Eppur si muove

Finalmente, dopo innumerevoli tentativi, il lavoro in laboratorio ha dato i primi risultati.
Ero piuttosto euforico mentre li leggevo.
Tra le altre cose Victor, il luminometro, comunica i risultati facendo trepidare l’attesa come neanche Amadeus saprebbe fare. La schermata del software infatti è una griglia grigia da 24 campi. Quando si da lo start alla misurazione dal corpo dello strumento iniziano a provenire sinistri rumori per una ventina di secondi.
Poi silenzio.
Assoluto silenzio per un tempo che non saprei stimare, in cui fisso il monitor in attesa che il campo correlato al campione misurato si illumini del colore corrispondente al risultato, in base ad una scala progressiva che va dal blu al rosso. Più si è vicini al rosso, più il valore letto è alto.
Più il valore è alto, più la trasfezione delle cellule è andata bene.
Quando d’improvviso compare il colore è quindi un piccolo shock cui segue delusione od euforia in base alla natura del risultato.
Oggi ampio spazio all’euforia.
Marzo è iniziato sotto una luce diversa, sia dal punto di vista dell’umore personale che del contesto in cui vivo.
Segnale importante è per esempio il momento “revival” che sto vivendo nell’ambito degli ascolti musicali. Ascoltando il consiglio prezioso di Bazzu ho ripreso in mano tutti quei dischi targati anni novanta, capaci di recuperare il buon umore anche fosse sepolto nelle viscere del mio subconscio. La scelta degli ultimi “Disco del Momento” ne è una chiara dimostrazione.
Ci sono molte altre cose di cui vorrei parlare, che in questi giorni stanno al centro dei miei pensieri: l’avvicinarsi delle politiche, l’organizzazione della trasferta per i Fenix TX, le cose che ho appreso rispetto al mondo della ricerca e che mi lasciano profondamente perplesso o le ultime dal mondo del calcio.
Tutti questi discorsi però presupporrebbero voglia e tempo di scrivere ancora molto ed io sono piuttosto a corto di entrambi.
Chiudo quindi con due annotazioni.
La prima è che ho molto apprezzato il film “L’uomo perfetto”, eccezion fatta forse per il finale un po’ frettoloso.
La seconda è che la festa della donna è l’esemplificazione massima di come la specie femminile sia imbattibile in fatto di misoginia e [auto]discriminazione. Personalmente faccio fatica a comprendere chi ha bisogno di un giorno dedicato in cui fare bambinate patetiche in nome di assurde dichiarazioni di indipendenza. Faccio fatica a comprendere il perchè la donna possa accontentarsi di un giorno l’anno.
Faccio molta fatica a comprendere perchè basti una ricorrenza squallida a lavare le coscienze per gesti che altrimenti, nella restante parte dell’anno, la donna avrebbe vergogna di raccontare (non parlo dei California Dream Men, sia chiaro).
Forse sono maschilista.
Sicuramente sono antifemminista convinto e radicato.
Probabilmente mi da solamente fastidio l’ennesima dimostrazione di ignoranza della società in cui vivo.

La citazione

“Choose life. Choose a job. Choose a career. Choose a family, Choose a fucking big television. Choose washing machines, cars, compact disc players, and electrical tin openers. Choose good health, low cholesterol and dental insurance. Choose fixed-interest mortgage repayments. Choose a starter home. Choose your friends. Choose a three piece suit on hire purchased in a range of fucking fabrics. Choose DIY and wondering who the fuck you are on a Sunday morning. Choose sitting on that couch watching mind-numbing, spirit-crushing game shows, stuffing fucking junk food into your mouth. Choose rotting away at the end of it all, pishing your last in a miserable home, nothing more than an embarassment to the selfish, fucked-up brats you have spawned to replace yourself. Choose a future. Choose life…But why would I want to do a thing like that? I chose not to choose life. I chose somethin’ else. And the reasons? There are no reasons. Who needs reasons when you’ve got heroin?”

“So why did I do it? I could offer a million answers, all false.
The truth is that I’m a bad person, but that’s going to change, I’m going to change. This is the last of this sort of thing. I’m cleaning up and I’m moving on, going straight and choosing life. I’m looking forward to it already. I’m going to be just like you: the job, the family, the fucking big television, the washing machine, the car, the compact disc and electrical tin opener, good health, low cholesterol, dental insurance, mortgage, starter home, leisurewear, luggage, three-piece suite, DIY, game shows, junk food, children, walks in the park, nine to five, good at golf, washing the car, choice of sweaters, family Christmas, indexed pension, tax exemption, clearing the gutters, getting by, looking ahead, to the day you die.”

Trainspotting, 1996.

Sconnessione

Sono tornato dalla gita pasquale. Sto bene.
Ci ho messo un paio di giorni a riassettare il mio bioritmo, ma ora direi che è tutto tornato alla normalità. Appena ne entrerò in possesso, spero di riuscire a postare qualche foto della mia escursione oltr’alpe.
Il mio compleanno si avvicina e con lui quello di Ambra. Tragedia.
Idee regalo al momento non ce ne sono e la situazione ha tutta l’aria di rimanere immutata nel prossimo futuro. Non sono mai stato tagliato per certe cose. Dovrò ricorrere a qualche escamotage, ma la speranza è flebile visto che non ho nemmeno la certezza di come si scriva.
Sbadiglio.
Avrei voglia di scrivere un sacco di frasi e pensieri sconnessi.
Non so perchè.
Ho visto un’immagine del pianeta Terra scattata da un satellite e mi sono sentito sollevato per il fatto che calcoli scientificamente validi danno per molto improbabile l’impatto con l’asteroide che ci passerà vicino nel 2029.
Mi sento un perfetto idiota perchè ho male al mignolo della mano sinistra a causa di un’unghia mangiata troppo in profondità. Penso che dovrei smettere di mangiarmi le unghie, ma non ne sono capace. Credo che la mia forza di volontà sia nulla. Meno male che non fumo e che non mi drogo. Non potrei mai smettere.
Sono combattuto dal guardare o meno “Open Water”. Da un lato sono attratto dal film, dall’altro ho sempre avuto la fobia di restare in acque profonde per paura delle creature che le abitano. Eppure nuotare mi piace. Non vorrei che questo film possa accrescere le mie angosce, tuttavia ho la curiosità che preme per vederlo. Un po’ come da piccolo quando non volevo guardare le scene “impressionanti” del Silenzio degli Innocenti per paura di impressionarmi e poi le guardavo lo stesso incuriosito. Risultato: curiosità appagata e sonno perso.
Sonno che ora, al contrario, è ben vivo in me e preme perchè io lo soddisfi. Non avendo altro da aggiungere, penso sia buona cosa accontentarlo.

Rilassati, finchè puoi…

In questi giorni mi sto dedicando alla visione dei film che da un po’ di tempo avevo intenzione di vedere senza aver mai trovato il tempo per farlo. Studiando la mattina e lavorando il pomeriggio, sono riuscito a ritagliarmi uno spazio cinematografico dalle 18 alle 20.30 della giornata. Mi sdraio sul mio letto, inserisco il DVD nel lettore e mi rilasso per un po’.
Ho iniziato l’altra sera, per caso, dopo che Ambra mi ha prestato “Dogma”. L’ho trovato piacevole e l’esperimento del film pre-dinner si è rivelato una buona cosa, da riproporre. Così è stato. I primi due della lista del recupero sono stati “Terminator 3” e “Ogni Maledetta Domenica”.
Il primo lo volevo vedere più che altro per completezza (un po’ come mi è successo per la serie di Matrix), mentre per il secondo ho sempre avuto il pallino.
Li ho apprezzati entrambi, sebbene per motivi molto diversi. L’ultimo capitolo della trilogia di Shwarzy è esattamente come me lo aspettavo: trash. Poche spiegazioni per quanto riguarda la trama, evidentemente il due era così ben realizzato da non poter lasciare spazio ad un terzo episodio, molta azione e sferzante ironia cibernetica da parte del T-101. Una sorta di Terminator 2 riveduto e corretto per stare al passo coi tempi. Niente di nuovo insomma, però ammetto che il film trascorre via liscio e non lascia la sensazione di aver buttato via del tempo nel guardarlo. Visti i presupposti da cui partivo, il voto è positivo, un 6/7 direi. “Any Given Sunday” di Oliver Stone è invece tutt’altra pasta di film. Ricordo quando uscì al cinema e volevo andare a vederlo. Ne ero incuriosito senza conoscere realmente la trama, solo dal trailer mi sembrava meritevole di una visione. Poi ad Al Pacino una chance non andrebbe mai negata. Dopo averlo visto devo ammettere che è un bel film, mi è piaciuto molto. Personaggi curati in maniera molto approfondita, in modo che ognuno di loro abbia una parte di ragione ed una di torto nella storia. Non ci sono i buoni e i cattivi, ma semplicemente uomini (e donne) diversi con valori diversi e vedute diverse. Questa è la cosa che più mi ha colpito della pellicola. Oltre a questo il film offre una trama ricca di buoni spunti e quasi mai banale, cosa che in un film sullo sport non è affatto facile da reperire. E’ insomma un film che mi sento di consigliare e che, per i miei gusti, merita un buon 8.
I prossimi sulla lista sono “Zoolander”, consigliatomi veramente da tutti, e la versione rimasterizzata di “Apocalypse Now”, film che ho vergogna nell’ammettere di non aver ancora visto.
Cambiando totalmente discorso, oggi è stata giornata di sorteggi per la Champions League. Sarà Milan vs. Inter. Sarà Euro Derby. Sarà una partitissima. Sarà spettacolo. Per tutti.
Per me no.
Per me, sarà un calvario.