Vai al contenuto

Nel dolore l’anima politica si infiamma

Questa mattina mi sono svegliato con un atroce mal di schiena.
Devo aver preso freddo oppure aver dormito in una qualche posizione particolarmente contorta, sta di fatto che fatico seriamente a muovermi senza sentire fitte lancinanti.
Ridicolo.
Mi sento realmente ridicolo, un incrocio tra un vecchio corroso dai reumatismi e un paralitico.
Ho provato a contattare la mia sciamana di fiducia, la Paola, ma purtoppo non finirà di lavorare prima delle 21.00, ora cui io sarò già uscito di casa.
Dolorante.
Mio padre ha provato a massaggiarmi con un olio strano uscito da non sò dove e i risultati non sono stati troppo confortanti, visto che tutt’ora fatico a stare seduto senza rivolgermi all’Altissimo in tono di sfida.
Parlando d’altro: Bertinotti è presidente della Camera dei Deputati.
Cavoli.
Io non ricordo Nilde Iotti, ero abbastanza piccolo da non sentirmi in dovere di seguire la politica a quel tempo, quindi per me questa cosa è piuttosto sensazionale. Bertinotti, segretario di Rifondazione Comunista posto ad occupare una così alta carica non me lo sarei mai sognato. Era forse l’unico della Sinistra autentica a poterlo fare e, anche se ogni tanto pure lui parte per la tangente, credo sia abbastanza intelligente da fare un buon lavoro.
Quando vedo queste cose penso che forse la Sinistra italiana sta maturando.
Poi mi ricordo che tra i nostri abbiamo Mastella e mi ravvedo.
La cosa brutta è che il povero leader dell’Udeur non è certo il peggiore dei problemi. Il nostro problema serio è venuto fuori in tutto il suo splendore il 25 Aprile e il 1° Maggio a Milano. Quando ho letto dei fischi alla Moratti ho pensato: “Perchè vogliono farle pubblicità?”. Per un momento ho anche pensato che a fischiarla fossero prezzolati di Forza Italia messi li con un preciso e ben studiato piano mediatico.
Ho voluto pensarlo come per convincermi che a sinistra gente così cretina non ci sia.
A quel punto mi è tornato in mente Mastella e ho capito che, nella migliore delle ipotesi, la verità sta nel mezzo.
Non credo di essere troppo moderato nel mio pensiero politico. Su certe cose forse ho vedute fin troppo estreme, ma, cazzo, non mi sognerei mai di dire frasi tipo: “Bisognerebbe espropriare la proprietà privata!”.
A Nassyria intanto continua a morire gente e la cosa è solo un pretesto per litigare sull’intitolare o meno ai caduti vie e piazze. A prescindere dal fatto che in quasi tutte le città si può facilmente trovare Via/Piazza/Corso/ Caduti sul Lavoro e quindi non mi pare personalmente il caso di litigare su una cosa che già giustamente esiste e che non credo necessiti di sottocatogorie ulteriori, si può avere un paese diviso tra chi definisce eroi i caduti e chi grida ad altre dieci, cento, mille stragi?
Ci si può scannare prendendo due posizioni parimenti idiote ed arroccandosi su queste?
Evidentemente sì.
Come ultimo punto di questa mia dolorosa (in senso stretto, visto il mal di schiena) analisi non posso non citare i simpatici amici di Teheran che continuano a gridare quanto stiano facendo per essere competitivi nella corsa agli armamenti nucleari. Sebbene ritengo che si tratti di una sfilza infinita di proclami populisti e privi del minimo fondamento e riscontro che il governo iraniano fa per tener buoni i suoi cittadini, la cosa che non mi spiego è perchè mamma U.S.A. non abbia già messo in moto la sua inarrestabile macchina bellica. Se per far la guerra all’Iraq è bastato il sospetto, mai comprovato per altro, della presenza di armi di distruzione di massa nelle mani di Saddham, perchè la dichiarazione di Ahmadinejad di averle ed essere pronto ad usarle contro l’occidente infedele non è sufficiente a motivare un intervento armato?
Non lo so.
Magari me lo spiegherà Emilio Fede nel TG4 di domani.

5 commenti su “Nel dolore l’anima politica si infiamma”

  1. Spero anch’io che Bertinotti faccia un buon lavoro; è anche vero che a quanto mi diceva un mio amico che si interessa di queste cose, il ruolo di presidente della camera è puramente formale.
    C’è anche chi dice che l’abbiano dato a lui per tenerlo buono ed evitare che fccia cadere il governo.
    Vediamo come va’, anch’io sono abbastanza fiducioso

  2. “Bisognerebbe espropriare la proprietà privata!”Questa frase devo averla già sentita, forse nel giardino di casa mia…per tutto il resto tranne per l’intitolazione delle vie credo di essere in disaccordo con quasi tutto ciò che dici…Bertinotti alla camera la vedo una scelta dovuta più che giusta, anzi non mi sembra propriamente una persona che possa ricoprire una carica costituzionale, ma rifondazione aveva paura…per quanto riguarda la Moratti, io credo l’errore sia il fatto che lei fosse lì e che gli italiani siano stupidi, nn tanto quelli che le hanno fischiato, ma quelli che guardano la televisione…

  3. una precisazione: Bertinotti può solo fare meglio di Casini, in quanto il suo atteggiamente anticostituzionale è stato rivelato apertamente intimando gli italiani al non voto…

  4. Bel post Manq, e Bri, sono d’accordo con te su Bertinotti/Casini.
    Il nostro problema è la Presidenza del Senato. E la mancanza di un governo…

  5. Grazie, sono contento il post piaccia. Per quel che mi riguarda la posizione di Bertinotti gli permette di parlare senza fare danni e credo sia la migliore per lui. Concordo con Bri quando dice che RC dovrebbe stare in prima linea e prendere decisioni, che dovrebbe insomma stare al governo, ma per quelle posizioni farei altri nomi. Non perchè Bertinotti sia peggio degli altri, ma perchè come personaggio secondo me la possibilità di parlare dall’alto di una carica senza paura di compromettere la tanto risicata maggioranza gli si addice particolarmente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.