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Libri

Sdoganamento una sega

Questo post era in canteire nella mia testa da un bel po’ di tempo, ma credo non ci fosse momento migliore per dargli una forma ed un corpo. Tra breve spiegherò il perchè oggi sia IL giorno giusto, ma prima vorrei introdurre a grandi linee il tema.
Today on manq.it is nerd pride.
Attenzione però, si tratta di vera attitudine nerd ed altrettanto vero orgoglio, roba molto, ma molto distante dallo sdoganamento che attualmente si cerca di dare al termine. Chiariamolo subito: Rivers Cuomo, uno “vero” che ciò nonostante ce l’ha fatta, ha creato un precedente sgradevole e da quel momento passa il concetto che essere nerd sia figo. Che sia come essere alla moda.
Beh signori, non è vero un cazzo.
Di essere nerd, anche solo un po’, in gioventù ci si vergogna. E’ avere qualcosa in comune con una fetta della società che a nessuno, ripeto nessuno, fa piacere avere intorno (anche solo per l’odore di sudore che ne scatursice).
Chi oggi si bulla dell’essere nerd, se non lo sta facendo vestito da goblin in qualche castello della bassa bresciana in compagnia di suoi simili ormai irrecuperabili, con tutta probabilità non conosce il fenomeno e pensa che sia un modo giovane e cool di definire chi ascolta indie, mette i pantaloni stretti e ha quel fare da sfigato per limonare di più. Nulla di più lontano dalla realtà.
C’è solo una strada che porta alla possibile riabilitazione della cultura nerd (ribadisco, della cultura, non dell’esserlo) ed è quella di viverci ai margini durante l’adolescenza. Abbastanza inserito da essere guardato male dalla gente normale, ma non abbastanza da non essere guardato male anche dai nerd full HD.
Il limbo degli sfigati con la fissa dei fumetti/gdr/fantascienza (spesso non propriamente self confident) che non hanno problemi con la loro passione, ma ne hanno diversi con chi nell’immaginario collettivo iconizza quel tipo di hobby.
Sto parlando di quelli a cui è riuscito di mettere in atto il comandamento supremo: “Get a life!”.
Noi.
Noi che ce l’abbiamo fatta e ne siamo consci. Sapevamo qual’era il pericolo, l’abbiamo visto e toccato da molto vicino, ma non ci siamo caduti ed oggi, razionalizzando sull’argomento, ostentiamo con orgoglio come la nostra passione per quel determinato ambito nerd non ci abbia trasformato in esseri doccia repellenti dal capello costantemente unto e la maglietta degli Stratovarius costantemente pezzata.
Solo per questo posso scrivere senza problemi che oggi è il giorno giusto per parlare della cultura nerd perchè Lunedì sera ho concluso dopo diversi anni la campagna di D&D in cui facevo da master.
E solo per questo posso rivelare con altrettanta tranquillità di essere passato in libreria questa sera ed aver acquistato un romanzo tratto dalla stessa ambientazione in cui eravamo soliti giocare per leggerne le origini.
Posso farlo perchè sto riflettendo a mente fredda nella solitudine di casa mia di fronte allo schermo del mio portatile.
Oggi in libreria però, a caldo, quando la commessa mi ha chiesto “E’ tuo “La trilogia degli Avatar”?” ho di getto risposto: “Sì, ma è per un mio amico.”
Chi ha visto il lato oscuro se lo porta dentro per sempre e vive nell’ansia.
Mi dispiace per i Deaf Pedestrian, ma di “good” non c’è proprio un cazzo in tutto questo.

Ninna nanna

[…]
Secoli fa, i marinai che intraprendevano lunghi viaggi erano soliti abbandonare su ogni isola deserta a cui approdavano una coppia di maiali. O una coppia di capre. Così facendo, se mai ci fossero ricapitati, avrebbero trovato una scorta di carne. Queste isole erano intatte. Ospitavano specie di uccelli privi di predatori naturali. Uccelli che non esistevano in nessun altro luogo del pianeta. In assenza di nemici, le piante indigene si evolvevano senza sviluppare spine o veleni. In assenza di predatori, queste isole erano paradisi.
Alla visita successiva, i marinai sull’isola non trovavano nient’altro che branchi di maiali o greggi di capre.
E’ Ostrica che sta raccontando questa storia.
I marinai la chiamavano la “semina della carne”.
Ostrica dice: “Vi ricorda niente? Non so, tipo Adamo ed Eva?”.
Guardando fuori dal finestrino dice: “Vi capita mai di chiedervi quand’è che Dio tornerà sulla terra con una vagonata di salsa babecue?”.
[…]

Nota: aggiornata la sezione letture causa nuova versione di aNobii.

Il 2009 di Manq

Fine anno, tempo di classifiche.
Come di consueto cercherò di prodigarmi nel tentativo vano di selezionare il meglio ed il peggio che quest’anno che sta per chiudersi ha offerto, circoscrivendo la cosa a quei due o tre ambiti che mi preme e soprattutto che posso permettermi di trattare.
Va detto che mai ho avuto tante difficoltà nell’assegnare le posizioni, sia per la presenza di molte opere meritevoli, sia per il fatto che negli ultimi dodici mesi ho veramente visto/sentito/letto molte cose.
Quello che si avvia alla conclusione è stato anche un anno notevole a livello personale, ricco di avvenimenti che in un modo o nell’altro segneranno per sempre la mia vita, ma come al solito riassumere quanto ho vissuto in una pagina del mio diario, che ciò che vivo lo racconta “in diretta”, è un’operazione che ai miei occhi non spicca per utilità. Ecco perchè non lo farò.
Partirò subito con le classifiche invece, che per la prima volta saranno seguite da una breve “spiega” volta a motivare le mie scelte.

Miglior disco
1° Thrice – Beggars
2° Biffy Clyro – Only revolutions
3° Minnie’s – L’esercizio delle distanze
spiega: premio “Beggars” perchè è il disco che non ti aspetti e quindi che apprezzi ancora di più. Questo non toglie che sia anche un capolavoro, ma a mio avviso lo è pure il nuovo Biffy Clyro, quindi per il primato serviva qualcosa in più. Più o meno per le stesse ragioni sego i Brend New, perchè mi aspettavo un capolavoro che non è arrivato. In onestà “Daisy” sarebbe probabilmente nella mia top 3 se fosse stato scritto da altri. Al posto suo ci finiscono i Minnie’s che, semplicemente, una volta ascoltati non ho più tolto dall’auto. Era Maggio. E se dopo aver ascoltato “Milano è peggio” qualcuno avesse ancora da ridire, beh, s’inculi.

Peggior disco
1° Nofx – Coaster
2° 30 Seconds to Mars – This is war
3° Taking Back Sunday – New Again
spiega: primo posto indiscusso per i Nofx che commento citando le pagelle di Giorgio Terruzzi ai tempi di Grand Prix: “Un campione del mondo non si comporta così”. Il disco dei 30StM è ovviamente gran peggio di “Coaster”, tuttavia non ero nemmeno certo di volerlo inserire in classifica. Non avrei proprio dovuto ascoltarlo, inutile lamentarsi dopo. Preciso che, nonostante i fiumi di parole ingiuriose da me spesi su questo blog, “Artwork” dei The Used non è tra i peggiori dischi perchè, pur essendo una maxi cagata, io lo adoro. Letteralmente.

Miglior concerto
1° Biffy Clyro @ Tunnel (Milano)
2° The Get Up Kids @ Estragon (Bologna)
3° All-American Rejects @ Musicdrome (Milano)
spiega: le prime due posizioni hanno una duplice spiegazione. La prima è che i GuK non potevano sperare di vincere non suonando “Forgive & Forget” dopo che mi sono sparato 200km per sentirla. La seconda è che mi sentivo di aver già parzialmente derubato i Biffy Clyro nella sezione dischi. Però anche solo il fatto di essere tornato al Tunnel dopo secoli vale la scelta. Ho segato il set dei Thursday di Bologna perchè, pur essendo ancora convinto abbiano fatto il live perfetto, rivisti a Milano mesi dopo non hanno ripetuto l’opera, anzi, hanno deluso. Se i GuK nonostante lo smacco sono finiti in classifica, non mostro alcuna pietà per Kris Roe. Invece di “Broken Promise Ring” hai suonato “Boys of Summer”. Vergongati!

Peggior concerto
1° Alkaline Trio @ Rolling Stone (Milano)
2° Green Day @ Datch Forum (Milano)
3° Escape the fate @ Estragon (Bologna)
spiega: la prima posizione va da se, trattandosi di una band incapace di suonare dal vivo. Per quel che riguarda i Green Day il giudizio è sulla prova on stage, perchè non si discute sia stata una delle serate più belle e divertenti di questo 2009. In merito agli Escape the Fate dico solo che sono stati in ballottaggio con i Lost e che hanno vinto perchè: 1- i Lost li ho mollati dopo tre canzoni 2- gli EtF se la menavano di più.

Miglior film
1° Inglorious basterds
2° Gran Torino
3° Watchmen
spiega: onestamente credo ci sia poco da spiegare. Watchmen appartiene ad una categoria di film che solitamente non apprezzo e, oltretutto, è lento da morire. Però non premiare una pellicola con una colonna sonora del genere, con una trama del genere ed una realizzazione del genere secondo me sarebbe stato a dir poco ingiusto.

Peggior film
1° New moon
2° Transformer 2
3° Outlander – L’ultimo vichingo
spiega: in condizioni normali District 9 avrebbe vinto a mani basse, ma di fronte ai fuoriclasse bisogna saper chinare il capo.

Miglior Libro
1° Il Mercante in Fiera – L. Scarpetta
2° Herry Potter (saga) – J.K. Rowling
3° L’assassino che è in me – J. Thompson
spiega: sento di dover precisare solo l’inserimento della saga del maghetto di Hogwarts in classifica perchè sui sette libri sono più le pagine discutibili di quelle buone. Molte di più. Però alla fine mi è piaciuto parecchio e quindi chi se ne incula. Ora sto leggendo “Il Potere del Cane” di D. Winslow e non avendolo ancora finito ho dovuto estrometterlo dalla classifica. Al momento però, con 500 pagine lette su 700, caga in testa a tutti e tre i premiati. La spiega più grezza dedicata al capitolo letteratura mi riempie di orgoglio.

Peggior libro
1° Uomini che odiano le donne – S. Larsson
2° La mano sinistra di Dio – J. Lindsay
3° La solitudine dei numeri primi – P. Giordano
spiega: il primo è un polpettone infinito privo del benchè minimo mordente. Il secondo è una cagata colossale da cui, inspiegabilmente, hanno tratto un telefilm favoloso. Il terzo è il libro con i personaggi più odiosi della storia. Direi che ho motivato a sufficienza.

Miglior serie TV
Scrubs – VIII serie
spiega: decisione ultrasofferta. Quest’anno infatti ho scoperto Boris e Californication, per fare due nomi che potrebbero ampiamente meritare il premio. Ho votato col cuore.

Peggior serie TV
Dexter – II serie
spiega: sottotitolo del Manq al cofanetto: “Come gettare in merda una roba figa.”

Influenza maiala!

L’aggettivo nel titolo ha pura accezione dispregiativa.
Non ho l’H1N1.
Non credo, quantomeno, perchè la febbre alta mi è durata si e no 24 ore ed è andata via da se.
O forse l’ho avuta e si è rivelata la cagata che è: una normale influenza.
In ogni caso è meglio che io rimanga a casa al calduccio anche questa sera, per preservare il mio non proprio roccioso organismo.
Ora c’è da capire come impegnare la serata.
Di giocare a PES ulteriormente non se ne parla, a meno di volersi far venire gli occhi pallati. Gran gioco il 2010, per inciso.
L’idea è quella di guardare qualche episodio della quinta serie di House.
Prima di farlo però ho pensato di testare il mio nuovo PC per quanto concerne il blog management e quindi eccomi qui a scrivere qualche riga dopo diversi giorni.
In realtà non ho molte cose di cui scrivere, la vita da malato non riserva particolari emozioni, ed avendo liquidato in una riga l’argomento PES che di questi giorni è stato il protagonista, restano vermanete poche opzioni.
Ieri ho visto “Uomini che odiano le donne”.
Avevo letto il libro tempo fa e devo dire che il film è decisamente meglio.
Un po’ perchè il cinema ha il pregio di eliminare i fronzoli descrittivi e snellire la narrazione, un po’ perchè il regista e lo sceneggiatore hanno avuto il pregio tagliare tutto l’inutile anche a livello di trama. Non solo, hanno anche dato all’assassino movenze più pulite, da vero serial killer cinematografico made in usa, eliminando tutta “l’imprecisione” che invece aveva nel libro. Questa frase credo non sia comprensibile a chi non ha letto il libro e visto il film e forse non è comprensibile nemmeno a loro, ma non credo di poter spiegare cosa intendo senza rivelare qualcosa della trama. Non amando farlo, prefersico essere incomprensibile.
In tele il Venerdì sera non c’è nulla.
Ma veramente nulla, tanto che sto guardando “Niente di Personale” su La7. Ora non è che sia poi malissimo come trasmissione, però oggi proprio non ci siamo.
Si è aperta con il monologo di Piroso e fin li tutto tranquillo.
Poi c’è stato ospite Paolo Brosio a presentare il suo libro.
In sintesi, dopo aver rotto l’ennesimo matrimonio Brosio si è dato ad un periodo di sesso, alchol e droga da cui è uscito grazie alla Madonna.
Devo riconoscere che vederlo lì, in lacrime, a raccontare le sue sofferenze mi ha un po’ rattristato. Sono così io, mi dispiaccio se vedo qualcuno che è veramente e sinceramente distrutto dal dolore e lui lo era.
Però le testimonianze di chi parla con Dio dopo una vita di eccessi un po’ mi stufano.
Dopo Brosio c’è stato Raf a presentare il suo nuovo singolo e lì ho deciso che avevo guardato la televisione abbastanza.
E ho spento.
Un po’ come ora mi sto rendendo conto di aver scritto abbastanza.
E quindi chiudo.

Stieg Larsson

[…]
“Nel 1924, a diciassette anni, Richard era un fanatico nazionalista e antisemita che aderì alla Lega nazionalsocialista per la libertà, uno dei primissimi gruppi nazisti svedesi. Non è affascinante che i nazisti riescano sempre a piazzare la parola libertà nella loro propaganda?”
[…]

Harry Potter e gli spoiler di Manq

[…]
“Non hai imparato dai tuoi errori, Riddle, vero?”
Tu osi…”
“Sì oso” rispose Harry Potter
[…]

Ebbene sì.
Ci sono voluti sette lunghi libri, ma a pagina 678 dell’ultimo volume finalmente accade: a Harry Potter spunta il cazzo.
Di colpo, dal nulla, nel bel mezzo di una scenetta penosa a cui tutti abboccano perchè di livello troppo infimo per essere anche solo ipotizzata.
E’ questo l’avvenimento principale di tutta la saga, quelle tre righe traboccanti il testosterone che il piccolo maghetto ha saputo abilmente nascondere per sette anni.
Bastano quelle tre righe e di colpo quello che nella mente del lettore ha da sempre avuto le sembianze di un ragazzino rachitico, pallido e sfigato si trasforma in un Bruce Willis con canotta, sigaretta e bacchetta magica.
Non lo nego, le scene finali intrise di machismo mi gasano sempre una cifra.
Parlando più in generale, tuttavia, con la conclusione dell’ultimo capitolo della saga mi posso finalmente concedere una valutazione complessiva delle avventure di Hogwarts e quindi la sparo subito senza mezzi termini, per poi commentarla in seguito.
Le avventure di Harry Potter mi sono piaciute, tanto da consigliarne la lettura.
Visti i giudizi esposti qui sopra in precedenza potrebbe sembrare che questa valutazione trabocchi di ipocrisia, ma non è così.
Secondo me la trama della saga è molto bella, ma la stesura non è priva di difetti, anche grossi.
In primis è dannatamente prolissa. Ci sono pagine e pagine in cui non accade nulla, all’inizio libri interi. Questo aiuta non poco alla creazione dell’atmosfera, ma di contro spacca tremendamente i coglioni a, credo, gran parte dei lettori sopra i 10 anni. E’ vero che negli ultimi capitoli sapere a menadito come funzioni la “quotidianità” del mondo magico aiuta ad entrare nelle vicende ed il non dover spiegare o descrivere quasi più nulla aiuta il coinvolgimento nella lettura (e questo grazie alle esaustivissime descrizioni fatte in origine), però i primi libri sono veramente scogli difficili da superare.
Oltretutto, sempre nei primi libri, Harry è pervaso di un alone di infallibilità che annoia molto, se non addirittura irrita in certi episodi.
Sul finale invece la saga acquista corpo, velocità e fascino spostando i temi su un piano più “maturo” ed i libri volano, tra i sorrisi delle parentesi sentimental-teen e le lacrime per i caduti che non vorresti. Anche in quest’ambito si potrebbero fare degli appunti, su tutti la morte inutile (ai fini della narrazione) di Tonks e Lupin, fatti cadere in un momento di stanca senza nessun pathos, a differenza di Fred e Dobby a cui invece la Rowling dona una morte degna del loro ruolo.
Come ultima cosa mi preme sottolineare di aver sempre, SEMPRE, creduto che Piton fosse un figo.
Pr convincermi che fosse innocente, alla fine del sesto libro, avevo elaborato una teoria che sembrava assurda perfino a me e che poi si è rivelata l’esatta trama descritta dall’autrice. Per la prima volta ho indovinato tutto, ma proprio tutto, pagine e pagine prima che venisse svelato. Evidentemente, come a volte capita, lettore ed autore possono avere la stessa logica.
Ok, chiudo con un maxi pagellone di questi sette libri, elencando i momenti e i personaggi che secondo me, in bene o in male, compongono la spina dorsale di questa saga o che mi hanno particolarmente divertito.
Voto 10: Sanguini (HP e il Principe Mezzosangue, il vampiro invitato alla prima festa di Lumacorno). Una comparsata di circa 10 righe, non una parola proferita, ma sicuramente la scena più divertente di tutti i libri. Idolo.
Voto 9: Severus Piton. Come già detto, di gran lunga il mio personaggio preferito. Il vero protagonista della storia. L’unico che anche nei primi romanzi prova a rompere l’idea che a Potter tutto sia concesso. Pilastro.
Voto 8: Dobby (L’elfo domestico). La morte di Dobby è il momento che più mi ha commosso e la tomba con l’epitaffio “Qui giace un elfo libero” è tremendamente hardcore. Respect.
Voto 7: Neville in cocaina (HP e i doni della morte). Evidentemente la sua passione per l’erbologia lo ha condotto a scoprire sostanze dopanti perchè nell’ultimo libro si trasforma in una specie di Rambo sbalordendo tutti, in primis sua nonna. Speravo fosse lui ad ammazzare Bellatrix, invece della signora Wesley, ma l’aver abbattuto Nagini è comunque un bel colpo. Poteva essere il protagonista di una nuova saga ed il primo libro sarebbe stato Nevil Paciock e il Giro d’Italia. In botta.
Voto 6: Hogwarts. La scuola di magia è stata creata veramente bene, ricchissima di dettagli che hanno fatto di questa saga il successo che è. Dopo sette libri, per me è come esserci stato ed averla vista. Perfetta.
Voto 5: Ron ed Hermione. Avrebbero dovuto limonare prima. Babbi.
Voto 4: il Quiddich. I capitoli dedicati a questo sport sono i più noiosi, prevedibili ed insulsi di tutti i libri. Se ne sarebbe potuto fare benissimo a meno, non fosse che l’idea di uno sport “ufficiale” dei college per soli maghi fa molto ambientazione. Superfluo.
Voto 3: Cho Chang. Non mi dilungherò molto. Scassacazzo.
Voto 2: la morte di Sirius Black (HP e l’Ordine della Fenicie). A me Sirius piaceva e farlo morire così, come un cazzone, non è stato un bel gesto. Freddato da Bellatrix dopo che le aveva urlato: “Tutto qui? Prova a fare di meglio!”. Mi è sembrato lo sciabolatore alle prese con Indiana Jones e non si meritava una morte del genere. Irrispettosa.
Voto 1: i Mangiamorte. Un branco così folto di idioti credo farei fatica anche io a metterlo assieme. E di idioti io ne conosco tanti. In questo putiferio di cazzoni spiccano per brillantezza i Malfoy, ovviamente. Voldemort non era certo un genio, ma alla fine perde per l’idiozia di Narcissa che, con la scuola caduta ai piedi del suo signore, decide di sperare che un cadavere gli risponda invece di andare da sola a controllare le sorti del figlio, da cui ha evidentemente preso molto. Cottolengo.
Voto 0: la coppia Voldemort-Harry Potter. Lui è l’eroe più babbo di tutti i tempi e Riddle, beh, è riuscito nell’ardua impresa di farcisi sconfiggere, abboccando ad una scenetta che nemmeno all’oratorio feriale se ne vedono di così mal ideate. Si son decisamente trovati. Senza di loro, ma con due sostituti anche solo normali, i libri sarebbero stati molto meglio. Inutili.
Ok, direi che è tutto.
Forse no, forse se non fossero quasi le due del mattino avrei altro da dire in merito, ma adesso proprio non me la sento.
Chiudo però con una considerazione: alla fine di una saga non è come alla fine di un libro. Dopo aver letto diversi volumi a cui sai ne sarebbero seguiti altri, l’idea di non avere mai più a che fare con i maghi di Hogwarts mi mette un po’ di tristezza e nostalgia.
Mi ero affezionato e mi ero abituato alle loro avventure.
O forse sono solo uno che, ogni tanto, ha bisogno di sentirsi malinconico.

Aggiornamento

In Luglio non ho ancora scritto nulla su questo diario.
E’ una vergogna, effettivamente.
Di robe di cui parlare ce ne sarebbero anche tante, ma nessuna di queste al momento è riuscita a distogliermi dagli altri interessi che sto coltivando.
Di che interessi parlo?
Nulla di trascendentale, ad essere onesti, però tante piccole cose che occupano una marea di tempo.
Devo leggere altre 450 pagine di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” prima di partire per la Florida, dove dovrò leggere “HP e il Principe Mezzosangue” in modo da giungere preparato al cinema al mio rientro in Italia. Ce la farò? Al momento l’impresa appare titanica, ma non ho ancora smesso di crederci del tutto.
Oltre a questo, sto realmente dedicando del tempo alla costruzione di una nuova sezione per questo sito.
E’ una cosa a cui pensavo da tempo e che solo recentemente ho deciso di fare per davvero, sobbarcandomi di una certa qual mole di lavoro di programmazione, disciplina in cui ero abbastanza arrugginito. Nel fare questa cosa mi sono per altro reso conto che la grafica di questo blog inizia a stancarmi. Cambiarla, tuttavia, risulta un impresa titanica che non credo affronterò mai.
Come ultimo impegno, infine, cito la mia “nuova” e brillante idea di trasformarmi in giornalista musicale. Per questo ho deciso di riprovare ad intervistare una band via e-mail, dopo il fallimentare tentativo ottenuto anni fa coi Relient-k. Allora avevo richiesto l’intervista (per altro commissionatami, non avendo io particolare stima per i suddetti) e mi era stata concessa, ma alle domande non era mai pervenuta risposta. Questa volta ho quantomeno scelto io la band, optando per i meno famosi e per questo spero più disponibili My Own Private Alaska. Il risultato però ,al momento è il medesimo: intervista concessa, domande inviate e risposta mai pervenuta. Non è passato molto tempo in ogni caso, quindi non ho ancora del tutto perso le speranze.
Oltre a tutte queste iniziative, poi, ci sarebbero state un sacco di altre cose da raccontare.
Il matrimonio di Robi, a cui vanno i miei migliori auguri.
L’exploit canora di Salvini che meriterebbe ampia riflessione (accenno: ma possibile che quest’uomo dica una marea di stronzate razziste da anni e ci si debba scandalizzare per l’unica volta in cui, ubriaco, probabilmente stava solo facendo il pirla con gli amici senza pensare di essere parlamentare?).
Il mirabolante calciomercato del Milan.
La visione in semi anteprima del film “Outlander – L’ultimo vikingo” e conseguente disturbo della digestione.
Insomma, ci sarebbero come sempre moltissime cose di cui scrivere.
Io però, devo tornare a leggere Harry Potter.

Elfi domestici

[…]
«Ci sono elfi domestici qui?» esclamò, guardando con orrore Nick-Quasi-Senza-Testa. «Qui ad Hogwarts
«Certamente» rispose Nick-Quasi-Senza-Testa, sorpreso dalla sua reazione. «Il più alto numero che in qualunque altro luogo della Gran Bretagna, credo. Sono più di cento».
«Non ne ho mai visto uno» disse Hermione.
«Be’, non escono quasi mai dalla cucina, no?» disse Nick-Quasi-Senza-Testa. «Vengono fuori di notte per fare le pulizie… controllare i camini e così via… voglio dire, non dovresti vederli, no? E’ questa la caratteristica di un buon elfo domestico, no? Che non sai che c’è».
Hermione lo fissò.
«Ma vengono pagati?» chiese. «Hanno le vacanze, vero? E… i permessi per malattia, la pensione e il resto?»
Nick-Quasi-Senza-Testa ridacchiò così forte che la gorgiera scivolò via e la testa ricadde, penzolando dai tre centimetri scarsi di pelle e muscolo spettrale che la tenevano unita al collo.
«Permessi per malattia e pensione?» disse, risistemandosi la testa fra le spalle e bloccandola di nuovo con la gorgiera.
«Gli elfi domestici non vogliono permessi per malattia e pensione!»
«Oh, andiamo, ‘Er-mio-ne» disse Ron, spruzzando pezzetti di pasticcio di Yorkshire addosso ad Harry. «Oops… scusa, ‘arry». Deglutì. «Non sarà digiunando che gli farai dare i permessi per malattia!»
«Lavoro da schiavi» disse Hermione respirando affannosamente. «Ecco cosa ha prodotto questa cena. Lavoro da schiavi».
E si rifiutò di inghiottire un altro boccone.
[…]

Ossimoro scampato

E’ un tot che volevo scrivere questo post.
Gli argomenti principali sono due: Harry Potter e Dexter.
Avendoli decisi da tempo, ho già messo i tag al post in questione: TV e libri, un ossimoro che non apprezzo, quindi allargo il campo e senza uscire dal tema introduco anche i film.
Tutto questo perchè i post che scrivo dopo una certa ora della notte devono essere contorti, impulsivi, contraddittori e convulsi.
Parto da Dexter. Mi sono visto tutta la seconda serie del telefilm che tanto mi aveva appassionato agli inizi del 2008 e, tagliando subito corto, ne sono rimasto un po’ deluso. Il motivo è che in questi “nuovi” dodici episodi Dexter Morgan non è più lui. Gli autori l’hanno fatto uscire dal personaggio (loro diranno di averlo portato ad una naturale evoluzione, ma non è così) ed io, che sono cresciuto con la cultura tipica del GdR in cui lo stare adesi al personaggio è tutto, questa cosa non la posso sopportare. Guardando la nuova serie mancano tutte le lucide deviazioni psicologiche del personaggio che perde gran parte del suo essere psicopatico e diventa quasi normale, come se fare a pezzi la gente non fosse più una stravaganza.
Dexter Morgan con delle emozioni, per assurde che siano, non è Dexter Morgan e questo non mi è piaciuto.
La serie resta molto avvincente, grazie ad una trama abbastanza intricata e personaggi secondari con spessore e sfaccettature difficili da trovare in altri serial. Credo che, da questo punto di vista, l’essere stato tratto da un libro aiuti molto.
Io il libro l’ho comprato per scoprire se questa mia ipotesi è vera.
Lo leggerò a breve.
Non lo sto già leggendo perchè sono impegnato con la scalata alla saga di Harry Potter, cosa che mi sta dilaniando.
Per leggere i primi tre libri, i più corti, ci ho messo quasi quattro mesi.
Di questi tre libri non me n’è piaciuto uno. Lenti, prevedibili, monotoni, ripetitivi, prolissi e perfino diseducativi, se considerati letteratura per l’infanzia. Ai libri sto anche affiancando i film, in modo da fissare i concetti e andare avanti nella lettura.
Cinematograficamente parlando i primi due capitoli sono di gran lunga peggio in pellicola che non su carta stampata.
Domani, se tutto va da programma, vedrò il terzo. Intanto mi sono portato a casa “Harry Potter e il calice di fuoco”, che alla sola vista mi incute un certo timore dall’alto delle sue 600 pagine. Di sicuro prima di approcciarlo leggerò “La mano sinistra di Dio” (alias il previa citato libro da cui è stata tratta la prima serie di Dexter) e “Nero a Manhattan”, due libri che mi aspetto scorrano via in fretta e mi restituiscano la voglia di leggere.
Ok, ho detto quel che dovevo dire.
Visto e considerato che ho aggiunto l’etichetta film a questo post, mi prendo qualche altra riga per dire che, a diversi anni dalla visione di “Lady Vendetta”, Sabato sera mi sono sparato “Old Boy”.
Film pazzesco.
Assurdo, ma veramente figo.
Ricordo che anche “Lady Vendetta” mi era piaciuto, ma non saprei oggi dire minimamente di cosa parlasse.
Credo di dovermelo riprocurare e riguardare.
Ovviamente dopo aver visto “Mr. Vendetta”, ovvero il titolo che mi manca per chiudere la trilogia.
Ho pensato al titolo del post.
Secondo me potrebbe essere utilizzato anche per un piatto esotico e ricercato, chessò uno scampo avvolto in una fetta di lardo e rosolato al cognac.

Manq’s Awards 2008

Visto che il nostro premier si è preso un’oretta per dichiarare agli italiani cosa di buono è successo in questo 2008, mi pare giusto fare lo stesso. D’altra parte il maxiriepilogo di fine anno è una tradizione longeva per questo blog e quest’anno non sarà da meno.
Oltretutto io non ho nemmeno da rimproverare “la sinistra ecologista” poichè tutto ciò che non mi è piaciuto in questi dodici mesi non è certo colpa loro. Ecco, si potrebbe precisare che anche l’assenza del nucleare in Italia non è colpa dei comunisti, ma di un referendum indetto sull’onda della paura post Cernobil che ha visto la mobilitazione dell’intero Paese, ma questo probabilmente al Silvio non l’hanno detto. Comunque non ci sono problemi, visto che il Governo ha deciso di defecare sull’espressione del popolo sovrano e avviare la costruzioni di impianti nucleari sul territorio nazionale.
Con tutto che non sono certo contrario al nucleare, l’idea di ribaltare le decisioni popolari senza chiedere nulla a nessuno un po’ mi spaventa in vista, soprattutto, di altri referendum del passato.
Comunque sia, non è di questo che volevo scrivere.
Il fatto è che ultimamente di tempo per me stesso in cui dedicarmi a questa pagina ne ho sempre meno e quindi quando mi trovo a poterlo fare, diventa difficile restringere il campo ad un unico tema.
Tonro quindi alle classifiche.
Anche in questo 2008 mi prendo una pagina in cui valuto il meglio ed il peggio dei [pochi] ambiti culturali di cui mi occupo.
Analizzando gli ultimi mesi devo riconoscere di aver trascurato soprattutto l’ambito musicale, ascoltando veramente pochi CD e vedendo ancor meno concerti. La cosa mi spiace moltissimo perchè la musica resta sempre la mia maggior passione e vorrei dedicarle molto più tempo. Poche volte mi è capitato di chiudere un anno senza innovare quasi per nulla il panorama dei miei ascolti. Parte della colpa però la imputo a “Dedication.it“, la webzine che seguo da anni e da cui solitamente traggo utili consigli per nuovi ascolti. Ultimamente però le recensioni dei dischi coprono un panorama sempre più spesso distante dai miei gusti ed il loro numero è notevolmente diminuito. Non conoscendone altre, mi ritrovo sempre più povero di consigli ed imbeccate utili.
Speriamo in un 2009 migliore da questo punto di vista.
Ok, lascio spazio alle classifiche.
Di quel che è stato quest’anno a livello personale non sento di dover scrivere nulla, se non che mi ha dato veramente moltissime soddisfazioni, lavorative e personali, insegnandomi che anche quando le cose vanno male può essere che sia semplicemente un passaggio necessario a farle andare meglio di prima.
Sarò mica diventato ottimista?
Naaaa…

Miglior Disco:
1° “Lost in the Sound of Separation” – Underøath
2° “Finch (EP)” – Finch
3° “Pneuma” – Moving Mountains
* ho volutamente escluso “How to Ruin Vergani’s Wedding” degli H’s’P per evidente superiorità sui concorrenti.

Peggior Disco:
1° “Machine 15” – Millencolin
2° “Weezer (Red Album)” – Weezer
3° “Remain in Memory – The Final Show” – Good Riddance
* ho volutamente escluso “Chinese Democracy” dei Guns’n’Roses per evidente superiorità sui concorrenti.

Miglior Concerto:
1° Finch@Astoria 2, Londra
2° Coldplay@Datch Forum, Assago
3° Canadians@Bloom, Mezzago

Peggior Concerto:
1° Jimmy Eat World@Musicdrome, Milano
2° Funeral for a Friend@Rolling Stone, Milano
3° Hexes@Astoria 2, Londra

Miglior Libro:
1° “Soffocare” & “Survivor” (exequo) – Chuck Palahniuk
2° “A Storm of Sword” (Tempesta di Spade+I Fiumi della Guerra+Il Portale delle Tenebre) – George R.R. Martin
3° “Terrore” – Danila Comastri Montanari

Peggior Libro:
1° “Lo Scudo di Talos” – Valerio Massimo Manfredi
2° “Bar Sport” – Stefano Benni
3° “Fuori da un Evidente Destino” – Giorgio Faletti

Serie TV rivelazione:
Life

Serie TV delusione:
Scrubs