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Parlerò un po’ di musica.
E’ inevitabile, visto che in questi giorni ne ho sentita parecchia per vari motivi.
Iniziamo col nuovo cd dei Finch, “Say hallo to Sunshine”. Avevo molte aspettative per questo disco, visto che il primo lavoro della band è a mio avviso un piccolo capolavoro, ed ero eccitatissimo quando mi è stato dato il link di un sito che permetteva di ascoltarlo interamente ed in maniera del tutto legale. Nell’attesa che il download dei brani fosse completo mi sono soffermato ad osservare l’artwork* della copertina. Molto bello, niente da dire. Non so se siano i colori o il disegno, ma lo trovo strepitoso. L’aDSL non ha impiegato molto a fare il suo lavoro e quindi i pezzi sono stati quasi subito disponibili all’ascolto. Emozionato, ho dato il via alla riproduzione. Man mano che i minuti si susseguivano, sono passato dal sopreso, allo stranito, al profondamente deluso. A mio avviso il disco è tremendamente brutto. Il cambiamento dietro le pelli, come spesso accade, ha stravolto il sound e originato una band che non ha nulla o quasi a che vedere con quella che mi aveva tanto colpito. Le melodie sono sparite, lasciando spazio ad arzigogolati intrecci di caos sonoro che tutto fanno, tranne che accattivarsi le mie grazie. Credo sia una sorta di Noisecore, una roba più simile ai Deftones per intenderci. Peccato. Peccato veramente.
Lunedì sono invece andato al concerto dei System of a Down. Il nuovo disco, “Mezmerize”, mi piace parecchio anche se devo ammettere essere molto poppy rispetto ai precedenti. Come musicisti devo dire che sono ineccepibili, trovo invece discutibile la scelta di sfornare 2 dischi in 4 mesi e di fare live senza dire una parola al pubblico. Insomma, mi paiono più interessati al denaro che ai fans.
Magia dello showbusiness.
Say hello to sunshine
* bello fuori, brutto dentro…

Bullion

Avevo detto che sarei andato a sentire i Millencolin e così è stato. Il live si è svolto al C-Side, ex Propaganda. Un buco. Al nostro arrivo (ero con Fà. Lì abbiamo incontrato il Dany e la sua consorte della quale, come mio solito, ho dimenticato il nome. Chiedo scusa.) stavano suonando ancora i Lawrence Arms. Tra acustica pessima e suoni indecorosi, mi sono parsi piuttosto scontati e per nulla accattivanti, tuttavia credo non fosse un buon banco di giudizio viste le condizioni. Tempo di orientarci un po’ e salutare gli immancabili amici da concerto, quelli insomma che vedi solo in quelle occasioni, ed è ora dei Millencolin. La nostra posizione era piuttosto defilata sulla destra, tuttavia si vedeva e sentiva piuttosto bene. Il suono non era dei migliori, soprattutto per quanto riguarda le chitarre, ma è difficile essere oggettivi quando si ascolta un gruppo che piace. Questo è per spiegare che mi sono molto divertito e che mi sono piaciuti veramente tanto. Anche dal punto di vista della scaletta ho pochissime recriminazioni da fare, forse avrei tagliato qualche pezzo di “Home from Home” e avrei aggiunto “Lowlife” e “22” di “For Monkeys”. Tuttavia sentire quasi tutti i pezzi storici che amo di più, tra cui soprattutto “Softworld”, mi ha dato parecchio gusto.
Poco da aggiungere a riguardo.
Sono Soddisfatto.
Ieri ho dato la seconda parte di Fisiologia e mi sono tolto un altro esame dalla strada. Seppur io abbia lavorato solo un anno, starmene a casa a far nulla come oggi mi è sembrata una cosa strana. Nonostante io mi sia tenuto impegnato, credo non sarei capace di starmene così senza nulla da fare per troppo tempo. Adesso mi metterò a studiare per nuovi esami e per tutto Aprile sarò impegnato attivamente all’Università per un corso e dei laboratori, almeno due volte a settimana. Sembra essere un buon paliativo alla noia. Speriamo.
In TV c’è “Rivelazioni”, il film con Demi Moore e Michael Duglas. Non ero mai riuscito a guardarlo per intero ed ora che l’ho fatto potevo tranquillamente evitarmi la fatica.
Oggi sono contento.
Domani?

“I’m gonna change my life, plans, Vans start to dance
change my thoughts, sox, moves, even my pro fighter Q”

Mille cose

Finalmente ho una mezz’oretta per dedicarmi al mio diario virtuale. Questa settimana è pienissima di impegni e non ho ancora la certezza di riuscire a tener fede a tutti. Per il momento sto procedendo bene, ma l’imprevisto è certamente annidato dietro qualche svincolo buio, pronto a farmi la festa.
Oggi è il compleanno di Ambra e quindi le faccio gli Auguri. Spero anche di riuscire a telefonarle e trovarla a casa prima di uscire, così da poter espandere il concetto scrittole via SMS. Per festeggiare usciremo domani sera. Andremo a mangiare fuori nel giorno che separa il suo compleanno dal mio, che sarà Venerdì. Il posto prescelto, su consiglio di Dani e della Vera, è in Brianza, poco prima di California. Sembra ci si mangi più che discretamente e questo è l’importante. L’imperativo della serata sarà infighettarsi. Non so perchè a Bri sia venuta questa idea, forse, come sospetta mia madre, è stufa di vedermi vestito come un imbecille. Sta di fatto che dovrò dare spolvero a giacca, camicia e cravatta. Niente vestito nè scarpino elegante però, perchè anche io ho una dignità. Vinceranno probabilmente le Etnies sempre più vicine al loro pensionamento. Le idee chiare sul vestito compensano una totale assenza di spunti creativi in ambito regalo. Le idee venutemi sono mille, quelle buone si riducono ad una. Peccato che questa sia stata destinata ad essere abortita per cause di forza maggiore. Domani alle 16.00 ho appuntamento con la Kla sull’ultima spiaggia, sperando nell’illuminazione ultima.
Sarebbe stato tutto più facile se oggi non fossi totalmente arso dalla tensione per il Derby di Champions che tra poco più di venti minuti andrò a vedermi dal terzo anello del Meazza. Oggi ho provato di tutto nel tentativo di svagarmi: ho tagliato i capelli (tra l’altro questa operazione mi ha avvicinato notevolmente allo stadio finale di “Emo-Poser” cui ambisco da qualche mese), ho fatto la barba, sto scrivendo sul blog e ho persino provato a studiare. Inutile dire che tutto è stato vano.
Ieri sera sono andato a vedere il live dei Queen, o meglio di ciò che ne resta: Bryan May e Roger Tayolr. Esperienza emozionante. Voglio fare una nota di merito a Paul Roger che si è sobbarcato l’onere di frontman con discreta attitudine, intelligenza e capacità. Bravo. Se non fosse stato per Aui che mi ha gentilmente offerto un biglietto, non sarei mai andato ed ora posso indubbiamente dire che sarebbe stato un male. Grazie.
Domattina spero di riuscire a lavare la macchina, visto che ormai ha forme e colori che non le appartengono. Sarà dura convincere la croppa di polvere ad abbandonare gli interni, ma spero di vincere.
Bene, è giunta l’ora di uscire e andare a soffrire.
Prima però vorrei dire solo una piccola cosa riguardo un avvenimento mastodontico accaduto in questi giorni: la morte del Papa. Sebbene disdegni profondamente il caos mediatico spinto dal denaro che ne è conseguito, un pensiero voglio scriverlo anche io.
Per quel che mi riguarda è stato un grande uomo.

In the pit

Ho deciso.
Il 19 Aprile andrò al C-Side di Milano a vedermi i Millencolin*. A pensarci ne ho già voglia adesso. L’ultima volta che sono stati in Italia dovevo andare a sentirli al forum con Roby, ma sono stato male la notte prima e quindi nisba. Poco male visto che Home From Home non mi era piaciuto granchè. Il povero Roby si era anche dovuto sbattere per cercare di vendere i biglietti visto che da solo non ci voleva andare. Buona idea, tra l’altro, perchè così sono rientrati gli euro spesi in vano. Ho sentito Kingwood, il nuovo album, e devo dire che mi piace, è nettamente più vicino ai Millencolin che preferisco. Ray, quello che dovrebbe essere il primo singolo, non è affatto male. Non nego che a spingermi ad andare però sia la voglia di sentirmi i pezzi di For Monkeys, Life on a Plate e Pennybridge Pioneers. Tutta roba datata, la migliore dal punto di vista affettivo.
Millencolin
*When I was a kid I thought that I could fly
threw myself out of a window, right out into the sky
now when I am older I know that I could die
die from a depression, I would learn my lesson well.

Life’s so normal, nothing’s shocking
Boring planet, cause no one here is rocking.
Life’s so tragic, nothing’s clocking
Boring planet cause no one here is rocking hard.

When I was a kid I thought that I was strong
the girls in school got beaten up by me every day long
now when I am older I know that it was wrong
to deal with girls in the first place, cause a broken heart is now the case
I’m broken hearted in disgrace.

It’s a boring planet, we’re just lying to ourselves.
It’s a boring planet, thanks to us and no one else.

Hiatus

“For over a decade, Blink-182 has toured, recorded and done non-stop promotion all while trying to balance relationships with family and friends.

To that end, the band has decided to go on an indefinite hiatus to spend some time enjoying the fruits of their labors with their loved ones. While there is no set plan for the band to begin working together again, no one knows what tomorrow may bring.”
I'll miss you
Con queste poche righe i Blink 182 hanno deciso di mettere fine alla loro avventura musicale. Il gruppo si è sciolto.
Sono a terra.
Per quanto mi riguarda i Blink sono stati uno dei capisaldi musicali della mia gioventù, la colonna sonora degli anni di fine liceo. Tutti i ricordi che ho di quel periodo sono legati ad alcune loro canzoni in maniera indissolubile. “Dude Ranch” comprato a Monaco di Baviera durante la gita di quinta; “Josie” sparata a manetta dalle piccole casse della mia Y10 viola la sera del 30 Aprile dello stesso anno mentre tornavo a casa felice; la cassettina di “The Mark, Tom and Travis Show” registratami dalla sorella della Fra; il concerto di Milano con Miss Rimpianto e il volo dalla ringhiera del primo anello del Forum; i testi di “Waggy”, “Dammit”, “What’s My Age Again” che, come molti altri che non sto a citare, sembrava parlassero di me; le mille volte in cui stavo male e mi isolavo ascoltando i loro pezzi col walkman e le altre mille in cui stavo da bene e li cantavo mentre lo stereo li gridava all’intero quartiere. Non conta nulla che l’ultimo disco mi avesse drasticamente deluso, impregnato com’era del concetto “ora siamo maturi”. I Blink per me erano e sono il riflesso del mio essere giovane e immaturo e quindi accettare che loro fossero cresciuti era implicitamente accettare che anche io avrei dovuto farlo, che il tempo passa per tutti e che, prima o poi, bisogna capire che è giunto il momento di diventare grandi. Odio solo pensarla, questa cosa. Si chiama sindrome di Peter Pan? Può darsi, sta di fatto che qualunque sia il suo nome, io ne sono affetto in maniera importante. Ho quasi 24 anni e mi sento in diritto di essere ancora nell’età dell’idiozia.
Non è così.
Ci sono il lavoro, l’università, le responsabilità e tutte quelle questioni che ti impediscono di goderti l’esistenza. Senza nemmeno accorgertene ti ritrovi a fare una vita che non sopporti in virtù di un futuro che più incerto non può essere. La fine dei blink è solo un altro segno, indelebile, del fatto che la mia gioventù è finita. Ora è solo tempo di farsene una ragione.
Attaccato il MUVO alla presa USB, non mi resta che infilarmi nel letto e riascoltarmi i loro pezzi in successione, sperando che la tristezza profonda che mi opprime se ne vada.

Don’t bide your time
‘Cause it is almost over
I know you’re down
And I’ll see you around
And I know it hurts
But you’re just getting older
And I know you’ll win
You’ll do it once again

Italicus amarcord

Oggi sono proiettato nel passato.
La mia giornata ha avuto come sottofondo incessante “Primavera 99” dei Mach5. Ultimamente sto provando, senza troppo successo in realtà, a trasformare in formato multimediale i vecchi demotape che ho in casa. Riascoltarli è come aprire un vecchio album di fotografie. Mille ricordi tornano alla mente, ricordi di quando ero giovane. Mentalmente intendo. Le serate all’Arci di Arcore, Baffo Moretti e il divertimento facile. Senza pretese. L’altro giorno con Fabri e Fabio ci siamo messi a ricordare un po’ di personaggi dell’epoca che non vediamo da chissà quanto. Ne sono usciti nomi veramente importanti. Fabio Piercing, Ale “Niceman” Doni, Lore, il Bani, la Meggie, Sbiru e chissà quanti altri che ora non ho voglia di scrivere. Tutta gente simpatica, non amici, ma persone con cui si passava volentieri la serata in attesa del concerto delle “Gambe di Burro”, dei “Murder, We Wrote” o degli “Abbiokko”. Decisamente bei tempi.

“Lo sai che mi si è infiltrato un Marziano nel cervello e son felice perchè
Mi racconta barzellette giorno e notte e mi fa morire dal ridere.
Oh oh oiè
Adesso lo sai, perchè io rido fissando il soffitto
Adesso lo sai, con chi è che parlo guardando per aria
E’ bello avere un amico così
Io ho un marziano per amico (e tu no!)”

GAMBEdiBURRO – Marziano (BabbazBabbazBabbaz 1997)

[Today] I Feel So

Sometimes
I wish I was brave
I wish I was stronger
I wish I could feel no pain
I wish I was young
I wish I was shy
I wish I was honest
I wish I was you not I

‘Cause
I feel so mad
I feel so angry
I feel so callous
So lost, confused, again
I feel so cheap
So used, unfaithful
Let’s start over
Let’s start over

Sometimes
I wish I was smart
I wish I made cures for
How people are
I wish I had power
I wish I could lead
I wish I could change the world
For you and me

‘Cause
I feel so mad
I feel so angry
I feel so callous
So lost, confused, again
I feel so cheap
So used, unfaithful
Let’s start over
Let’s start over

-Box Car Racer-

Continuando a familiarizzare col mezzo…

Eccomi alle prese nuovamente con il mio “Diario Multimediale”. Oggi la giornata è scivolata via piuttosto easy. Mattinata al lavoro, primo pomeriggio in Laboratorio Uni e restante parte dell’afternoon agilmente trascorsa sotto il mio piumone.
Ah, l’agoniato riposo!
Ora sono nettamente più lucido e posso affrontare il weekend che si aprirà tra non molto con una gara di “birra e salsicce”. Non credo di poter dare moltissimo, la preparazione atletica è stata fatta con pressappochismo (cena a base di arancini e sacher), tuttavia spero di riuscire a sopperire con la classe laddove l’atletismo verrà meno. Più che altro non mi andrebbe di deludere i tifosi. Vedremo.
Avere un blog è strano, mi sembra di scrivere cose per niente. Io non ho mai avuto nemmeno un diario cartaceo. Forse è avere un diario che è strano. Forse è addirittura lo scrivere a sembrarmi strano. Certo è che qui va rivisto l’arredamento. Il template non è male, ma mi piacerebbe rifarlo totalmente a mia immagine e somiglianza. Il problema è che io non so programmare nemmeno la sveglia, quindi avrò bisogno di aiuto.
Ora vado a farmi una doccia mentre continuo ad ascoltare i primi lavori dei New Found Glory.

Ps: ora con le immagini sono un drago, sia che siano state “uppate” da me, sia che siano state prese dalla rete. Ho problemi ad inserire i link, ma sto già lavorando per superare l’ostacolo.