Lo schiumone
Paese che vai, usanza che trovi.

Il countdown da vacanza è iniziato.
Tra quattro giorni, più o meno a quest’ora, sarò in quel di Istambul pronto ad iniziare il mio tour attraverso le mi si dice meravigliose terre turche e devo riconoscere che poche volte ho avuto una voglia così spasmodica di partire.
Ho voglia di vacanze.
Roba che oggi ho preso un “Mojito Soda” alle macchinette del lavoro, scoprendolo una lemonsoda con concentrazioni omeopatiche di aroma di menta. Una merda, a voler essere sintetici. Insomma, il clima è quello, e dover tirare ancora quattro giorni non aiuterà a smorzare i toni.
Prima di partire, gli obbiettivi da me prefissati erano essenzialmente due:
Il primo consisteva nell’acquisto di una montagna di canotte. Questa sarà l’estate della canotta, fatevene una ragione. Tank summer. Io, di certo, di farmi trovare impreparato proprio non avevo voglia, così mi son dato agli acquisti.

Eccole. Tutte belle, tutte incapaci di starmi bene. Però vaffanculo, almeno per una volta non tornerò con l’abbronzatura di chi è stato sui ponteggi per due settimane, evitando l’odiosa riga a mezzo bicipite tipica del t-shirt guy.
Il secondo punto invece stava nel mettere insieme il classicissimo CD della vacanza. La modalità scelta è quella dell’ultima volta, con 10 tracce per partecipante sapientemente accostate, equalizzate e masterizzate dal sottoscritto.
Rispetto la volta precedente, sto giro si parte in quattro quindi i CD saranno solo due, di venti tracce ciascuno. Li sto risentendo in questo momento e, sinceramente, sono una roba che va ampiamente al di là del bene e del male.
CD1:
01 - Gabri Ponte Ft. Dorotea Mele - Lovely on my hands (Simo)
02 - Foo Fighters - Walk (Polly)
03 - Florence and the machine - Shake it out (Giudi)
04 - Cancer - I Felt Hope (Manq)
05 - Shakira Feat. Pitbull - Rabiosa (Simo)
06 - Baustelle - Charlie Fa Surf (Polly)
07 - The Ting Tings - Hands (Giudi)
08 - Finch - Without You Here (Manq)
09 - Scissor Sisters - Only The Horses (Simo)
10 - Max Pezzali Ft. J-Ax - Sempre noi (Polly)
11 - M.I.A. - Bad Girls (Giudi)
12 - Lit - Zip-lock (Manq)
13 - Pitbull Ft. Chris Brown - International Love (Simo)
14 - Coldplay - Speed of Sound (Polly)
15 - Rebecca Ferguson - Glitter & Gold (Giudi)
16 - Derozer - Mururoa (Manq)
17 - Avicii - Levels (Simo)
18 - Jimmy Eat World - The Middle (Polly)
19 - Planet Funk - These Boots Are Made For Walking (Giudi)
20 - Defeater - I Don’t Mind (Manq)
CD2:
01 - Biffy Clyro - Mountains (Polly)
02 - Arisa - L’Amore È Un’Altra Cosa (Giudi)
03 - Justin Bieber Vs. Slipknot - Psychosocial Baby (Manq)
04 - Jennifer Lopez Ft. Pitbull - Dance again (Simo)
05 - Linkin Park - Burn It Down (Polly)
06 - FloRida - Whistle (Giudi)
07 - MxPx - Wrecking Hotel Rooms (Manq)
08 - Tacabrò - Tacatà (Simo)
09 - Foo Fighters - These Days (Polly)
10 - Le Tigre - I’m So Excited (Giudi)
11 - The All-American Rejects - Move Along (Manq)
12 - Guru Josh - Infinity 2012 (Simo)
13 - Minnie’s - Se Arriva Il Temporale (Polly)
14 - Lana Del Rey - Blue Jeans (Giudi)
15 - Blink 182 - Wasting Time (Manq)
16 - DJ Antoine - Ma Cherie (Simo)
17 - James Blunt - Carry you home (Polly)
18 - Coldplay Ft. Rhianna - Princess of China (Giudi)
19 - Vs.Rome - It’s Home Where I Am Not (Manq)
20 - Bob Sinclar ft. Pitbull - Rock The Boat (Simo)
Come detto, roba per stomaci forti. Dovendo giustificare le mie scelte, volevo roba estiva, roba che non desse troppo fastidio agli altri, ma neanche che fosse completamente digeribile viste le innumerevoli tracce di Pitbull che mi son state recapitate tra capo e collo. E poi ho messo cose che, per motivi vari che vanno dal compilare liste improbabili dei pezzi degli ultimi due decenni al vedere concerti che pensavo facessero schifo e che invece no, sto ascoltando parecchio.
Bon, questo post da aria di vacanza può considerarsi concluso.
Vado a farmi una doccia.
Ieri sera stavo chiacchiarando con Ze riguardo alla scoperta del Bosone di Higgs. In quanto uomini di scienza, o nel mio caso quantomeno autoproclamatosi tale in maniera arrogantella (cit.), la scoperta di questa particella fondamentale non ci ha lasciati indifferenti, pur non avendo io capito minimamente di cosa si tratti e quale sia il suo nesso con Dio, l’universo ed il Big Bang.
Ad ogni modo, mentre ne discutevamo, Ze mi guarda e mi dice una cosa tipo: “Massì, è la particella fondamentale. Spiega tutto. Senti qua…” e a quel punto snocciola lì una teoria che, effettivamente, spiega tutto.
Teoria che, autorizzato dall’autore, qui riporto in maniera che possa rimanere scritta da qualche parte.
La scoperta del bosone di Higgs, oltre a convalidare varie teorie scientifiche, apre chiaramente ad una nuova concezione e conoscenza dell’esistente che porterà nel prossimo futuro a una serie notevole di innovazioni tecnologiche e scientifiche. La più rilevante, per quanto concerne questa teoria, è la possibilità di viaggiare indietro nel tempo.
L’ottantaquattrenne scienziato inglese a questa cosa lavora già da tempo imprecisato, ma perchè il suo metodo funzioni è necessario arrivare a conoscere il fantomatico bosone. Con quella nozione e quanto ne deriva, la teoria che permette il “jumpback” (come lo definisce Higgs) è attuabile e necessita solo di essere messa in pratica.
Servono i cosiddetti tempi tecnici, diciamo ancora cinque mesi scarsi.
A lavorare su questo progetto ci sono un gruppo di suoi collaboratori, che prossimamente ultimeranno e collauderanno questa innovativa scoperta. Uno di loro, durante il “Jumpback”, finirà dai Maya e racconterà loro tutto, ma proprio tutto, della storia da lui vissuta fino al giorno in cui è saltato indietro nel tempo.
Giorno che, ovviamente, sarà il 21 Dicembre di quest’anno.
Da lì poi una serie di malintesi hanno portato i maya prima a fidarsi degli Spagnoli, che come il viaggiatore temporale si presentarono dicendo di venire da oltre l’oceano, e poi a formulare ipotesi sulla fine del mondo che in realtà è semplicemente la fine delle conoscenze future di una persona che, il 21-12-2012, è tornata indietro nel tempo.
La spiegazione è talmente lineare da fare paura.
Ze sosteneva che questa teoria può spiegare tutto. Lui era particolarmente focalizzato sulla deriva dei continenti, ma non saprei dirvi perchè. In quel momento infatti io ero intento a collegare questa cosa con l’altra teoria fondamentale di cui scrissi tempo fa: ovvero quella sulla provenienza di Gesù.
Eccitato da questa idea, sono andato a vedere sulla pagina del dipartimento di Higgs se qualcuno dei vari studenti, assistenti e ricercatori potesse avere, almeno per l’aspetto, le carte in regola e, così d’istinto, indicherei uno tra Sam Yoffe, Jamie Hudspith e Rudy Arthur come papabile (gioco di parole). In quest’ottica anche il nomignolo tanto discusso di “Particella di Dio” acquisterebbe tutto un altro spessore.
Questa quindi è la teoria che spiega l’origine di tutte le cose. Mi sarebbe piaciuto fosse Ze a scriverla per benino su questo sito, sarebbe stata esposta anche mille volte meglio, ma realizzo ora, a fine post, di non averglielo neppure chiesto.
Shame on me.
Io sono una persona che cambia umore e idea ogni due secondi.
Ieri, bazzicando quei quattro/cinque blog che quotidianamente leggo, è saltata fuori questa cosa del fare una lista di dieci canzoni degli anni ‘90. O meglio de “Le 10 canzoni degli anni ‘90″ che definiscono l’epoca. Tipo che al solito la cosa è partita da questo post di Bastonate ed è stata ripresa in simultanea da quest’altro post su Junkiepop. Io, come dicevo, prima di mettermi a stendere il post che segue ho attraversato diverse fasi.
La prima cosa che ho pensato è stata: “Figa lo faccio subito anche io.”.
La seconda è stata: “Mmmhh, no. Lascio perdere. Che poi tanto farei una lista di 10 pezzi HC melodico. Anzi questo mi fa venire in mente che da mesi dico di voler fare due o tre post monografici in cui metto insieme due o tre compilation dei generi che più mi hanno preso da che ascolto musica.”.
Fase tre: “Sta cosa delle monografie è figa, però potrei comunque fare quella lista dei dieci pezzi. Anche perchè, pensandoci, dieci pezzi dei miei anni novanta non devono per forza essere dieci pezzi HC melodico. C’è un botto di roba che per me riassume gli anni ‘90. Lo faccio.”.
Così è. Ok, ci sarebbe anche tutto un sotteso di pare dovute al non voler dare l’impressione di quello che tenta in tutti i modi di inserirsi in un certo contesto sociale, ma su quello è meglio sorvolare, che siamo tutti adulti. Comunque la regola del gioco è facile: 10 canzoni, LE 10 canzoni che identificano gli anni ‘90. Niente elettronica (complicato) e niente rap (easy). Se a casa ho tempo linko i video, che da qui è un delirio. Altrimenti basta andare su youtube facendo copia-incolla.
The offspring - Self esteem
Spiega: tutto inizia da lì. L’adolescenza, affermare la propria personalità omologandosi a trend cui però si omologano solo in pochi. Sto disco è uscito il giorno del mio tredicesimo compleanno. L’ho scoperto adesso. 1994.
U2 - Discoteque
Spiega: gli anni del liceo. Io, Ciccio e gli evidenziatori battuti sul banco a ritmo, durante le lezioni. Rappresentanti di classe. “La Vecchia” che interroga in Italiano, il voto di grammatica che da oggi pare non conti più, il panico in classe, io e Ciccio impreparati come tutti, ma investiti da un senso del dovere che boh. Ci offriamo noi e prendiamo a testa altissima un 5 che in altre circostanze sarebbe stato un 4. La Vecchia che, in cuor suo, aveva apprezzato il nostro sacrificio. 1997
NOFX - Bleeding Heart Disease
Spiega: i NOFX sono il mio gruppo anni novanta se ce n’è uno. Negli anni novanta non c’era internet, non c’erano gli mp3 e i dischi dovevi farteli passare da qualcuno. A me dei NOFX han passato “Heavy petting zoo” e siccome ero giovane, non leggevo le riviste con le recensioni e non frequentavo tutta quella massa critica del “si però rispetto a Punk in drublik è un disco di merda”, a me “Heavy Petting Zoo” ha spaccato il cuore in due. 1996.
Blur - M.O.R.
Spiega: negli anni ‘90 impazzava il brit-pop. Oasis vs. Blur. A me non fregava un cazzo, ma pareva che non si potesse non avere opinione in merito, allora. Scelsi i Blur perchè mi piaceva “Song 2″ e così comprai il disco. Solo che M.O.R. era più figa. 1997.
Derozer - Branca day
Spiega: la prima vacanza da solo io l’ho fatta con gli amici in puglia, in un villaggio che per l’occasione era stato dato interamente a disposizione a studenti delle scuole superiori. Si chiamava tipo “Student’s village”. Nella top 3 delle mie esperienze di vita. La sera si ballava e mettevano la dance per quasi tutto il tempo, ma all’improvviso potevano partire dieci/quindici minuti di rock ed era il degenero. Tipo Robi s’è spaccato un labbro nel pogo e il medico del villaggio voleva dei soldi per ricucirlo, quindi s’è tenuto lo sbrego premendoci sopra una lattina di the alla pesca. In quei minuti questa andava fortissimo. Io limonavo con una che se ci penso mi stimo molto poco. 1995.
Marilyn Manson - The beautiful people
Spiega: negli anni novanta era bello essere contro qualcosa. Io ero contro il metal. Presente quella diatriba per cui se ti piace il punk ti devono stare sul cazzo i metallari? Ecco, a me girava così e non era un grosso problema perchè il metal mi faceva abbastanza cagare davvero. Dovevo solo negare di aver ascoltato “Master o puppets” e “Fear of the dark”, innocentemente registrati sul b-side delle cassette dei NOFX e dei RANCID prima di scoprire che non si poteva fare. Insomma, Marilyn Manson era un simbolo contro cui andare e io mi ci scagliavo volentieri. 1996.
Lit - Zip-lock
Spiega: gli anni ‘90 erano gli anni dello stare bene e questo disco è il disco dello stare bene. Poi se a 17 anni vai ad un concerto è c’è uno che suona la chitarra con un vibratore, diventa idolo per forza. 1999.
883 - Gli anni
Spiega: come fosse possibile vivere di ricordi a diciannove/vent’anni io ancora non me lo spiego. Però ce la si faceva abbondantemente e Max era un po’ il nostro mentore, da questo punto di vista. Nessuno che ha mai neanche visto un paio di Roy Rogers o una partita del grande Real, però la si cantava tutti insieme ricordando non si sa bene quale glorioso passato. 1995.
No Use for a Name - Not your savior
Spiega: velocità. L’HC melodico era la mia risposta al bisogno di velocità di quegli anni. Il tentativo di evolversi rispetto alla base, di sviluppare un gusto proprio, ma contemporaneamente il rendersi conto di preferire pantaloni corti e cappellini da baseball a chiodo e spille da balia. Essere e aparire. 1999.
Blink 182 - Josie
Spiega: negli anni novanta ero un teen-ager e volevo una ragazza. Grazie al cazzo. La cosa è che io la volevo proprio così, pure che del testo capivo si e no una parola ogni cinque. 1997.
Ecco la mia lista dei 10 pezzi che definiscono gli anni ‘90 per come li ho vissuti io. L’ho scritta di getto, potrei già volerla cambiare, ma va bene così. Comunque i post con le compilation li farò, prima o poi.
Ieri sera sono andato all’ultima data del reunion tour degli Shandon.
Quando dici Shandon le possibili reazioni dell’interlocutore sono essenzialmente due. La prima prevede il classico e se vogliamo legittimo: “E chi cazzo sono?”. Chi li conosce invece tende a rispondere: “Ah, quelli di Questosichiamaska!”. Ecco sì, sono proprio loro che, dopo diversi anni, hanno deciso di tornare a suonare insieme dodici date, un po’ per i fan rimasti orfani, un po’ forse per loro che avevano voglia di farlo.
C’è stato un tempo, un’estate di diversi anni fa, per cui senza farlo apposta io e i miei amici ci si trovava sistematicamente in posti in cui stavano suonando gli Shandon. Non lo si faceva apposta, non era una cosa voluta, semplicemente qualsivoglia locale o sagra di paese cui si decideva di andare li vedeva on stage. A qualcuno piacevano di più, ad altri meno, ma nessuno s’è mai lamentato della cosa.
Molti anni dopo, abbiamo quindi deciso di partecipare alla “festa” della reunion e di andare ad assistere all’ultima data, ieri sera appunto, in quel del Nautilus di Cardano al Campo.
Ieri sera gli Shandon hanno suonato più di un’ora ripescando pezzi un po’ da tutti i loro dischi. Io, alla fine, conoscevo in tutto sette pezzi. Non avendoli seguiti per metà abbondante della loro carriera, mi pare un bilancio comunque positivo.
Tra questi pezzi non c’è Questosichiamaska. Non l’hanno suonata. Il motivo, probabilmente, è quello spiegato nel video qui sotto, tratto da una delle prime date del tour.
Personalmente a me quella canzone lì non è mai piaciuta. Io, ieri sera, speravo di sentire altri pezzi: Vampire girl, Noi-Oi!, L’Informazione e la sempre ottima “My sun”, unica che hanno suonato. Però ecco, un po’ mi ha spiazzato come scelta. Mettiamola così, un reunion tour di questo tipo credo abbia la valenza che ha il sedersi con gli amici e guardare le vecchie fotografie. Tenere nel cassetto quelle a cui son collegati più ricordi è una scelta che non comprendo appieno. Insomma, se una band dopo anni decide di smettere di suonare il suo pezzo più conosciuto a me la cosa non sconvolge, ma ho avuto l’impressione che questa decisione facesse un po’ a cazzotti con lo spirito del tour.
Ad ogni modo il concerto è stato gradevolissimo, divertente, con tanti pezzi che come detto non conoscevo, ma che mi son sembrati buoni (uno dovrebbe intitolarsi qualcosa tipo “Novembre” ed un altro invece, se ho capito giusto, è un pezzo dei The Fire). Mi sono divertito.
A fine set, come vuole la regola, tutti in pista a ballare la selezione di pezzi scelta dal DJ resident del Nautilus.
Si parte con un pezzo dei Rage Against the Machine, si passa a “The kids aren’t allright” (che avevano già messo appena prima dell’inizio del concerto) e “Self esteem”, poi arrivano “Aca toro e “Cannabis”", di nuovo i RATM con “Killing in the name” (anch’essa già messa prima) e per finire “Toxicity” (terzo bis del pre concerto). A quel punto ce ne siamo andati.
Dico, ma è possibile che ancora oggi, nelle discoteche rock, ci sia sempre la stessa cazzo di scaletta che c’era nel 1998? Neanche gli stessi artisti, che già sarebbe incomprensibile, ma proprio gli stessi pezzi. C’è gente che è quindici anni che tutti i sabati va a ballare la stessa musica. Le stesse venti canzoni. Perchè io me ne sono andato, ma scommetto che la scaletta è continuata con “Beautiful people”, “Rollin’”, “Smells like teen spirit”, “Tutti in pista”, “Cheope” e via dicendo.
Mi chiedo, ma c’è davvero chi paga un DJ per mettere la stessa scaletta ad oltranza? Ma chi li gestisce questi posti? Lo capisco che per far ballare la gente, se sei scarso, hai bisogno dei pezzi che la gente conosce. Però puoi fare lo sforzo di cercarne altri, altrettanto noti, e di intervallarli con qualcosa di personale, qualcosa che magari in pista conoscono in pochi e che susciti la curiosità di chi ascolta.
Quindi nella stessa sera, nello stesso locale, son passato da una band che pur nella volontà di festeggiare un tempo che non c’è più ha deciso di metterci la personalità e la faccia e proporre una scaletta quantomeno figlia del loro gusto attuale, per arrivare a un DJ (che chiamare tale fa ridere) che ripropone con ottusa determinazione da quindici anni le stesse canzoni.
La combinazione, fidatevi, è stata surreale.
A Capodanno sono andato a Budapest e ho fatto delle foto.
Alcune di queste, poche per la verità, sono visibili qui.
Il viaggio è stato bello, la compagnia è stata bella.
Non è che ci sia dell’altro da scrivere, ad essere onesti.
Data astrale 22-12-2011.
Dopo ventitrè mesi, Manq lascia le terre teutoniche per il rientro in patria a tempo indeterminato. Sono stati due anni lunghi, per certi versi, ma sono comunque trascorsi in un lampo.
Non sempre è stato facile vivere qui, non sempre è stato bello relazionarsi con la gente del posto, ma spesso lo è stato e questo alla fine, un po’ di malinconia addosso me la mette. La scelta di rientrare non è mai stata in discussione e non c’è dispiacere alcuno nell’essere riusciti a metterla in atto, però come ogni volta che qualcosa di importante finisce, resta quel sapore salato di ricordi, momenti belli e brutti, atmosfere, persone, vita.
Martedì ho messo in ordine tutte le mie cose in laboratorio, classificando scrupolosamente sei anni di protocolli, risultati, reagenti, foto, video. Alla fine ero commosso. Ci sta.
Da Gennaio si ricomincia da capo: casa nuova, lavoro nuovo e vita nuova. Già perchè è ovvio che nulla sarà esattamente com’era prima che partissi. Due anni son passati per tutti, quindi bisognerà riabtuarsi alla proprie abitudini, rientrare nella routine abbandonata, risalire su un treno da cui son sceso per un po’, ma che ha ancora a bordo tutti i miei bagagli.
Bon, finiamola qui con sto post pretenzioso e malinconico.
Chiudo con una piccola raccolta di immagini, istantanee di quello che più o meno per me son stati questi due anni.
2010-2011: My Germa years.
Cius!
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