Diario dall’isolamento 2: day 6

Anche oggi parliamo del magico mondo di twitter, contenti?
Perchè alla fine, volendo raccontare giornate grossomodo tutte uguali, dove altro si potrebbe trovare fonte di ispirazione?
Prendo quindi spunto dal tweet di una che dovrebbe stare in lista per il TSO e invece probabilmente scrive libri. Ho verificato al volo e sembrerebbe il profilo di una realmente idiota, ma magari domani viene fuori che è un esperimento sociale quindi occhio. Ai fini di questo post tuttavia non cambia tantissimo.
Metto anche in questo caso l’immagine del tweet perchè ho segnalato l’account e spero lo chiudano a breve, ma all’immagine associo il link perchè magari volete andare a segnalarla pure voi.

Leggendo il tweet, la prima cosa che ho pensato è di farci una risposta divertente.
Una cosa tipo: “Lavorando per l’azienda che ha grossomodo “inventato” la luciferasi commerciale ed essendo il responsabile per il mercato italiano di quel prodotto e di tutto ciò che gli gira intorno, ma MAGARI ci fosse un progetto di iniettarla in corpo a tutta la popolazione”.
Oppure: “La luciferasi non fa luce da sola, è un enzima che converte un substrato in luce. Bisognerebbe somministrare anche il substrato, ma con il blocco degli aerei e delle scie chimiche diventa un casino.”
Devo dire che su questa seconda risposta io rido ancora da solo come uno scemo.
Pensandoci però, non credo servano commenti sarcastici per sottolineare la ridicolaggine di un tweet come quello. Invece, qualcosa che potrebbe servire, è spiegare in modo semplice e sufficientemente dettagliato cosa sia la luciferasi e come funzioni, in modo che anche persone che non sono nel campo abbiano gli strumenti per inviare affanculo cretin* di questo calibro.
In questo senso, sono il vostro uomo.

La luciferasi è un enzima, ovvero una proteina capace di prendere una sostanza e processarla, trasformandola in qualcosa di diverso. In questo caso, appunto, luce. Nelle lucciole, o in alcuni altri organismi, viene prodotta spontaneamente  insieme al proprio substrato, ma non nell’uomo. Fino a qui, penso di essere andato via facile.
Perchè è assolutamente impossibile utilizzarla come componente dei vaccini al fine di tracciare chi ha ricevuto la dose utilizzando uno smartphone?
Buona domanda, le ragioni sono diverse.
1) Gli enzimi, un po’ come tutta la materia (organica e non) non hanno vita eterna. Nel caso specifico, il parametro che si utilizza per caratterizzare la durata di un enzima si chiama emivita e si calcola così: prendi una quantità nota di enzima, la metti in un certo ambiente e valuti quanto tempo serva perchè metà di quella quantità non sia più attiva, ovvero funzionante. Facciamo un esempio tecnicamente sbagliatissimo che però spero possa chiarire il concetto: se metti un pugno di sale grosso nell’acqua, l’emivita dei cristalli di sale è il tempo che serve per scioglierne metà.
L’emivita di un enzima come la luciferasi è breve, infatti gli organismi che la utilizzano la producono in continuo. L’emivita delle luciferasi sintetiche è più lunga, perchè la ricerca le ha ottimizzate in modo da estenderne la funzionalità nel tempo e renderle più “efficienti”, ma rimane piuttosto breve. Questo vuol dire che, indicativamente il giorno dopo l’iniezione, della luciferasi somministrata col vaccino non ci sarebbe più traccia nell’organismo. Non l’ideale per marcare le persone nel tempo, quindi.
2) Ipotizziamo l’emivita di un enzima possa essere infinita (cosa che, ribadisco, non è possibile) e che contestualmente al vaccino e alla luciferasi, venga iniettato il substrato. Una reazione enzimatica si basa, come dicevo, sul trasformare qualcosa in qualcos’altro. Una volta che l’enzima ha trasformato il substrato in luce e la luce è stata emessa, il substrato ovviamente non esiste più in forma di substrato e per produrre nuova luce, ne serve altro. Esempio sbagliatissimo eccetera: Le uova sono il substrato, io sono un enzima e la frittata è il prodotto di reazione (ovvero la luce). Se ho sei uova, una volta fatte sei frittate, le uova finiscono e con loro la mia capacità di fare le frittate. Solo che la luce, a differenza delle frittate, non rimane lì dove viene prodotta, ma si disperde molto velocemente (veloce come la luce è una frase che potresti aver sentito). Perchè una cosa sia luminosa, dalla lampadina ad un essere umano che viene fatto brillare suo malgrado, è necessario che continui a produrre luce nel tempo.
Quindi, anche ammettendo di iniettare luciferasi (ad emivita infinita) e substrato nel corpo del povero bambino vaccinato, il secondo prima o poi finirà e l’emissione luminosa con lui. Si parla di una puntura, al massimo due se ci sarà davvero bisogno di un richiamo, quindi non è possibile che questo metodo di somministrazione si applichi a questa strategia. Il giorno in cui i vaccini saranno flebo perpetue sarete autorizzati a farvi venire il dubbio, ma a quel punto vi basterà leggere il prossimo punto.
3) Immaginiamo di avere nel corpo luciferasi ad emivita infinita e substrato inesauribile, per “vedere il segnale luminoso” prodotto con un cellulare, calcolando il filtro fatto alla luce dai tessuti del corpo ed altre menate che evitiamo di considerare per semplicità, servirebbero quantità (concentrazioni) spropositate di entrambe le componenti . Proprio dosi allucinanti e, siccome non c’è modo di accendere o spegnere la luciferasi a comando, questo si tradurrebbe nell’emissione costante di luce, ovvero letteralmente nel brillare al buio. Come le lucciole. Una cosa che immagino risulterebbe difficile nascondere alla popolazione.

Quindi ecco, per questi tre motivi e per molti altri per cui dovrei andare ulteriormente nel dettaglio con spiegazioni soporifere, questo piano del NWO è una puttanata. Davvero, rischiano di buttare via i soldi. Mi chiamassero a sto punto, che almeno pensiamo ad un alternativa seria.
Non ci sono più i massoni segretamente a capo del mondo di una volta.

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