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Politica

Per non dimenticare

Sono riuscito a reperire, come al solito con l’aiuto di Dietnam, il documentario che tratta dell’undici Settembre di cui avevo visto diversi spezzoni in una puntata di Matrix, il programma di Enrico Mentana.
Onestamente non so se ciò che viene raccontato in questo video sia attendibile. E’ indubbiamente credibile, ma questo non vuol dire molto.
Ci sono diverse cose che, oggettivamente, lasciano poco spazio ai dubbi, ma molte teorie frutto dell’invenzione una volta esplicate sanno essere assai credibili.
Se così non fosse Dan Brown sarebbe un fallito.
Il punto quindi non è se sia o meno tutto vero, ma se sia o meno tutto frutto di assurde ipotesi cospirative.
Io ho sempre avuto la mia personale idea a riguardo. Non credo di aver mai nascosto il mio spiccato anti-americanismo o la mia passione per qualsivoglia ombra di cospirazione, sia questa governativa o religiosa.
Forse anche per questo non mi meraviglierebbe apprendere che questo video sia un tentativo di far trapelare la verità.
Certamente mi chiederei perchè un governo che non si fa problemi ad ammazzare migliaia di persone per raggiungere un certo scopo dovrebbe permettere a documentari che tentano di smascherarlo di diffondersi.
E’ anche vero che un documentario che devi sbatterti a cercare in rete non avrà mai l’impatto mediatico che possono avere nove ore di diretta in mondovisione del WTC in fiamme, quindi forse non oscurarlo potrebbe portare più frutti che farlo, adducendo il primo dei miei dubbi come forte elemento screditante.
In sostanza, comunque la si legga, restano i dubbi, tuttavia guardarlo credo sia meglio che non guardarlo.

11-09-2001: per non dimenticare.

“Perchè adesso è notte, ma poi verrà giorno.”

Avrei mai potuto lasciare correre i primi interventi su questo blog del caro amico Manowar?
Avrei potuto sottrarmi alla diatriba con uno dei pochi personaggi che conosco che siano di destra davvero e non solo quando serve un motivo per giustificare la propria intolleranza?
Certo che no.
Ad un tale onore è doveroso rendere giustizia con un’apposita discussione, quindi colgo la palla al balzo e riparto proprio dalle ultime parole del mio metallozzo preferito.
Adesso è notte.
Già, è proprio vero.
Tuttavia soffermiamoci un momento a capire perchè è notte.
Adesso è notte perchè siamo governati (oltre che da chi ha i soldi) da chi ha il potere di bloccare il paese: tassisti, produttori di latte, camionisti, operatori di volo, ferrovieri e tramvieri.
Chiunque sia nella posizione di creare disagio al prossimo e non ha ritegno nel farlo viene ascoltato da chi ci governa, sia di destra che di sinistra, spingendo la popolazione priva di questo potere a fare altrettanto.
Nessuno è contento in Italia.
Quindi a turno ecco che ognuno bloccherà binari, aereoporti, metropolitane per ottenere che nessuno sconvolga il suo orticello.
Siamo al punto in cui Firenze viene bloccata dai tifosi per la sentenza riguardo a calciopoli.
Una roba vergognosa.
La destra sulle sommosse di piazza è sempre stata, anche storicamente, piuttosto chiara: disperdere i sovversivi e mandarli a lavorare (magari in campi dedicati).
Tuttavia oggi apro il bolscevico sito di Repubblica e cosa mi tocca leggere?
Mobilitazione generale degli avvocati.
Come?
Rileggo meglio, convinto di aver preso lucciole per lanterne, ma non è così.
E’ noto come la categoria degli avvocati non sia prettamente vicina alla politica rifondaiola eppure eccoli li, tutti belli uniti a far casotto. Partendo dal presupposto che non mi sento certamente di dire che in Italia gli avvocati siano una categoria disagiata e meritevole di protestare, la cosa che più mi infastidisce è la terribile mancanza di coerenza.
Credo sia per questo che adesso è notte, perchè non vi è più identità politica nelle persone.
A voler essere del tutto pignolo mi piacerebbe sapere che senso possa mai avere lo sciopero per un lavoratore in proprio che, quindi, non perde giornata e stipendio in virtù di farsi sentire.
Intanto il tanto agoniato, almeno da me, governo di sinistra è già agonizzante perchè quei pazzi estremisti e ottusi della sinistra radicale non sono favorevoli al rifinanziamento della missione italiana in medio oriente.
Tutti a dargli addosso quindi, sebbene siano gli unici che provano a far valere quanto promesso dall’Unione alla gente prima del 9 Aprile.
Ci si può accanire con chi cerca unicamente di tutelare le idee di chi ha dato loro il voto?
Io non me la sento.
Tuttavia il governo non è di questo parere e preferisce andare avanti con l’appoggio dell’Udc piuttosto che cercare di dare corpo a quanto detto in campagna elettorale.
Certo che anche l’Udc un pizzico di ribrezzo nel fare quello che fa potrebbe pure dimostrarlo, ma forse queste movide arraffa consensi sono proprio la volontà del popolo democristiano che, come diceva mio nonno, “purtoppo non morirà mai”.
Di sicuro se mi chiamassero adesso alle urne per via di una crisi di governo, penso defecherei sulla scheda e la spedirei direttamente a Roma.
E’ proprio vero, è notte fonda.
L’unica domanda che mi piacerebbe fare al prode e littorio Manowar è: “Sei sicuro che poi verrà il giorno?”

Se l’ottimismo è il sale della vita, la mia dieta è iposodica

Non lo faccio per darmi un tono.
Non lo faccio perchè la gente cerchi di tirarmi su.
Semplicemente, se mi si richiede un parere sull’esistenza, questo non sarà mai troppo roseo.
Non mi piace il mondo in cui vivo.
Per niente.
Ogni giorno di più mi rendo conto di come la gran parte delle persone faccia da contorno, da comparsa in un copione scritto da pochi per gli interessi di pochi.
La gente come me passa una vita ad alimentare un sistema che disprezza dal profondo senza potersene distaccare, dipendente da qualcosa che vorrebbe veder finire e che allo stesso momento gli garantisce di mantenere quel tenore di vita agiato di cui non può fare a meno.
Questa cosa secondo me logora fino a che si ammette di essere impotenti e si accetta passivamente quanto orchestrato dall’alto pur di non rinunciare a quello che per noi è il minimo indispensabile, ma che sul dizionario si trova sotto la voce “lusso”.
Stando a cavallo tra la consapevolezza e la rassegnazione si vive piuttosto male.
E’ difficile contestare il sistema economico mondiale se non si è capaci di rinunciare ad internet, alla macchina col serbatoio sempre pieno, alle vacanze, a soddisfare qualunqe tipo di capriccio e all’aria condizionata.
Per questo bestemmio ogni qual volta che vedo la classe dirigente calpestare i più essenziali diritti umani, tuttavia non ho mai la lucidità di chiedermi come vivrei se non agesse come agisce, priva del minimo scrupolo.
Come tutti quindi, mi rivesto di ipocrisia e vivo pornto a sparlare del sistema che mi permette di vivere nell’agio da cui dipendo.
Un’immagine da volta stomaco, ma che sfido chiunque a contestare.
Il mondo fa schifo, di questo sono sicuro, e sono anche sicuro di supportare certe posizioni spinto unicamente dalla mia morale e non dalla consapevolezza di poterlo fare in virtù di privilegiato.
Tuttavia se faticassi a mangiare, probabilmente sarei meno idealista e la vita mi starebbe molto meno stretta.
Sono convinto che per mantenere l’euro forte sia necessario avvallare la politica omicida e immorale dello stato di Israele, so che non osteggiare il governo di Gerusalemme deve portare un qualche tipo di beneficio per noi europei, però non ho paura di passare per antisemita dicendo che è vergognoso come lo stato dalla stella a sei punte gestisce le questioni internazionali.
Tra l’altro è buffo vedere come si possa venir facilmente tacciati di razzismo se si osteggia Israele, mentre non sia assolutamente un problema accanirsi su palestinesi, libanesi e quant’altro. Anzi, l’insulto ai mussulmani terroristi ultimamente è quasi tutelato.
In uno scenario in cui due popoli ignoranti si muovono guerra in nome di entità fittizie, prendere le parti giuste diventa essenziale per restare tra i paesi del mondo che contano.
Via libera quindi a chi fa il mio bene calpestando le mie idee?
Questo e quanto vogliono che inizi a fare.
Questo è il segno della maturità, che a quato pare coincide con il riconoscere l’irrinunciabilità ai propri agi anche in virtù di comportamenti totalmente immorali.
Io non sono maturo.
A differenza di anni fa però colgo questa incongruenza di fondo e ne sparlo, conscio di non potervi porre fine.
Non mi fa stare meglio, non mi permette di vivere felice e spensierato questa realtà, ma almeno mi fa ancora sentire vivo.
Credo che sentirsi vivi sia riconoscere quanto la vita faccia schifo.
Persa questa capacità si è forse più felici, ma sicuramente meno consci di quello che è stare al mondo.
Probabilmente presto o tardi anche io perderò la capacità di rendermi conto delle cose e forse tornerò a trovare del buono in questa esistenza.
Questa pagina però resterà qui a ricordarmi come una volta, per quanto triste, depresso e amareggiato, fossi totalmente cosciente della dubbia esperienza che si chiama vita.

Si riaprono i contatti con l’esterno

Back on the net.
Dopo una settimana esatta, l’Infostrada ha riallacciato la mia linea telefonica e con lei è tornato il tanto atteso accesso ad internet. Senza poter accedere al blog mi sentivo a disagio. Non ho mai così tanta voglia di scrivere come quando non ne sono in possibilità.
In questa settimana sono successe molte cose, ognuna delle quali forse avrebbe ottenuto una paginetta propria su questo sito se ne avessi avuto le possibilità. Così non è stato ed ora sono nelle condizioni di dedicare a questi argomenti solo poche parole.
Ora il problema è scegliere quali e credo che per certe questioni sarà tutt’altro che facile. Come spiegare tutto ciò che mi è passato per la testa riguardo l’immediato dopo cena di Venerdì scorso?
Pensieri contrastanti, riflessioni, paure.
Speriamo vada tutto a finire per il meglio.
Per non parlare del fatto che ha chiuso uno dei locali chiave della mia vita: le Grotte di Realdino. E’ strano ricordare come ai tempi del liceo andarci fosse l’evento, mentre ultimamente passarci la serata era più assimilabile ad una tortura. Eppure il locale è sempre rimasto uguale a se stesso.
Noi no, evidentemente.
Sebbene uno dei sogni ricorrenti fosse vincere abbastanza soldi per comprare quel pub e raderlo al suolo, ora che ha chiuso sono dispiaciuto.
Sono schiavo della malinconia.
Più faccio mente locale più mi vengono alla mente cose accadute in questi giorni di cui vorrei parlare, come il live dei BoySetsFire di Lunedì, senza dubbio il concerto più HC che io abbia mai visto. Mai stato al cospetto di cotanta attitudine, mai visto un gruppo dare così tanto per un pubblico di sì e no cinquanta persone. Stima a profusione per loro.
Fa caldo.
Stare al computer ancora mi diventerebbe un peso.
Per questo dovrò esimermi dal parlare di Pessotto, se non facendogli un “in bocca al lupo” carico di stima, della nazionale che senza sapere bene come si ritrova ai quarti di finale, del “NO” che vince, ma non convince al referendum pur guadagnandosi il mio voto e del lavoro che assieme ai primi risultati porta un carico ancor più gravoso di impegno.
Non è detto che non torni magari nei prossimi giorni su questi temi, ma anche così non fosse non mi spiacerebbe più di tanto.
Non amo scrivere a freddo.

Foto del giorno n°10 – Last but not least
Maledetta Sterla
*In un’immagine, il meglio ed il peggio di Londra.

Multiple choice

Sono parecchio stanco, fisicamente e mentalmente.
Credo di aver battuto il mio record personale di studio in questi giorni e la cosa triste è che non so quanto possa servire. Il tempo era troppo poco. Avrei potuto non mettermici nemmeno e invece ho deciso per tentare comunque.
Vedremo cosa ne esce domani.
Il prossimo week-end si vota per il referendum senza quorum sulla riforma costituzionale. Dopo l’anno passato il mio rapporto con la massima espressione democratica è un po’ freddino. La delusione, non lo nego, era stata molto grande. Forse anche per questo non mi sono interessato alla questione fino a pochi giorni fa, tuttavia il tempo stringe e mi ritrovo con le idee confuse, poco tempo per chiarirle e l’impossibilità di farlo usando i media a meno che Vittorio Emanuele si pronunci sulla questione.
Da quel poco che ho capito l’abile mossa di unificare tutte le riforme in un unico quesito mi obbligherà ad optare per il male minore a meno che opti per la scheda nulla/bianca. Entrambe le opzioni hanno infatti qualche pro e qualche contro. La devolution sarebbe il caso di farla, ma non certo in questo modo. Sarei quindi per il “No”, ma il rischio è che una vittoria di questo schieramento porti a lasciare le cose come stanno e, così come stanno, non vanno certo bene. “No” senza remore invece alla mutilazione della figura del Presidente della Repubblica, perchè un garante costituzionale in questo paese è assolutamente necessario. Assolutamente “Sì” alla riforma anti ribaltone perchè disprezzo Mastella e quelli come lui, che aspettano il minimo appiglio per formare il tanto da me temuto Grande Centro. Se prendi i voti presentandoti con uno schieramento non dovresti poterti alleare con quelli che alle votazioni erano i tuoi avversari senza reinterpellare chi ti ha dato la preferenza. Questi sono i punti che penso di avere chiari, tuttavia non so nè se ho ben inteso questi, nè su cosa vertano tutti gli altri. Votare al momento non mi sarebbe possibile.
Devo trovare qualcosa per documentarmi.
Odio i quiz a scelta multipla almeno quanto i problemi di Chimica Analitica.

Foto del giorno n°8 – Stanford Bridge
Stanford Bridge
*Niente da dire, flauto magico Sheva si è scelto una bella casa.

La compianta monarchia

Girando per la rete non ho potuto fare a meno di notare come moltissimi blogger si siano dedicati a commentare gli episodi riguardanti Vittorio Emanuele di Savoia ed il suo strascico di misfatti.
Fino a quel momento io davo alla vicenda un’importanza pari a quella che per me può avere il campionato di pallamano polacco, tuttavia ho pensato che se in giro era riscontrabile tutto questo interesse per la faccenda, forse sbagliavo a non curarmene.
All’inizio ho faticato a capire da cosa nascesse tutto questo clamore. In fin dei conti di ricchi delinquenti l’Italia è piena, basti vedere Ricucci, Craniotti, Tanzi, Silvio Berlusconi, per non parlare di tutto il marasma che è venuto fuori dal mondo del calcio. Non siamo certo nuovi a queste situazioni. Eppure tutti ne parlano.
Il motivo non risiede neanche nel fatto che l’indagato in questione sia la persona più stupida che la storia mondiale ricordi, eccezion fatta forse per Flavia Vento. Avrei infatti capito se tutti fossero attratti dalle gesta di un demente di cotal spessore perchè pronti a cogliere in tempo reale (ihih) le stupidaggini che racconta in modo da riderne insieme al bar.
E invece no.
Il motivo che tiene tutto il nostro paese attento allo svolgersi di questa inchiesta è che l’accusato è l’erede al trono Italico. Sarebbe già buona cosa chiedersi di quale trono si parli, essendo noi una democrazia, e a quale titolo nobiliare si faccia riferimento essendo la Monarchia Italiana ed i suoi esponenti caduti ed esiliati dal Bel Paese nel dopoguerra.
Eppure, per l’opinione pubblica, il candidato alla 20° nomina consecutiva di “World Greatest Asshole” resta una figura aristocratica e nobile, distaccata, come fosse un gradino sopra noi plebaglia.
Svelato l’arcano di cotanto interessamento mediatico e fermamente convinto che, nella mia graduatoria personale, ora il campionato polacco di pallamano sia di molte lunghezze più in alto, ho avuto modo di fare un’altra riflessione.
Come sarebbe avere ancora la Monarchia?
Intendo una monarchia seria, non sul modello inglese dove i Reali non contano più nulla e sono solo fenomeni per incentivare il turismo.
Un Regno Italico governato dal Re.
Tra i lati positivi, anche qualora fosse l’idiota di cui sopra a portare la corona, vedrei sicuramente quello di non avere responsabilità in merito. Con la Democrazia chi governa è votato dalla gente. In realtà chi governa sul serio è chi ha in mano le redini economiche del paese e questi non vengono certo eletti a suffragio popolare, tuttavia noi eleggiamo gente che poi rappresenta l’Italia e le sue posizioni nel mondo. Se questi sono totalmente idioti, come spesso è accaduto e tutt’ora accade, la responsabilità si riversa su di noi cittadini. Io sento molto questa cosa e ne traggo parecchio disagio. E’ come se mi sentissi responsabile per un problema che in realtà non ho causato.
Con la Monarchia sarei alleviato da questo peso.
E non sarebbe nemmeno più necessario farmi credere che posso essere artefice del mio futuro e delle sorti del mio paese andando a votare. Meglio non avere la libertà ed esserne coscenti, che pensare di averla quando in realtà non la si ha per niente.
Tutte queste riflessioni mi riportano al solito punto d’analisi: se fossi nato pesantemente ignorante vivrei meglio.
In una dittatura poi sarebbe l’ideale.
Farei solo quello che mi dicono di fare, senza pormi problemi nè domande sul perchè farlo. Obbedirei solo perchè non avrei l’intelligenza e la capacità per poter capire che c’è anche la possibilità di non farlo. Vivrei felice con un decimo di quello che ho adesso solo perchè non potrei mai ambire o immaginare di avere nulla in più o di stare meglio.
Un po’ come in Matrix: vive meglio chi è ignaro di tutto o chi si è posto il problema di cercare la verità ed ha scoperto che la verità fa schifo?

Foto del giorno n°7 – Out of Heaven
Virgin Megastore
*All’uscita del Virgin Megastore di Piccadilly Circus…

A present for me?

Finalmente è arrivato il mio regalo di compleanno*.
Bellissimo.
Comprarlo on-line ci era sembrato un rischio, senza poterlo provare nè vedere se non in foto, tuttavia l’affare si è rivelato azzeccatissimo. Un grosso ringraziamento va fatto a Gigio del Family’s Street Shop che ce li ha procurati.
Nella foto si possono anche distinguere le lesioni che, fino alla visita dermatologica di domani, continuerò ad attribuire alla varicella.
Sono raccapriccianti e mi fanno ancora un prurito tremendo.
Spero che lo specialista mi risolva questo problema.
Avrei voluto scrivere di più, ma inizio ad avere sonno.
Starò al PC ancora qualche minuto nell’attesa di vedere un servizio sulla finale di Champion’s. Dopo tutto quello che è successo in questi giorni riguardo allo sport nazionale, ho perso perfino la voglia di vedere la partita dell’anno. Ora però sono curioso. Ho come il sentore che l’unica partita che ho scelto di non vedere quest’anno sia stata anche l’unica che valesse la pena vedere. Non sono comunque pentito, la serata che ho passato è meglio di qualsiasi partita non veda il Milan tra i contendenti.
Chiudo con il rammarico più grande della giornata: Mastella Ministro alla Giustizia.
Ed io che, con la nuova legislatura, volevo iniziare a crederci nella giustizia.
Ingenuo.
Billabong rulez!
*Grazie Bri!

Nel dolore l’anima politica si infiamma

Questa mattina mi sono svegliato con un atroce mal di schiena.
Devo aver preso freddo oppure aver dormito in una qualche posizione particolarmente contorta, sta di fatto che fatico seriamente a muovermi senza sentire fitte lancinanti.
Ridicolo.
Mi sento realmente ridicolo, un incrocio tra un vecchio corroso dai reumatismi e un paralitico.
Ho provato a contattare la mia sciamana di fiducia, la Paola, ma purtoppo non finirà di lavorare prima delle 21.00, ora cui io sarò già uscito di casa.
Dolorante.
Mio padre ha provato a massaggiarmi con un olio strano uscito da non sò dove e i risultati non sono stati troppo confortanti, visto che tutt’ora fatico a stare seduto senza rivolgermi all’Altissimo in tono di sfida.
Parlando d’altro: Bertinotti è presidente della Camera dei Deputati.
Cavoli.
Io non ricordo Nilde Iotti, ero abbastanza piccolo da non sentirmi in dovere di seguire la politica a quel tempo, quindi per me questa cosa è piuttosto sensazionale. Bertinotti, segretario di Rifondazione Comunista posto ad occupare una così alta carica non me lo sarei mai sognato. Era forse l’unico della Sinistra autentica a poterlo fare e, anche se ogni tanto pure lui parte per la tangente, credo sia abbastanza intelligente da fare un buon lavoro.
Quando vedo queste cose penso che forse la Sinistra italiana sta maturando.
Poi mi ricordo che tra i nostri abbiamo Mastella e mi ravvedo.
La cosa brutta è che il povero leader dell’Udeur non è certo il peggiore dei problemi. Il nostro problema serio è venuto fuori in tutto il suo splendore il 25 Aprile e il 1° Maggio a Milano. Quando ho letto dei fischi alla Moratti ho pensato: “Perchè vogliono farle pubblicità?”. Per un momento ho anche pensato che a fischiarla fossero prezzolati di Forza Italia messi li con un preciso e ben studiato piano mediatico.
Ho voluto pensarlo come per convincermi che a sinistra gente così cretina non ci sia.
A quel punto mi è tornato in mente Mastella e ho capito che, nella migliore delle ipotesi, la verità sta nel mezzo.
Non credo di essere troppo moderato nel mio pensiero politico. Su certe cose forse ho vedute fin troppo estreme, ma, cazzo, non mi sognerei mai di dire frasi tipo: “Bisognerebbe espropriare la proprietà privata!”.
A Nassyria intanto continua a morire gente e la cosa è solo un pretesto per litigare sull’intitolare o meno ai caduti vie e piazze. A prescindere dal fatto che in quasi tutte le città si può facilmente trovare Via/Piazza/Corso/ Caduti sul Lavoro e quindi non mi pare personalmente il caso di litigare su una cosa che già giustamente esiste e che non credo necessiti di sottocatogorie ulteriori, si può avere un paese diviso tra chi definisce eroi i caduti e chi grida ad altre dieci, cento, mille stragi?
Ci si può scannare prendendo due posizioni parimenti idiote ed arroccandosi su queste?
Evidentemente sì.
Come ultimo punto di questa mia dolorosa (in senso stretto, visto il mal di schiena) analisi non posso non citare i simpatici amici di Teheran che continuano a gridare quanto stiano facendo per essere competitivi nella corsa agli armamenti nucleari. Sebbene ritengo che si tratti di una sfilza infinita di proclami populisti e privi del minimo fondamento e riscontro che il governo iraniano fa per tener buoni i suoi cittadini, la cosa che non mi spiego è perchè mamma U.S.A. non abbia già messo in moto la sua inarrestabile macchina bellica. Se per far la guerra all’Iraq è bastato il sospetto, mai comprovato per altro, della presenza di armi di distruzione di massa nelle mani di Saddham, perchè la dichiarazione di Ahmadinejad di averle ed essere pronto ad usarle contro l’occidente infedele non è sufficiente a motivare un intervento armato?
Non lo so.
Magari me lo spiegherà Emilio Fede nel TG4 di domani.

Odio

Non può essere vero.
Dopo quanto si è visto in campagna elettorale avrei ritenuto un fallimento stare sotto il 60%.
Siamo forse riusciti a perdere.
Anche qualora avessimo pareggiato o vinto di poco il mio umore resterebbe lo stesso.
Il mio paese mi fa schifo.
I suoi abitanti mi fanno schifo.
Non riesco nemmeno ad esprimere l’odio che provo per il popolo italiano.
Meglio che smetta qui.
Non è facile.

“I just wanna say I think killin’ is wrong, no matter who does it, whether it’s me or y’all or your government.”

Al ritrovamento del cadavere del piccolo Tommaso, la situazione è piuttosto pesante.
Alessandra Mussolini dichiara: “Gli assassini del piccolo Tommaso vanno giustiziati. Subito un referendum per chiedere al popolo italiano la istituzione della pena di morte per chi uccide i bambini.”.
La gente ha quasi linciato Alessi, uno dei carnefici dell’infante.
L’associazione “Detenuti non violenti” ha promesso pesanti ritorsioni sui colpevoli una volta incarcerati.
Apparentemente più assennata la reazione di Calderoli che dichiara: “In questo momento il dolore per la morte di Tommaso è così forte che, forse, sarebbe meglio non parlare: siamo attoniti di fronte ad un episodio così terribile, certamente una delle cose più atroci e orribili che siano mai capitate in questo Paese.”. La lucidità però non dura molto, visto che il suo intervento prosegue in questo modo: “In questo momento oltre al dolore, è forte anche la rabbia per quanto accaduto, per questo posso comprendere la rabbia del collega Ettore Pirovano quando arriva a chiedere la pena di morte per chi si macchia di delitti aberranti come questo. Ci si trova di fronte non a balordi ma a bestie, che arrivano a sopprimere un bimbo, colpendolo con un badile, solo perchè piange e le bestie feroci in quanto tali dovrebbero essere soppresse.”.
Queste reazioni, che alcuni definiscono “comprensibili”, mi lasciano non poco perplesso.
Personalmente sono profondamente sconvolto dalle barbarie che alcuni miei simili possono essere in grado di compiere, come è avvenuto in questo caso, tuttavia non voglio nemmeno pensare di dover vivere in uno stato governato dalla violenza e che prende i suoi provvedimenti in ambito di giustizia facendosi guidare dalla rabbia e dalla volontà di vendetta.
Sono fermamente convinto che per Alessi e soci vivere un’intera vita in galera logorato dal rimorso sarà ben più pesante di un’iniezione letale, un impiccagione in pubblica piazza o il sostare di fronte ad un qualsiasi plotone d’esecuzione. Senza un futuro da vivere la morte è solo un sollievo.
Ora la domanda è questa: io sono profondamente convinto che non sia nel diritto dell’uomo uccidere i suoi simili in alcun caso, tuttavia mi rivolgo a coloro che reputano giusta un’azione del genere. Siete sicuri di voler fare questo favore agli assassini?