19 dicembre, 2013

NBA allstar game 2014

Etichette: Sport,Web

Come di consueto siamo giunti a quel momento nell’anno in cui c’è da votare per l’Allstar game NBA. Per varie vicissitudini prevalentemente legate a Sky e al suo servizio spesso discutibile ho potuto seguire pochissimo questo inizio di stagione cosa che, unita alla mia non proverbiale preparazione in materia di basket NBA, ha reso la scelta dei quintetti più grossolana del previsto. Al solito, le mie picks sono fondamentalmente dettate da un mix di valore assoluto, rendimento recente, simpatia e tifo.
Agevolo le selezioni e poi la classica spiega.

Quintetti

Premessa: da qualche anno ormai la suddivisione in ruoli ha perso decisamente di senso nell’NBA in generale e sopratutto in un evento come questo. Io però, come sempre, cerco di fare dei quintetti che rispecchino il mio vago senso delle posizioni e dei ruoli.
Partiamo da ovest.
A fare il play ci metto C. Paul perchè nel ruolo è il più forte che c’è e la spiega finisce qui. A fare la guardia insieme a lui c’è Harden. Sia i Clippers che i Rockets non hanno il record che ci si aspetterebbe da squadre che partono almeno sulla carta per giocarsela fino in fondo, ma sono entrambe ampiamente sopra lo 0.65 (nel momento in cui scrivo) e direi che se quei due lì non sono la principale ragione del bilancio comunque in positivo, poco ci manca. Passiamo ai lunghi. Ala piccola schiero KD e anche in questo caso credo non servano ulteriori spiegazioni. Oklahoma vola e lui con lei e per quanto inizi a starmi un po’ sulle balle, direi che trovarne uno meglio diventava complicato. Ala grande invece scelgo Aldridge, che fino ad oggi ho sempre snobbato parecchio, ma che visti i risultati di Portland diventa impossibile escludere ancora una volta. Ho segato Lillard al posto suo. Nota: Portland sta riuscendo a far sembrare un giocatore di basket pure Robin Lopez. Chiudo il quintetto con il mito e la leggenda di Javalone McGee, idolo assoluto del sottoscritto e giocatore da Allstar game se ce n’è uno. Grandissimo.
E’ il turno dell’est.
Si parte con Irving che, con tutti i difetti che gli si possono trovare, in un anno in cui Rose si spacca di nuovo e fa temere tutti per il suo futuro nello sport e Rondo ancora non s’è visto diventa a mio avviso scelta obbligata. Come guardia ecco l’altro idolo assoluto del sottoscritto, ovvero JR Smith. New York sta vivendo un inizio di stagione ai limiti dell’imbarazzo e il mio eroe non è certo esente da responsabilità, ma io amo IL TALENTO e quello lì ne ha a chili. E’ nuovamente il turno dei lunghi. Nessun dubbio sul volere George come rappresentante di Indiana nel mio quintetto. Giocatore che mi piace molto (grazie al cazzo) e che merita senza dubbio la vetrina. A fare il 4 invece credo sia giusto portare il giocatore più dominante della lega, tal LBJ. Chiudo con la posizione di centro che, non fosse per i guai fisici, darei a occhi chiusi a Tyson Chandler perchè è un giocatore che adoro. Escluso lui, trovo ancora una volta giusto dare spazio a uno dei ragazzi di Indiana e quindi metto Hibbert.
Per chiudere, write in vote a GG Datome più che altro come incoraggiamento visto che ancora non ha praticamente dato segni di vita.
Direi che è tutto.
A voi studio.

2:37 pm

2 settembre, 2013

Bentornato

Del perchè sia l’acquisto sbagliato ho già detto.
Il tifo, però, per me è e sarà sempre questione di cuore.
Grande Ricky.
Bentornato!

11:01 am

30 agosto, 2013

Scie chimiche

Il Milan ha comprato Matri, pagandolo 12 milioni di euro.
Alessandro Matri.
DODICI MILIONI DI EURO.
Balotelli, a Gennaio, è costato 20 milioni. Tevez, appena preso dalla stessa Juve, è costato 12.
Il Milan a Ottobre tornerà ad avere Pazzini a disposizione.
Pazzini è costato 7 milioni di euro più Cassano.
Pazzini e Matri sono costati più di Balotelli.
E sono completamente ridondanti l’uno per l’altro.
A detta di chiunque, il milan ha grossi problemi in difesa e un centrocampo modesto.
Il milan ha comprato una punta.
Una prima punta che aveva già, ma non voglio ripetermi, quindi andiamo oltre.
Il Milan ha venduto Boateng in Germania, per 10 milioni di euro.
Boateng, dopo una prima annata da amore vero effettivamente indolente e irritante, era un centrocampista.
Offensivo, con velleità di trequartista, ma tutto sommato abbastanza polivalente e se vogliamo duttile.
Per sostituirlo si parla di Kakà, fino a prova contraria un ex calciatore che anche al massimo splendore copre un solo ruolo e comunque in attacco, e Honda, un semi-sconosciuto che non ha mercato e che in ogni caso gioca dalla tre quarti in avanti.
Veniamo alla difesa, che come detto è parecchio scarsa.
E’ stato inserito in rosa Silvestre.
Silvestre è stato scartato dall’Inter, dove gli giocava davanti Jesus.
Questo può voler comunque dire poco, capita di non inserirsi, però da quando è in rossonero non ha visto mai il campo.
Ora gli gioca davanti Zapata.
Zapata giocava in serie B in Spagna.
Questi sono FATTI.
E allora dopo un po’ a uno viene da pensare che se in una situazione del genere vai a comprare Matri, strapagandolo, le ragioni sono tutto fuorchè calcistiche. C’è qualcosa sotto. Per forza. Non ci possono essere altre spiegazioni. Non ha senso dare soldi alla Juve per rafforzarla e toglierle un problema dallo spogliatoio. Non ha senso accollarsi lo stipendio di Matri e dare a Marotta (NdM: Dove cazzo guarda Marotta?) i soldi per comprare Tevez. Vuol dire lavorare per la Juve, che di questo passo di scudetti ne vincerà altri trenta.
La faccenda puzza, parecchio. E puzza anche che il Milan possa permettersi anno dopo anno di muoversi male sul mercato conscio che tanto in Champions ci arriva sempre. Per meriti suoi, demeriti altrui o spinto a calci in culo dal palazzo. Chiedere a Firenze.
Alla fine a tutti fa comodo che in Champions ci vada il Milan, soprattutto alla Lega e alla Uefa.
Le partite del Milan le vendi nel mondo.
Quelle della Fiorentina le vendi molto meno.
Perchè ormai che contano sono i diritti TV e gli sponsor.
Servono le partite di cartello.
Tipo Milan-Barcellona.
Tipo eh.


* Omaggio a Federica Nargi, compagna di Alessandro Matri. Via la Satta per la Nargi, per me c’abbiam perso pure da quel punto di vista.

5:34 pm

18 aprile, 2013

Pronosticone NBA 2013

Etichette: Sport

Ed eccoci, al solito, al momento pronostico dei PlayOff NBA.
Come sempre io faccio la mia previsione tutta insieme, non turno per turno, quindi già dalle semifinali di conference questo tabellone risulterà completamente inaffidabile, ma chissene.
Andiamo con le previsioni:

1° Turno (EST):
Heat – Bucks 4-0
Knicks – Celtics 4-1
Pacers – Hawks 4-1
Nets – Bulls 2-4
1° Turno (WEST):
Thunder – Rockets 4-0
Spurs-Lakers 3-4
Nuggets – Warriors 4-2
Clippers – Grizlies 4-2

2° Turno (EST):
Heat – Bulls 4-1
Knicks – Pacers 4-2
2° Turno (WEST):
Thunder – Clippers 4-1
Lakers – Nuggets 2-4

Conference finals:
Heat – Knicks 4-1
Thunder – Nuggets 4-2

NBA FINAL:
Heat – Thunder 4-2

4:59 pm

17 aprile, 2013

Manq vota il suo presidente

Ormai apro il blog solo per scrivere di politica, o meglio delle mie impressioni in merito alla questione politica. La cosa è buffa, per diversi motivi, ma stare ad elencarli potrebbe chiaramente distrarmi dal focus di questo pezzo e non interesserebbe comunque nessuno, quindi tanto vale tagliar corto e passare al nocciolo della questione.
Visto che tutti hanno nomi da snocciolare per la candidatura al Colle, anche io dico il mio che è…
ROBERTO BAGGIO.
Applausi, urla di giubilo, ola che parte e via di seguito.
Però sono serio. O meglio, se proprio dobbiamo pescare tra illustri personalità italiane, che non abbiano connessione alcuna con la “kasta”, che possano vantare una rilevanza mondiale per meriti legati al loro mestiere, ma anche in campo umanitario e sociale, che rappresentino l’Italia intera sia per gli italiani, che per gli stranieri e che non siano troppo vecchi, com’è possibile che nessuno ci abbia pensato?
Ok, mentre scrivo mi comunicano che qualcuno ci aveva effettivamente pensato, ma si tratta in ogni casi di troppe poche persone.
Cioè, ROBERTO BAGGIO.
Non ci sarebbe nemmeno da stare a discuterne e si potrebbe lasciare gente comunque meritevole, ma che ancora è utile nel proprio ambito professionale, libera di continuare a svolgere la propria professione. La Gabanelli, per dire. Penso si sia tutti d’accordo (toh, forse eccetto Alemanno) che Milena Gabanelli sia umanamente più che meritevole di ricoprire quel ruolo, risultando essere uno dei pochissimi esempi rimasti in Italia di giornalismo. Ed è proprio lì il punto. Abbiamo una giornalista buona, nel Paese, e la sacrifichiamo a fare altro? Non mi pare una mossa così geniale, specie se a proporla è un movimento che da molto ripete in continuo come il giornalismo di casa nostra sia morto e sepolto. E’ brava e sta facendo bene, lasciamola lavorare.
Idem per quanto riguarda Gino Strada. Perchè privarci della sua attività sul campo e relegarlo dietro ad un ruolo istituzionale sicuramente importante, ma non così “utile” al genere umano tutto come quello che attualmente svolge? Nonsense.
Invece Baggio sarebbe perfetto. Scusate, ROBERTO BAGGIO.
Massì, che poi cosa ce ne frega? Tanto siamo così impegnati a tacciare il MoVimento di chiusura, autismo e sindrome del NO! che nessuno ha pensato di starli a sentire. Molto meglio interagire con quegli altri, quelli che ci stanno sul cazzo, ma senza i quali non avremmo un gioco a cui giocare.
Io pensavo che l’autolesionismo del PD potesse arrestarsi, come sempre, una volta conclusa la campagna elettorale. Invece sto giro pare vogliano fare proprio le cose per bene e distruggere tutto alla base.
D’Alema. Amato.
Ma chi vi rivota tra cinque mesi… aspetta. Ho capito. Siamo ANCORA in campagna elettorale, ecco perchè il PD sta facendo tutte queste uscite di merda, con Renzi che ogni volta che apre bocca mi fa domandare con che coraggio io possa supportarlo. Stanno gettando le basi per perdere ancora e peggio.
Pirla io che non avevo capito.
Ecco perchè il tentativo di Barca di dare una svegliata a tutti è passato così in sordina. Rischiava di far guadagnare consensi.
Bon, la mia l’ho detta. Ognuno la veda come vuole, ma, alla cieca, scommetto qualunque cosa che il prossimo presidente della Repubblica, chiunque egli sia, non sarà mai equiparabile a ROBERTO BAGGIO.

5:13 pm

12 dicembre, 2012

All-star game 2013

Etichette: Sport

Anche quest’anno, come ogni anno, è giunta l’ora di votare i quintetti dell’ NBA All-Star Game.
Come al solito quindi ho effettuato tutta la procedura on-line e, dopo diversi ballottaggi, sono giunto alle mie dieci pick definitive. Che sono queste.

Prima di procedere con le spiegazioni dettagliate è bene chiarire alcune linee guida usate per la votazione. Per prima cosa, ovviamente, c’è la simpatia personale, ovvero quel sano tifo che permette di andare oltre il reale valore tecnico del giocatore o del suo attuale rendimento. In secondo luogo l’ormai consueta regola di dare al quintetto una parvenza old school, mettendo quindi in campo un solo play, un solo centro e così via. Last but not least, in protesta verso la tendenza ormai spiccata di aggregare stelle all’interno di un’unica franchigia, mi sono imposto di non pescare più di un giocatore per squadra. Andiamo quindi all’analisi dei due quintetti.
OVEST:
In posizione di centro, la prima notevole esclusione. Niente Howard, quest’anno, un po’ per come stanno realmente andando i Lakers e un po’ anche perchè da centro io voglio far giocare Sergione Ibaka. Certo, avrei potuto mettere Ibaka da 4 e tagliare Davis, che ancora non ha fatto vedere un beneamato niente a noi tifosi dei calabroni, però monociglio sta rientrando e necessita di tutto il supporto possibile. Fuori Howard quindi e fuori pure Danilone Gallinari, per la prima volta da che è possibile votarlo, a vantaggio di un Iguodala che a Denver per come la vedo io sta facendo buone cose. Per quanto riguarda il pacchetto guardie, immancabile selezione per CP3 che resta uno dei miei giocatori preferiti della lega nonostante un po’ di alti e bassi in questa prima parte di stagione. Al suo fianco, impossibile da non votare, spunta la barba di James Harden che taglia fuori dai giochi un Kobe mai così meritevole di menzione. E per la pacific side, abbiamo concluso.
EST:
Il mio centro preferito della east side è Lopez e quindi si becca la canotta, non che avesse chissà quali concorrenti. Al suo fianco il genio e la sregolatezza di Josh Smith, un altro dei miei personali pallini quando si parla di NBA. A fare l’ala piccola del quintetto ci mettiamo Melo che, si dica un po’ quel che si vuole, ma al momento fa tanto MVP. In cabina di regia, assolutamente impossibile da non votare nonostante mi spiacesse tagliare Irving, c’è Rondo, l’uomo che ha giocato tutta la stagione unicamente per allungare la sua striscia di partite con +10 assist e ha vanificato tutto con un’espulsione insulsa. Con lui ci metto Monta Ellis anche se quest’anno non ho una minima idea di quanto stia producendo coi Bucks. E’ rimasto fuori talmente tante volte pur dovendoci andare, che il mio voto lo prende anche per quello.
Resta la scelta finale, quella dell’outsider, che nel mio caso è andata a Greivis Vásquez perchè secondo me è un giusto.
That’s it.

3:48 pm

11 settembre, 2012

E noi abbiamo Cassano

Oggi, tramite l’ormai indispensabile strumento che è Twitter, sono venuto a conoscenza di una notizia riportata da il Post.it. La storia, riassunta in breve, scaturisce da una risposta del delegato democratico del Maryland Emmet C. Burns Jr. alle esternazioni del giocatore dei Baltimora Ravens Brendon Ayanbadejo in materia di matrimoni gay. Nella fattispecie Ayanbadejo pare essersi pubblicamente schierato, più volte, in favore della concessione di questo diritto alle coppe omosessuali.
La presa di posizione di Burns nei confronti delle esternazioni del giocatore è stata espressa sotto forma di lettera, direttamente alla dirigenza dei Ravens. Questo il testo:

Molti dei miei elettori e molti dei vostri tifosi sono inorriditi e sbalorditi dal fatto che un membro di una squadra di football possa esprimersi in merito a una questione così controversa e cercare di influenzare l’opinione pubblica in un senso o nell’altro. Molti dei vostri tifosi non sono d’accordo con le sue posizioni e pensano che non debbano avere posto nello sport, che è fatto per il tifo, l’intrattenimento e l’entusiasmo. Penso che Ayanbadejo dovrebbe concentrarsi sul football ed evitare di dividere i suoi tifosi.
Richiedo pertanto che lei prenda i necessari provvedimenti, come proprietario della squadra, per impedire altre dichiarazioni di questo tipo da parte dei suoi dipendenti, e che ordini a Ayanbadejo di smetterla con questo comportamento ingiurioso. Non sono a conoscenza di altri giocatori che abbiano fatto quello che fa Ayanbadejo.

(La versione originale della lettera del delegato Burns è visibile qui)
Questa lettera, che effettivamente si commenta da sola, ha tuttavia suscitato la reazione di un altro giocatore della NFL, Chris Kluwe dei Minnesota Vikings, che ha deciso di dire la sua scrivendo una lettera di risposta direttamente al delegato. Il testo della contro replica è decisamente degno di segnalazione, tanto per il contenuto, quanto per lo stile diciamo non propriamente elegante. Stando a quanto sostiene Kluwe, infatti, l’utilizzo di espressioni colorite e forti non solo faciliterebbe l’arrivo del messaggio, ma dovrebbe anche fungere da “cartina tornasole per quelli che sanno vedere il contenuto di verità di un messaggio invece che fermarsi a guardare la confezione con cui quel messaggio è consegnato”.
Di seguito riporto la versione tradotta e “ripulita” del testo. Non perchè mi siano particolarmente indigeste le volgarità, quanto perchè è l’unica traduzione che ho trovato senza dovermela fare da solo. Qui, tuttavia, la versione originale del documento:

Caro Emmett C. Burns Jr.,

Trovo inconcepibile che lei sia stato eletto come delegato dello stato del Maryland. Il suo livore e la sua intolleranza mi imbarazzano, e mi disgusta pensare che lei sia in qualsiasi modo e a qualsiasi livello coinvolto nel processo di formazione delle politiche sociali.
Le posizioni che lei abbraccia ed espone non prendono in considerazione alcuni punti fondamentali, che illustrerò con dovizia di particolari (potrebbe esserle necessaria l’assunzione di uno stagista che la aiuti con le parole più lunghe):

1. Come sospettavo, non ha letto la Costituzione, quindi le vorrei ricordare che il Primo, primissimo emendamento di questo fondamentale documento si occupa della libertà di parola, e in particolar modo delle limitazioni di tale libertà.
Utilizzando la sua posizione istituzionale (facendo riferimento ai suoi elettori in modo da minacciare implicitamente la gestione dei Ravens) per dichiarare che i Ravens dovrebbero «scoraggiare dichiarazioni di questo genere» da parte dei loro dipendenti – nello specifico Brendon Ayanbadejo – non solo lei sta chiaramente violando il Primo Emendamento, ma dimostra di essere una narcisista macchia di merda.
Che cosa mai l’ha fatta diventare così stupido? Mi sconcerta che un uomo come lei, che fa affidamento sullo stesso Primo Emendamento per coltivare i propri studi religiosi senza timore di ritorsioni da parte dello Stato, possa giustificare il soffocamento del diritto alla libertà di espressione di qualcun altro. Chiamare “ipocrita” un uomo come lei sarebbe mancare di rispetto alla parola. “Osceno, assurdo ipocrita del cazzo” è un po’ più appropriato, forse.

2. «Molti dei vostri tifosi non sono d’accordo con questa presa di posizione e ritengono che [questi argomenti] non debbano avere posto nello sport, che dovrebbe riguardare il tifo, l’intrattenimento, l’entusiasmo e nient’altro». Santo cielo, quante stronzate. Ha sul serio detto questa roba, lei che è stato «attivamente coinvolto nelle task force del governo che si sono occupate delle conseguenze culturali e sociali della schiavitù in Maryland» (come recita la sua voce di Wikipedia, ndt)? Non ha mai sentito parlare di Kenny Washington? Di Jackie Robinson? Nel 1962 la NFL prevedeva ancora la segregazione razziale, che è stata spazzata via grazie a atleti e allenatori coraggiosi che hanno osato esprimere il loro parere e fare la cosa giusta. E nonostante tutto questo lei è capace di dire che la politica e le questioni politiche «non dovrebbero avere un posto nello sport»? Non so neanche da dove cominciare per immaginare la dissonanza cognitiva che con ogni probabilità sconvolge in questo momento la sua mente confusa e marcia, e la ginnastica mentale con cui il suo cervello si è contorto fino a produrre una dichiarazione così assurda da meritare una medaglia d’oro olimpica (il giudice russo sicuramente le darebbe 10, per “bellissimo repressivismo”).

3. Questo è più un mio dubbio personale. Ma perché odia la libertà? Perché odia il fatto che altre persone vogliano avere la possibilità di vivere le loro vite ed essere felici, anche se la pensano in modo diverso dal suo, o si comportano in modo diverso? In che modo, in che forma, la riguarda il matrimonio gay? In che modo influisce sulla sua vita? Teme che se il matrimonio gay diventasse legale, lei comincerebbe all’improvviso a pensare al pene? «Oh merda, il matrimonio gay è stato approvato, devo subito correre a farmi sfondare di cazzi!». Ha paura che tutti i suoi amici diventino gay e non vengano più la domenica a vedere le partite da lei? (Comunque è improbabile, dato che anche ai gay piace guardare il football).
Posso assicurarle che il matrimonio gay non avrà alcun effetto sulla sua vita. I gay non verranno a casa sua a rubare i suoi figli. Non la trasformeranno magicamente in un lussurioso mostro mangiacazzi. Non rovesceranno il governo in un’orgia di edonistica dissolutezza soltanto perché all’improvviso avranno gli stessi diritti del 90 per cento della nostra popolazione – diritti come le indennità della previdenza, agevolazioni fiscali per chi ha figli, i permessi familiari o i congedi per malattia per prendersi cura dei propri cari, e l’assistenza sanitaria estesa a coniugi e figli. Sa che cosa farà ai gay il fatto di avere questi diritti? Li renderà cittadini americani a tutti gli effetti, proprio come tutti gli altri, con la libertà di perseguire la felicità con tutto ciò che questo comporta. Le dicono niente le battaglie per i diritti civili degli ultimi 200 anni?
In conclusione, spero che questa lettera, in qualche modo, la porti a riflettere sulla dimensione del colossale casino che lei ha spudoratamente scatenato ai danni di una persona il cui solo crimine è stato esporsi per qualcosa in cui credeva. Buona fortuna per le prossime elezioni, sono certo che ne avrà bisogno.

Cordialmente,
Chris Kluwe

P.S. Mi sono dannatamente esposto sulla questione del matrimonio gay, quindi può anche prendere il suo «non sono a conoscenza di altri giocatori della NFL che abbiano fatto quello che fa Ayanbadejo» e ficcarselo nella sua piccola boccaccia priva di empatia, strozzandocisi.
Stronzo.

A me, tutta questa faccenda, ha chiaramente ricordato le esternazioni di Cassano all’Europeo.
Il punto però non è tanto che ci siano omofobi in Serie A, perchè nella NFL ce ne sono sicuramente di più. La questione è: quando, in Italia, un calciatore proverà ad usare la notorietà per combattere delle battaglie sociali?

2:33 pm

27 aprile, 2012

It’s bracket time!

Etichette: Sport


Il mio pronostico sugli incombenti play-off NBA.
Fatto da tifoso, di pancia, con aspettative e speranze che esulano dalla competenza tecnica. Anche perchè di competenza non ne ho.
Il primo round inizia domani e di certo occhi puntati sulla sfida NY-MIA.

7:19 pm

23 aprile, 2012

Parliamo di calcio giocato

Etichette: Riflessioni,Sport

Non è che io parli spessissimo di calcio, qui sopra.
Quando succede è, solitamente, perchè la mia squadra vince qualcosa. Sono milanista e in tutti questi anni da bloggher qualche post a celebrare trofei vinti sul campo m’è anche capitato di scriverlo. Quello che ho fatto raramente, per non dire mai, è stato fermarmi a parlare di calcio giocato in caso di sconfitte o comunque di momenti non brillanti della squadra.
Che poi è la cosa che mi sto accingendo a fare in questo momento.
Ieri, con tutta probabilità, s’è perso lo scudetto. Il suicidio è stato portato a termine nel peggiore dei modi: in casa e contro un’accoppiata non proprio inaffondabile composta da Fiorentina prima e Bologna poi. La ragione della sconfitta però è che, per la prima volta in direi sei anni, il nostro campionato è riuscito a proporre una seconda candidata al titolo oltre l’undici partente coi favori del pronostico. Questo non vuol dire che negli anni scorsi chi ha vinto ha vinto facile, ma semplicemente che perdere il campionato era oggettivamente molto complicato. Quest’anno non è stato così. La Juve non si è trovata quasi per caso sul finale di stagione a potersi giocare il tricolore, ma è stata lì dall’inizio, con merito, giocando per ampi tratti molto meglio degli altri. Bravi loro quindi. Niente episodi, niente arbitri. Ti giochi lo scudetto in casa col Bologna e alla mezz’ora perdi uno a zero. La tua avversaria, stesse condizioni, dopo 8 minuti ha rifilato due sberle alla Roma. That’s it.
Siccome in Italia siamo tutti allenatori, io qui adesso metto giù le mie idee sulla stagione fallimentare del Milan.
Qui a sinistra c’è una foto. Nella foto è ritratto un attaccante decisivo mentre segna un gol decisivo e ci fa vincere la coppa dei campioni. La foto è piccola, forse non si vede, ma non si tratta di Ibra.
Lo so che dire che Ibra è il problema di questo Milan fa storcere il naso a molti e, in effetti, detta così non ha molto senso come frase. Se hai lottato fino alla fine infatti è soprattutto grazie ai gol di Ibra, rigori a parte, quindi il problema non dovrebbe stare lì. Ed invece, secondo me, il problema è tutto lì. I motivi:
1- Ibra vincola tremendamente il gioco. Con Ibra si gioca in una maniera sola e spesso, quando lui viene a mancare, non si sa più creare nulla. L’anno scorso s’è vinto lo scudetto, ma se si va a riprendere la stagione si vede come la crisi milan sia stata nelle partite in cui Ibra non c’era, partite in cui non si faceva più gol. Anche quest’anno, l’abisso che separa i gol segnati dallo svedese rispetto a quelli del resto della squadra è indice di una Ibra-dipendenza che non può far bene ad una squadra che vuole vincere. Mi si potrebbe obbiettare che il problema è dovuto ai restanti dieci giocatori, non all’altezza di Ibra. Non è così, secondo me. L’organico del Milan senza Zlatan non è più scarso di quello della Juve, sia tecnicamente che agonisticamente. Con Ibrahimovic la squadra è incatenata ad un’unica soluzione e questo non può mai essere un bene.
2- Ibra è uno scassa cazzo. Deve giocare sempre e tutta la gara. Anche in partite come quella di ieri dove definirlo indisponente è poco o in partite dove sai dall’inizio non farà nulla di utile. Poi è vero che ieri se lo togli magari perdi invece che pareggiare, ma questo è uno strascico del punto 1.
3- Analizzandolo come giocatore è sovraumano, ma è come LeBron James: isolamenti, isolamenti e ancora isolamenti. Fisico illegale e tecnica sopraffina. Può segnare da ovunque. Può passarla a chiunque con assist straordinari. Di contro, non creerà mai un gioco offensivo degno di questo nome. Ed infatti, in sistemi di gioco ben strutturati, non si inserisce (vedi Barcellona).
4- Da tifoso, non hai mai l’impressione si stia impegnando. Gioca e si atteggia, sempre, con sufficienza. La palla è lunga o corta di mezzo metro? Non ci va. E si incazza. Caracolla per il campo fino a che non gli dai la palla tra i piedi e allora o fa la giocata da applausi, o la perde in malo modo provando tacchi, sponde o dribling che si trattasse di un ragazzino sconosciuto lo inchioderebbero alla panchina e non lo farebbero alzare mai più.
5- Nelle partite importanti, quando conta davvero, sparisce. Si nasconde. E non ti farà mai vincere un cazzo fuori da competizioni in cui da solo può stendere il 70% delle squadre avversarie.
Per tutti questi motivi Ibra secondo me è più un male che un bene, per la mia squadra, quindi dovessi risolvere il problema Milan partirei da lì. Non che tutto il resto non conti eh. Il Milan non ha giocatori di livello in molti ruoli chiave, è stato falcidiato da infortunii per tutta la stagione ed ha visto una gestione non proprio felice di alcune situazioni di mercato che avrebbero potuto portare molti punti e qualche prospettiva in più (vedi caso Pato).
In sintesi lo scudetto lo vince una squadra sola quindi il dramma non è aver perso. Io però vorrei vedere una squadra che torni a giocare a pallone e non a quello sport chiamato “dalla a Zlatan”, anche se magari porto a casa qualche scudetto in meno.
Che poi, sta storia che Ibra vince gli scudetti da solo, io andrei a raccontarla a Conte.
Non fosse che lo odio.

4:35 pm

15 aprile, 2012

Lo schifo

E’ morto un ragazzo di 25 anni.
E’ morto di sport, una cosa che ultimamente accade troppo spesso.
Probabilmente adesso è presto per riflettere sul perchè cose così continuano a verificarsi, ma purtroppo la storia ci insegna che lo spazio per le riflessioni è solo a caldo. Se si lascia alla gente il tempo di metabolizzare, la si lascia dimenticare. Si da modo di distrarsi, di non pensarci, e il problema sparisce.
Almeno fino alla prossima volta.
E’ normale, fisiologico. Pensare alla morte fa male sempre, specie se poi si tratta di ragazzi.
Quindi a mio avviso bisogna stringere i pugni e parlare di questa cosa anche adesso che fa male. Fermarsi, se davvero serve, per riflettere e cercare di capire il perchè. La fatalità lasciamola agli eventi rari.
Qui si parla di numeri spaventosi, di casistiche drammatiche.
Una spiegazione logica, scientifica, è per forza di cose lì fuori da qualche parte e va tirata fuori.
Per farlo però non serve parlare di Morosini.
Non serve parlare della sua vita, dei suoi problemi, scavando fino a trovare il dettaglio che renda il tutto ancora più drammatico. E poi ancora, ancora, senza fine.
Anzi.
Mi fa schifo, profondamente, la corsa al dramma di cui siamo spettatori.
Non voglio i video del malore. Non voglio la diretta del tracollo. Non voglio lo scoop sui soccorsi nè il ricordo in diretta di chi gli ha voluto bene.
Disprezzo profondamente chi genera tutto questo desiderio di portarti dentro il dolore, tanto quanto chi ci si lascia portare.
Tanto rumore e non sappiamo nemmeno concedere il rispetto a chi è crollato, venticinquenne, su un campo di pallone.
Subito a filmare, a fotografare, a rincorrere la possibilità di dare al lettore un’immagine ancor più vicina del fatto.
Come se limitarsi a scrivere che è morto un ragazzo mentre giocava a calcio non fosse abbastanza a sconvolgere chiunque.
Questo non è giornalismo.
E’ merda.
Merda prodotta da gente schifosa, viscida, che ho il sospetto goda nel poter dire: “siamo meglio degli altri perchè noi abbiamo la foto del momento in cui gli si ferma il cuore”.
“Abbiamo vinto, noi abbiamo il video del decesso.”
Non posso credere che a nessuno di questi sciacalli schifosi venga in mente come ci si può sentire ad essere davvero tra quelli che da una tragedia così vengono colpiti in prima persona.
Fermiamo il campionato, che riprenderà tra sette giorni nelle stesse condizioni e con le stesse possibilità che qualcuno non finisca la partita, in nome di un rispetto e di un cordoglio che però non riesce a fermare lo spettacolo becero della caccia allo scoop macabro.
Etica, servirebbe solo etica.
E la capacità una volta per tutte di prendere uno per uno questi scribacchini dei miei coglioni e mandarli per bene affanculo.
Pubblicando poi foto e video in diretta della loro pubblica umiliazione.

3:00 am

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