Diario dall’isolamento: day 18

Ieri notte in pratica non ho dormito e quindi mi sono guardato un paio di film.
Spencer dovrebbe essere un buddy cop con Marky Mark, ma fa troppo poco ridere nei dialoghi ed è troppo poco credibile sul piano dell’azione. Scorre senza troppi problemi, ma non lo rivedrei neanche per sbaglio. L’incapacità di fare buddy cop decenti nel nuovo millennio è imbarazzante, se non consideriamo Shane Black l’ultimo buono che mi ricordo è Cani Sciolti ed è forse l’unico menzionabile post 2000.
Ultras è l’ultimo arrivato tra i crime in dialetto di casa nostra ed è grossomodo indistinguibile da tutto il resto di questo filone che, volendo usare un eufemismo, inizia a rompere il cazzo. Calcolando che la fenomenologia ultras sia, credo, la stessa in tutto lo stivale, volerlo girare in napoletano è solo il trucco per cavalcare un certo immaginario che al momento vende bene, ma a conti fatti inchioda ancora di più il prodotto all’anonimato.

Per quanto fossi stanchissimo, oggi è invece stata una buona giornata sia per il lavoro, che dal punto di vista prettamente domestico. Stare a casa tre settimane piene con Olivia mi sta permettendo di percepire la crescita costante del suo vocabolario e dell’annessa proprietà di linguaggio. È uno spettacolo bellissimo.

Alla fine avremo un botto di ricordi, belli e brutti, e credo per molti sarà l’esperienza più intensa di tutta una vita.

This is a time in my life
where everything is falling apart,
and at the same time it’s all coming together.

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