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Aprile 2020

Diario dall’isolamento: day 44

Oggi riflettevo sul fatto che probabilmente la cosa che mi spaventa di più è quanto questa situazione accentuerá l’insofferenza delle persone verso il prossimo.
L’isolamento ci ha reso probabilmente ancora più asociali e potrebbe fornirci la scusa per abdicare alla tolleranza del prossimo. In principio sarà nelle situazioni in cui ci sentiamo violati dalla “maleducazione” altrui, come ad esempio in spiaggia. Il fastidio per quello che ti si piazza (troppo) vicino con l’ombrellone o l’ascugamano avrà un pretesto per affiorare. Avremo un alibi per litigare con chi pensa di essere a casa sua sul bagnasciuga impedendoci di fatto di sentirci come fossimo a casa nostra (questa rileggetela perché ha la pretesa di essere sottile, ma magari mi è uscita a cazzo).
Una volta saltato il freno, il limite della sociopatia non è che si sposta, sparisce proprio e se già era una stronzata l’idea della libertà che finisce dove inizia quella altrui, immaginiamoci uno scenario in cui estendiamo il raggio della nostra libertà a non meglio precisati canoni di social distancing.
È qualcosa che mi spaventa perché purtroppo va nella direzione cavalcata da chi vorrebbe chiudersi dentro quella che sente come proprietà, si parli del giardino di casa o dei confini nazionali.
Io sono per un concetto di società condivisa in cui tutti danno fastidio a tutti, mentre qui si pensa di poter tendere all’utopia del nessuno dá fastidio a nessuno. Il danno è legittimare la pretesa.

In casa siamo diventati addicted di Chef in Camicia. Ci spariamo le diverse ricette e ora abbiamo scoperto il format in cui girano per localini street di Milano come fossero tre piccoli Borghese.
Sta sera abbiamo finto di essere noi i protagonisti. Giorgio ci ha piazzato un panino con mais, peperoncino, carne e mozzarella a 50 euro.
Alla votazione sul prezzo lo abbiamo bastonato.
Ora vado a spararmi la serie Netflix sui Bulls.

Diario dall’isolamento: day 43

Scrivere questa paginetta quotidiana sta diventando una seccatura perchè non mi capita spesso di avere cose da raccontare e questo, invece di aiutarmi , diventa il momento in cui mi focalizzo sul fatto che non ci sono cambiamenti, novità o prospettive prossime ad una risoluzione della situazione.
Si parla un sacco di FASE 2, ma non è lecito sapere in cosa consisterà.
Certo, potrei anche decidere di smetterla con questa cosa del blog, ma sappiamo tutti che non accadrà quindi eccoci al post di oggi.

La cosa più significativa successa in quest domenica di Aprile è che i miei figli hanno deciso di coalizzarsi. Ora se sgrido Olivia, Giorgio mi fa la paternale perchè è piccola e devo avere più pazienza, mentre se sgrido Giorgio, Olly arriva urlando e intimandomi di lasciare stare il suo fratellino.
Da un lato vedere quanto questa situazione li abbia uniti è impressionante. Da 43 giorni stanno sempre, costantemente insieme e per quanto scazzino di continuo, ormai sono davvero affiatati. Credo uno dei traumi di fine isolamento sarà doverli dividere, in effetti. Emotivamente per loro la ripresa sarà davvero una cosa grossa da metabolizzare e penso lascerà più di qualche strascico.
Speriamo di saperli aiutare a gestirla.

Anche scegliere la canzone ormai è un disastro, quindi metto questa giusto per il titolo che in qualche modo è attinente al post.
E vaffanculo.

Diario dall’isolamento: day 41

Vorrei solo dormire una notte come si deve. Ieri intorno alla una ho messo su Beverly Hills Cop in lingua sperando che il mix di film visto mille volte e linguaggio che comunque senza sottotitoli richiede un minimo di concentrazione per seguire mi segasse le gambe.
Invece l’ho visto tutto. Ridendo, oltretutto.
Voi lo sapevate che il braccio destro del cattivone di Beverly Hills Cop è Mike di Breaking Bad? Pazzesco.
Ero talmente lucido che ad un certo punto ho voluto anche verificare se la location in cui Axel tira Mike nel buffet fosse la stessa dell’inizio del primo xXx. Ho concluso che non lo fosse, c’era solo un porticato simile.
Prima di BHC mi sono rivisto Quella Casa nel Bosco con i califfi della #400tv. Altro capolavorone.
Una serata cinema di grande livello.
Stasera invece ho accettato la millesima proposta della Polly di vedere A Marriage Story. Dio buono se non mi stende manco quello è forse il momento di iniziare a valutare la chimica.

Diario dall’isolamento: day 40

QUARANTENA
/qua·ran·tè·na/
sostantivo femminile
1. Periodo di quaranta giorni; in antico, digiuno di quaranta giorni.
2. In origine, segregazione di quaranta giorni prescritta per malati affetti da malattie contagiose; in seguito, isolamento, segregazione di persone o animali per motivi sanitari, indipendentemente dal numero dei giorni.
“una q. di quindici”
FIG.
Condizione di isolamento, di esclusione da un gruppo.
Attesa, sospensione per cautela: mettere una notizia in q., attenderne conferma.
Origine
Forma veneta per quarantina • sec. XIV.


QUARESIMA

/qua·ré·ṣi·ma/
sostantivo femminile
Nella liturgia cattolica, periodo di penitenza di quaranta giorni in preparazione della Pasqua, dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo.
Fare la quaresima, osservare il precetto dell’astinenza e del digiuno.
Rompere la quaresima, trasgredire al precetto.
Predicare la quaresima, tenere un ciclo di prediche durante il periodo quaresimale.
FIG.
Espressioni del linguaggio familiare per sottolineare noiose lungaggini (una cosa lunga come la q.), indisponente lentezza nel far qualcosa (tira via! sei più lungo di una q.), altezza associata a vistosa magrezza (pare una q.), desolante penuria di mezzi (in casa mia è sempre q.).
Origine
Lat. cristiano quadr(ag)esĭma nel sign. di ‘quarantesimo giorno (prima di Pasqua)’, femm. sost. di quadragesĭmus ‘quarantesimo’ • sec. XIII.

Diario dall’isolamento: day 38

Sono giorni in cui è abbastanza complicato non cedere all’odio nei confronti di parte delle istituzioni.
Vivo in una delle regioni che funziona meglio e che forse anche per quello si è potuta permettere anni di malagestione clientelare schiava di CL, dell’incompetenza Leghista e delle infiltrazioni malavitose. Ora che questa impronosticabile sfiga ci ha messo alle corde, spingendo sul meccanismo fin oltre il punto di rottura e facendo così emergere tutti i problemi prima invisibili (o forse ben mascherati), sentirsi montare dentro la necessità di poter odiare i responsabili è qualcosa di difficilmente gestibile.
Se possibile però c’è una categoria che mi disgusta ancora più dei vari Fontana, Gallera e Formigoni: i vigili urbani ubriachi di potere.
Quella sottopopolazione di vigili che invece di sentir crescere il senso del dovere, in questa momento di merda hanno il bisogno di ostentare il loro ruolo, mettendosi a sindacare sulle autocertificazioni, sulle reali necessità, sui contenuti della spesa.
Vigili che multano i propri vicini di appartamento perché scendono a buttare il pattume nei box senza mascherina.
Mi piacerebbe pensare siate unicamente il prodotto della recente disumanizzazione, come gli stronzi appollaiati sui balconi a far vedetta anti-runner, ma la realtà è che molto probabilmente siete sempre stati esseri spregevoli a cui mancava solo l’occasione per darlo a vedere.

Oggi ho postato il giochino social dei 10 concerti (9 a cui sei stato davvero e uno a cui invece non sei andato).
Per renderlo un po’ più complesso ho fatto una lista di roba improbabile: Queen, Spice Girls, Van De Sfroos, Gazzé, GDV, Subsonica, Muse, Scooter, Joe Strummer che però mi sono visto davvero (in alcuni casi con soddisfazione). E poi c’era l’intrusa, con grande, grandissimo rammarico.

Diario dall’isolamento: day 37

Pasquetta da me è tradizione farla con gli amici. Prenotiamo uno di quei posti scrondi da settecento portate per 20 euro a testa e ci ritroviamo tutti insieme per una mega mangiata. Da quando ci sono i bambini facciamo tavolate da quaranta coperti come ridere, per mangiare male e stare tutti insieme.
Oggi ci siamo ritrovati su Zoom per provare a tener fede alla tradizione.
Ho spadellato tutta mattina perché Paola ci ha svegliati con dei croissant home made da pasticceria e quindi sentivo la competizione. Mi sono giocato uno spaghetto con ragù di triglie seguito da un’orata al bbq e devo dire che non ho sfigurato.
Insieme, anche se a distanza, abbiamo riso, bevuto e ci siamo tenuti compagnia. Alla fine siamo tutti sulla stessa barca, più o meno.

Domani si torna al lavoro e non ho davvero un cazzo di voglia.

Diario dall’isolamento: day 36

Questa mattina Paola mi ha chiesto di mettere della musica in casa.
Abbiamo ascoltato l’ultimo disco dei Biffy Clyro e ci è sembrato meglio di quanto ce lo ricordassimo, poi abbiamo ascoltato i Minnies e i FASK, che lei non aveva mai sentito. Le sono piaciuti.
Abbiamo rimesso nello stereo anche Warning dei Green Day che ho scoperto compie giusto giusto vent’anni. È invecchiato benissimo, credo molto meglio di Nimrod per dire, e mi è toccato fare i conti col fatto che ai tempi lo odiai più per limiti miei che non per demeriti suoi.
Credo onestamente sia un gran bel disco.
Mentre sentivamo la musica abbiamo giocato, ballato e passato tanto tempo in giardino. Cose che avevamo già fatto in questi 36 giorni, ma che non mi ero goduto così tanto.
Oggi abbiamo sentito della musica ed è stata la miglior giornata da che è iniziata la quarantena. Coincidenze? Io non credo.

Pasqua 2020 credo resterà legata per sempre a questa canzone.

Diario dall’isolamento: day 35

Ho sanificato il frigo.
Quando ho i miei momenti brutti mi rendo conto che sfogarmi pulendo/sistemando qualcosa è un bell’aiuto. Nelle puntate precedenti era già venuto fuori quando ho raccontato di aver pulito il box.
Stessa cosa, grossomodo.
Poi ho tagliato il prato.
Poi ho litigato/dibattuto in internet. La prima discussione è finita come capita spesso, ovvero a raccogliere sdegno da gente che non si è presa neanche la briga di capire quel che ho detto, la seconda invece è stata decisamente più costruttiva.
Ho anche parlato con alcuni amici con cui ieri mi ero un po’ sfogato su whatsapp.
Sarà paradossale, ma questo è l’unico contesto pubblico in cui mi apro e racconto le mie debolezze. Fuori di qui sento il dovere di mettere su una sorta di posa da super positivo perché vedo e sento le forze di coloro a cui voglio bene venire meno e ho questa idea egocentrica di non potermi permettere di mostrare cedimenti anche io, la certezza che in quel caso crollerebbe tutto.
So che scrivere tutto questo su un blog online può sembrare un controsenso, ma qui è diverso, qui le persone che davvero mi stanno vicine non ci vengono e quindi posso depressurizzare.
Ad ogni modo oggi è stata una bella giornata di rottura.
In questo momento sono sul letto, stanco morto, e spero di addormentarmi nel breve visto che arrivo da un totale di 6 ore dormite nelle ultime due notti. Il programma prevede di guardare il terzo capitolo dei Pirati dei Caraibi.
Vediamo se reggo.

Son tornato mezzo in fissa con questo pezzo, che oggi al ventesimo ascolto ha fatto traballare la mia certezza che la base più bella mai realizzata sia quella di BOCCIOFILI.
Parla di mettere le cose in prospettiva, credo.