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Amici

Surreale

Ieri sera sono andato all’ultima data del reunion tour degli Shandon.
Quando dici Shandon le possibili reazioni dell’interlocutore sono essenzialmente due. La prima prevede il classico e se vogliamo legittimo: “E chi cazzo sono?”. Chi li conosce invece tende a rispondere: “Ah, quelli di Questosichiamaska!”. Ecco sì, sono proprio loro che, dopo diversi anni, hanno deciso di tornare a suonare insieme dodici date, un po’ per i fan rimasti orfani, un po’ forse per loro che avevano voglia di farlo.
C’è stato un tempo, un’estate di diversi anni fa, per cui senza farlo apposta io e i miei amici ci si trovava sistematicamente in posti in cui stavano suonando gli Shandon. Non lo si faceva apposta, non era una cosa voluta, semplicemente qualsivoglia locale o sagra di paese cui si decideva di andare li vedeva on stage. A qualcuno piacevano di più, ad altri meno, ma nessuno s’è mai lamentato della cosa.
Molti anni dopo, abbiamo quindi deciso di partecipare alla “festa” della reunion e di andare ad assistere all’ultima data, ieri sera appunto, in quel del Nautilus di Cardano al Campo.
Ieri sera gli Shandon hanno suonato più di un’ora ripescando pezzi un po’ da tutti i loro dischi. Io, alla fine, conoscevo in tutto sette pezzi. Non avendoli seguiti per metà abbondante della loro carriera, mi pare un bilancio comunque positivo.
Tra questi pezzi non c’è Questosichiamaska. Non l’hanno suonata. Il motivo, probabilmente, è quello spiegato nel video qui sotto, tratto da una delle prime date del tour.

Personalmente a me quella canzone lì non è mai piaciuta. Io, ieri sera, speravo di sentire altri pezzi: Vampire girl, Noi-Oi!, L’Informazione e la sempre ottima “My sun”, unica che hanno suonato. Però ecco, un po’ mi ha spiazzato come scelta. Mettiamola così, un reunion tour di questo tipo credo abbia la valenza che ha il sedersi con gli amici e guardare le vecchie fotografie. Tenere nel cassetto quelle a cui son collegati più ricordi è una scelta che non comprendo appieno. Insomma, se una band dopo anni decide di smettere di suonare il suo pezzo più conosciuto a me la cosa non sconvolge, ma ho avuto l’impressione che questa decisione facesse un po’ a cazzotti con lo spirito del tour.
Ad ogni modo il concerto è stato gradevolissimo, divertente, con tanti pezzi che come detto non conoscevo, ma che mi son sembrati buoni (uno dovrebbe intitolarsi qualcosa tipo “Novembre” ed un altro invece, se ho capito giusto, è un pezzo dei The Fire). Mi sono divertito.
A fine set, come vuole la regola, tutti in pista a ballare la selezione di pezzi scelta dal DJ resident del Nautilus.
Si parte con un pezzo dei Rage Against the Machine, si passa a “The kids aren’t allright” (che avevano già messo appena prima dell’inizio del concerto) e “Self esteem”, poi arrivano “Aca toro e “Cannabis””, di nuovo i RATM con “Killing in the name” (anch’essa già messa prima) e per finire “Toxicity” (terzo bis del pre concerto). A quel punto ce ne siamo andati.
Dico, ma è possibile che ancora oggi, nelle discoteche rock, ci sia sempre la stessa cazzo di scaletta che c’era nel 1998? Neanche gli stessi artisti, che già sarebbe incomprensibile, ma proprio gli stessi pezzi. C’è gente che è quindici anni che tutti i sabati va a ballare la stessa musica. Le stesse venti canzoni. Perchè io me ne sono andato, ma scommetto che la scaletta è continuata con “Beautiful people”, “Rollin'”, “Smells like teen spirit”, “Tutti in pista”, “Cheope” e via dicendo.
Mi chiedo, ma c’è davvero chi paga un DJ per mettere la stessa scaletta ad oltranza? Ma chi li gestisce questi posti? Lo capisco che per far ballare la gente, se sei scarso, hai bisogno dei pezzi che la gente conosce. Però puoi fare lo sforzo di cercarne altri, altrettanto noti, e di intervallarli con qualcosa di personale, qualcosa che magari in pista conoscono in pochi e che susciti la curiosità di chi ascolta.
Quindi nella stessa sera, nello stesso locale, son passato da una band che pur nella volontà di festeggiare un tempo che non c’è più ha deciso di metterci la personalità e la faccia e proporre una scaletta quantomeno figlia del loro gusto attuale, per arrivare a un DJ (che chiamare tale fa ridere) che ripropone con ottusa determinazione da quindici anni le stesse canzoni.
La combinazione, fidatevi, è stata surreale.

Budapest

A Capodanno sono andato a Budapest e ho fatto delle foto.
Alcune di queste, poche per la verità, sono visibili qui.
Il viaggio è stato bello, la compagnia è stata bella.
Non è che ci sia dell’altro da scrivere, ad essere onesti.

My German years

Data astrale 22-12-2011.
Dopo ventitrè mesi, Manq lascia le terre teutoniche per il rientro in patria a tempo indeterminato. Sono stati due anni lunghi, per certi versi, ma sono comunque trascorsi in un lampo.
Non sempre è stato facile vivere qui, non sempre è stato bello relazionarsi con la gente del posto, ma spesso lo è stato e questo alla fine, un po’ di malinconia addosso me la mette. La scelta di rientrare non è mai stata in discussione e non c’è dispiacere alcuno nell’essere riusciti a metterla in atto, però come ogni volta che qualcosa di importante finisce, resta quel sapore salato di ricordi, momenti belli e brutti, atmosfere, persone, vita.
Martedì ho messo in ordine tutte le mie cose in laboratorio, classificando scrupolosamente sei anni di protocolli, risultati, reagenti, foto, video. Alla fine ero commosso. Ci sta.
Da Gennaio si ricomincia da capo: casa nuova, lavoro nuovo e vita nuova. Già perchè è ovvio che nulla sarà esattamente com’era prima che partissi. Due anni son passati per tutti, quindi bisognerà riabtuarsi alla proprie abitudini, rientrare nella routine abbandonata, risalire su un treno da cui son sceso per un po’, ma che ha ancora a bordo tutti i miei bagagli.
Bon, finiamola qui con sto post pretenzioso e malinconico.
Chiudo con una piccola raccolta di immagini, istantanee di quello che più o meno per me son stati questi due anni.
2010-2011: My Germa years.
Cius!

A men’s evening

Take three men.
Take six steaks.
Take wine, bourbon and cognac.
Then, take “The Expandables”.
Fuck yeah.
I can only say that I crossed the city to reach home by feet and that I tried several times to steal a bike without success.
Movie of the year.
Remember: no one cares about how much you tyrannize a country, but don’t ever touch a woman. Expecially if she is the Sly’s one.

Il CD della vacanza democratica

No, non andrò in campeggio con i giovani del PD. Ci mancherebbe anche, dopo 13 mesi di attesa sarebbe una bella rottura di cazzo. No, semplicemente quella di quest’anno dovrebbe essere una vacanza all’insegna della democrazia in cui ognuno può far valere la sua posizione e si deciderà tutto sempre e solo a maggioranza.
Se la storia ci ha insegnato qualcosa è proprio che la democrazia non funziona mai, quindi mi aspetto una vacanza scoppiettante sotto ogni punto di vista.
Nello spirito di uguaglianza e parità di diritti che come detto dovrebbero essere le colonne portanti del viaggio si è quindi deciso di creare una bella compilation da sentire in macchina. Qualcosa che possa fare contenti tutti in egual misura. Oppure scontenti, dipende da come la si guarda, la cosa importante è tuttavia l’egual misura. Dieci tracce per ogni partecipante, per un totale di sessanta canzoni che pescano un po’ da tutte le categorie creando un mix esplosivo che dovrebbe accompagnarci per tutto il trip e magari per tutta l’estate.
Una scaletta ai limiti dell’oltraggioso, in cui Lady GaGa e i Jimmy Eat World raccolgono consensi da diversi partecipanti, in cui GG D’Agostino subentra ai Metallica ed in cui i Dire Straits aprono a “Love, Sex, American Express”.
Qualcosa di unico e mistico.
Qualcosa che spero ricorderò con un sorriso.
Ecco le tracce, io vado a preparare la valigia. Che è vero che manca tempo, ma tanto qui non è che ci sia molto da fare.

Disco 1
01 – Bad Astronaut – Linoleum (Bazzu)
02 – The Knife – Like a pen (Giudi)
03 – Lostprophets – The fake sound of progress (Missa)
04 – The Killers – Human (Polly)
05 – Beach Boys – I get around (Manq)
06 – Edward Maya feat. Vika Jigulina – Stereo Love (Simo)
07 – Cypress Hill – Insane in the brain (Bazzu)
08 – Lady GaGa – Monster (Giudi)
09 – Nightwish – Amaranth (Missa)
10 – The All-American Rejects – Paper heart (Polly)
11 – Minnie’s – Milano è peggio (Manq)
12 – Backstreet Boys – Incomplete (Simo)
13 – MxPx – Hear that sound (Bazzu)
14 – MGMT – Time to pretend (Giudi)
15 – Green Day – Longview (Missa)
16 – Biffy Clyro – Bubbles (Polly)
17 – Alkaline Trio – Draculina (Manq)
18 – GG D’Agostino – Tu vivi nell’aria (Simo)

Disco 2
01 – Metallica – Battery (Missa)
02 – GG D’Agostino – Pioggia e sole (Simo)
03 – Brand New – The quiet thing that no one ever knows (Manq)
04 – Rooney – Don’t come around again (Polly)
05 – Meg – Distante (Giudi)
06 – Persiana Jones – Ore e giorni (Bazzu)
07 – Dire Straits – Sultan of swing (Missa)
08 – Cristian Marchi feat. Dr. Felix – Love, sex, american express (Simo)
09 – Coldplay – Yellow (Manq)
10 – Alkaline Trio – Mercy me (Polly)
11 – Mark Ronson feat. Amy Winehouse – Valerie (Giudi)
12 – The Offspring – Want you bad (Bazzu)
13 – Alien Ant Farm – Smooth criminal (Missa)
14 – Hoobastank – The reason (Simo)
15 – Far – Are you sure? (Manq)
16 – GAMBEdiBURRO – Il mio cuore non è uno zerbino (Polly)
17 – Laroux – Bullet proof (Giudi)
18 – Le Luci della Centrale Elettrica – Per combattere l’acne (Bazzu)

Disco 3
01 – New Found Glory – Understatement (Polly)
02 – Subsonica – Tutti i miei sbagli (Giudi)
03 – Jimmy Eat World – Always be (Bazzu)
04 – American Hi-Fi – Flavor of the week (Manq)
05 – David Guetta feat. Kid Cudi – Memories (Simo)
06 – Iron Maiden – Hallowed by the name (Missa)
07 – Persiana Jones – Puerto Hurraco (Polly)
08 – Florence and the Machine – You’ve got the love (Giudi)
09 – System of a Down – Chop Suey (Bazzu)
10 – Coheed and Cambria – Far (Manq)
11 – Bumble B – Crime of passion (Simo)
12 – Good Charlotte – Riot girl (Missa)

Disco 4
01 – Florence and the Machine – Heavy in your arms (Giudi)
02 – Derozer – Alla nostra età (Polly)
03 – Helloween – I want out (Missa)
04 – Lady GaGa – Alejandro (Simo)
05 – Rancid – Black & blue (Bazzu)
06 – Bad Religion – Sorrow (Manq)
07 – The Smiths – What a difference does it make? (Giudi)
08 – Hoobastank – Crawling in the dark (Polly)
09 – Blink 182 – The rock show (Missa)
10 – David Guetta feat. Akon – Sexy Bitch (Simo)
11 – Shaggy – Mr. Bombastic (Bazzu)
12 – Jimmy Eat World – 23 (Manq)

Nota: aggiornata la sezione “musica”.

In Bruges

Quello appena trascorso è stato un fantastico week-end.
Ci si è divertiti.
La compagnia si è dimostrata eccellente (grazie ragazzi per la visita, davvero), la convivenza più che mai democratica, le trappiste al solito imbevibili ed il waterzooi una prelibatezza come ce ne sono poche.
Riso tanto, camminato di più e dormito poco.
Bello, bello, bello.
E poi Bruges è un posto che va visto, soprattutto dopo essersi gustati il film “In Bruges”.
Bellissima città, veramente mozzafiato, ma effettivamente due settimane lì potrebbero rivelarsi molto vicine al mio concetto di inferno.
Ho scattato qualche foto in questi tre giorni, ad essere sincero più di qualcuna, tuttavia come troppo spesso accade non sono soddisfatto del risultato. Per fortuna c’erano con me altri tre baldi fotografi che non si faranno pregare per inviarmi le loro opere e rimediare alla mia incompetenza.
Sono cotto, vado a letto.
Avrei voluto scrivere di più della gita, ma non riesco proprio.
Aggiungo solo che le praline di cioccolato belga che ho acquistato sono un portento.

Nota: aggiornata la sezione “foto”.

Il mio amico Tim

Ieri sera sono stato a cena da Tim, un ragazzo canadese di origini cinesi che sta facendo il suo post-doc qui in università. E’ una delle persone con cui ho subito legato, quindi ho accettato il sui invito molto volentieri.
Appena arrivati Tim decide di farci vedere casa sua e, giunti in salotto, noto nella sua libreria un volume che subito attira la mia attenzione.
Si tratta di “Judaism for dummies“. Decido di chiedere come mai abbia quel libro in casa e lui mi risponde che è una storia buffa, così me la racconta.
Scopro così che in nord america, se sei ebreo e hai meno di ventisei anni, hai la possibilità di visitare Israele totalmente gratis. Devi solo fare richiesta alla comunità ebraica e dimostrare di essere ebreo, anche solo da parte di madre. Tim ha scoperto questa cosa da due suoi amici ebrei che hanno deciso di aiutarlo a sembrare tale per avere diritto a questo viaggio, regalandogli il libro in questione.
Effettivamente è una storia buffa, gli dico.
Lui mi risponde che è ancora più buffa quella di quando a diciannove anni si è fatto battezzare dalla chiesa cattolica perchè in Quebec se sei battezzato paghi la metà delle tasse universitarie.
Ovviamente il buon Tim non è riuscito in nessuna delle due imprese. Per quel che riguarda il battesimo doveva essere stato effettuato prima del 1984 per dare diritto allo sconto, mentre riguardo al viaggio in Israele, se ho ben capito, si è accorto del tutto quando stava per compiere ventisei anni e non è riuscito ad organizzarsi per tempo.
La cosa realmente divertente è che quando qui ha chiesto il domicilio ed ha dovuto dichiarare la sua religione, per quella storia dei cinquanta euro mensili che i credenti devono versare alla chiesa, lui ha risposto “I do not belive in God”, ma la tipa dell’amministrazione, non si sa bene come mai, l’ha inserito sia come cattolico che come protestante richiedendo che pagasse cento euro al mese invece che cinquanta.
Insomma, il mio amico Tim con le religioni ha un rapporto tutto particolare che, se devo essere onesto, mi ispira non poca simpatia.
A fine serata mi ha anche raccontato le origini del culto mormone, sempre più popolare negli States. Riporto quanto da lui detto senza controllarne la veridicità:
“Un tipo, in galera per truffa negli Stati Uniti, esce di prigione e si mette un cappello nero in testa. Da quel momento dice di avere un link diretto con Dio che gli racconta come Gesù, dopo essere risorto, sia partito con una barca destinazione New York per sotterrare le sacre scritture. Quest’uomo dice poi di aver recuperato le scritture in questione: il libro di Mormon.”
L’immagine di Gesù su una barca a remi che voga destinazione nuovo mondo la trovo geniale.

Nota: aggiornata la sezione “letture”.