come al solito nella sezione “itinerari” del sito.
La seconda cosa è l’annesso album con le foto migliori del viaggio. Anche in questo caso, il link è qui, ma ci si può arrivare tanto dalla sezione foto del menu qui a destra, quanto dalla previa citata miniguida.
Già che ero in ballo ad aggiornare e ricaricare parti di questo sito, ho deciso di mettere mano anche alla sezione musica che era priva di aggiornamenti da più di un anno (chi se ne fosse accorto vince la mia simpatia). Al momento quella parte del menu è quindi stata rimossa e verrà reintrodotta presto (indicativamente) all’interno di quel progetto sulle monografie di cui ho tanto parlato, ma che non ho ancora iniziato.
Il progetto però c’è, non si scappa.
Ecco, queste le novità principali.
Per il resto io ho passato delle ottime, seppur brevi, vacanze e sono rientrato abbastanza riposato.
Di tutto quel che ho fatto in queste due settimane però, vorrei scrivere solo del secondo libro di Josh Bazell, “A tuo rischio e pericolo”, perchè è semplicemente un capolavoro. Gli dedicherò un post in questa settimana. Vi basti sapere che è un libro su un mostro lacustre che cita “Science” e il “New England Journal” come referenze qua e la, e che alla fine ha una bibliografia chilometrica. Ah, e che fa letteralmente morire dal ridere.
Nient’altro da dire.
Domani sera probabilmente andrò a vedere “The Expandables 2″, con ben due giorni di ritardo. Se tutto va bene, scriverò anche di quello.
Si preannuncia una settimana ricchissima di aggiornamenti.

5:34 pm

4 agosto, 2012

Lo schiumone

Etichette: Amici,Style,Viaggi

Paese che vai, usanza che trovi.

12:21 am

30 luglio, 2012

Il CD delle vacanze

Il countdown da vacanza è iniziato.
Tra quattro giorni, più o meno a quest’ora, sarò in quel di Istambul pronto ad iniziare il mio tour attraverso le mi si dice meravigliose terre turche e devo riconoscere che poche volte ho avuto una voglia così spasmodica di partire.
Ho voglia di vacanze.
Roba che oggi ho preso un “Mojito Soda” alle macchinette del lavoro, scoprendolo una lemonsoda con concentrazioni omeopatiche di aroma di menta. Una merda, a voler essere sintetici. Insomma, il clima è quello, e dover tirare ancora quattro giorni non aiuterà a smorzare i toni.
Prima di partire, gli obbiettivi da me prefissati erano essenzialmente due:
Il primo consisteva nell’acquisto di una montagna di canotte. Questa sarà l’estate della canotta, fatevene una ragione. Tank summer. Io, di certo, di farmi trovare impreparato proprio non avevo voglia, così mi son dato agli acquisti.

Eccole. Tutte belle, tutte incapaci di starmi bene. Però vaffanculo, almeno per una volta non tornerò con l’abbronzatura di chi è stato sui ponteggi per due settimane, evitando l’odiosa riga a mezzo bicipite tipica del t-shirt guy.
Il secondo punto invece stava nel mettere insieme il classicissimo CD della vacanza. La modalità scelta è quella dell’ultima volta, con 10 tracce per partecipante sapientemente accostate, equalizzate e masterizzate dal sottoscritto.
Rispetto la volta precedente, sto giro si parte in quattro quindi i CD saranno solo due, di venti tracce ciascuno. Li sto risentendo in questo momento e, sinceramente, sono una roba che va ampiamente al di là del bene e del male.

CD1:
01 – Gabri Ponte Ft. Dorotea Mele – Lovely on my hands (Simo)
02 – Foo Fighters – Walk (Polly)
03 – Florence and the machine – Shake it out (Giudi)
04 – Cancer – I Felt Hope (Manq)
05 – Shakira Feat. Pitbull – Rabiosa (Simo)
06 – Baustelle – Charlie Fa Surf (Polly)
07 – The Ting Tings – Hands (Giudi)
08 – Finch – Without You Here (Manq)
09 – Scissor Sisters – Only The Horses (Simo)
10 – Max Pezzali Ft. J-Ax – Sempre noi (Polly)
11 – M.I.A. – Bad Girls (Giudi)
12 – Lit – Zip-lock (Manq)
13 – Pitbull Ft. Chris Brown – International Love (Simo)
14 – Coldplay – Speed of Sound (Polly)
15 – Rebecca Ferguson – Glitter & Gold (Giudi)
16 – Derozer – Mururoa (Manq)
17 – Avicii – Levels (Simo)
18 – Jimmy Eat World – The Middle (Polly)
19 – Planet Funk – These Boots Are Made For Walking (Giudi)
20 – Defeater – I Don’t Mind (Manq)

CD2:
01 – Biffy Clyro – Mountains (Polly)
02 – Arisa – L’Amore È Un’Altra Cosa (Giudi)
03 – Justin Bieber Vs. Slipknot – Psychosocial Baby (Manq)
04 – Jennifer Lopez Ft. Pitbull – Dance again (Simo)
05 – Linkin Park – Burn It Down (Polly)
06 – FloRida – Whistle (Giudi)
07 – MxPx – Wrecking Hotel Rooms (Manq)
08 – Tacabrò – Tacatà (Simo)
09 – Foo Fighters – These Days (Polly)
10 – Le Tigre – I’m So Excited (Giudi)
11 – The All-American Rejects – Move Along (Manq)
12 – Guru Josh – Infinity 2012 (Simo)
13 – Minnie’s – Se Arriva Il Temporale (Polly)
14 – Lana Del Rey – Blue Jeans (Giudi)
15 – Blink 182 – Wasting Time (Manq)
16 – DJ Antoine – Ma Cherie (Simo)
17 – James Blunt – Carry you home (Polly)
18 – Coldplay Ft. Rhianna – Princess of China (Giudi)
19 – Vs.Rome – It’s Home Where I Am Not (Manq)
20 – Bob Sinclar ft. Pitbull – Rock The Boat (Simo)

Come detto, roba per stomaci forti. Dovendo giustificare le mie scelte, volevo roba estiva, roba che non desse troppo fastidio agli altri, ma neanche che fosse completamente digeribile viste le innumerevoli tracce di Pitbull che mi son state recapitate tra capo e collo. E poi ho messo cose che, per motivi vari che vanno dal compilare liste improbabili dei pezzi degli ultimi due decenni al vedere concerti che pensavo facessero schifo e che invece no, sto ascoltando parecchio.
Bon, questo post da aria di vacanza può considerarsi concluso.
Vado a farmi una doccia.

6:37 pm

8 gennaio, 2012

Budapest

A Capodanno sono andato a Budapest e ho fatto delle foto.
Alcune di queste, poche per la verità, sono visibili qui.
Il viaggio è stato bello, la compagnia è stata bella.
Non è che ci sia dell’altro da scrivere, ad essere onesti.

9:35 pm

11 ottobre, 2011

Montréal

Etichette: Lavoro,Viaggi

Per questioni lavorative, ovvero per presenziare al meeting dell’American Society of Human Genetics, mi trovo a Montréal. Il congresso prende il via ufficialmente oggi, ma solo per le pratiche di registrazione e la cerimonia di apertura. Diciamo che si inizierà a fare sul serio solo domani. Questo mi concede più o meno un’altra giornata in aggiunta alla mezza di ieri, per fare il turista.
A primo impatto Montréal mi sembra una sorta di copia in miniatura di New York. C’è tutto. Ci sono i grattacieli, i ponti, il molo, le zone commerciali e credo perfino China Town, solo è tutto un po’ meno. Ieri, per dire, credo d’essermi girato tutto il centro a piedi in qualcosa come tre/quattro ore.
Riguardo ai prezzi invece, la trovo abbastanza cara.
Ho fatto, sto facendo e con tutta probabilità farò un bel po’ di foto. Se qualcuna verrà fuori decente le metterò come al solito qui sopra. Ora vado, che voglio fare qualche altro giretto prima che sia troppo tardi.

1:32 pm

<< Post precedenti


Sviluppato su WordPress
Creative Commons License
Manq by Giuseppe Mancuso is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.