31 luglio, 2008

Google Hit List [Luglio 2008]

Etichette: Google Hit List

Il mese scorso tale maancheno mi ha fatto notare come io sia indicizzato benissimo su google per quanto riguarda la chiave “lepecoso”.
Grazie della segnalazione.
In realtà adesso è diventata una mia priorità tentare di occupare anche la prima posizione dell’elenco, tuttavia non so come fare. Forse dovrei scrivere il significato di lepecoso, o forse dovrei scrivere lepecoso molte e molte volte.
Forse potrei tradurre lepecoso in diverse lingue.
Cosa vuol dire lepecoso?
Potrei scrivere lepecoso: definizione.
Insomma, questo è tutto quello che mi è venuto in mente per cercare di ottenere il risultato voluto.
Ora però vorrei sapere perchè maancheno stava cercando in internet lepecoso.
Sono molto curioso in merito.
Parlando della classifica del mese invece, devo riconscere alle prime due posizioni una classe che da un po’ mancava a questo appuntamento. Oltretutto anche le restanti voci della classifica non sono malaccio e quindi torna in me un certo grado di soddisfazione.
Vorrei solo capire perchè un buon 30% delle mie chiavi di ricerca continui ad essere incentrato sul sesso orale.

1 – come si fa a restare incinta
2 – il calcio è uno sport inutile e sciocco
3 – jason mraz è omosessuale?
4 – righe regimental
5 – “tute da nuoto”
6 – accoppiare camicia e cravatta
7 – classifica delle pillole anticoncezionali
8 – cosa vedere a interlaken
9 – un due tre ciapa cal ghe
10 – salmakki

Nota: aggiornata la sezione “musica”

11:03 am

29 luglio, 2008

Due righe di quelle che una volta scrivevo spesso

Oggi scrivo in attesa che venga pronta la pasta.
Non la mangerò sta sera, perchè come ormai sanno anche i muri il carboidrato in the evening è molto poco cool, ma potrò gustarla per i prossimi 2/3 mezzogiorni.
Trattasi di amatriciana, aka soffritto di cipolle in un velo d’olio extravergine, pancetta dolce rosolata, peperoncino e salsa di pomodoro in tocchetti.
La passata non è mai stata una mia passione.
Odio i sughi liquidi che lasciano la pasta rosino scondito.
Ho appena assaggiato il prodotto: delizioso.
Per la cena tuttavia il menu propone bistecca alle ormai famigerate erbe provenzali e spinaci bolliti, da cucinare nonappena la pentola avrà finito con la pasta.
Mentre scrivo posso ammirare il mio nuovo soggiorno, giunto in casa già da Venerdì, ma solo da ieri in grado di esprimere appieno le sue potenzialità.
Sono soddisfatto.
I mobili sono belli, il rosso è un bel rosso ferrari e il tutto secondo me si amalgama bene con gli spazi del mio caldo e accogliente bilocale. Al momento ho la casa ridotta come un campo di battaglia a causa dei lavori di montaggio e dei lavori di ristrutturazione della facciata esterna, ma conto che quanto prima qualcuno verrà a prendersi un po’ di euri in cambio di una pulizia generale in grado di ridare alla mia casina il fascino che le appartiene.
Intanto, con i mobili ormai collocati al loro posto, è iniziato lo studio per l’arredamento delle pareti. Ad oggi l’unico “quadro” affisso nel mio soggiorno è l’edizione della Gazzetta dello Sport in cui Cannavaro alza al cielo la Coppa del Mondo.
E’ all’ingresso e credo vi resterà.
Ieri sera tuttavia ho realizzato altre due cornici, sempre destinate al soggiorno.
Della prima avevo già parlato e quindi mi limito a scriverequesto: detto, fatto.
La seconda invece racchiude la prima pagina dell’articolo che è uscito a mio nome e di cui ho già parlato.
Sì, sono megalomane.
Ora credo mi rimanga solo da trovare un modo di occupare la parete sopra il divano. Pensavo di farlo con delle foto, molte foto di luoghi, persone e cose che ho sempre piacere nel rivedere.
A questo scopo mi tornerebbero utili dei portafoto che vidi una volta all’Emporio 31.
Direi che tre o quattro potrebbero bastare.
Bene, vado a scolare gli spianci e ad impiattare la bistecca, visto che aspetto visite.
Stare in lab non è mai stato così difficile.

9:31 pm

25 luglio, 2008

Pubblicazione

Etichette: Lavoro,Scienza

Era nell’aria da un po’, attendevo solo l’ufficialità della cosa.
Un po’ come il caso Ronaldinho.
Direi che mi posso concedere un po’ di autocelebrazione.

11:52 am

23 luglio, 2008

One more time with feeling

Sono tornato.
In realtà sono atterrato a Malpensa ieri, ma visto che è solo da domani che riprenderò a lavorare fisso ad oggi il mio giorno di rientro dalle ferie.
L’idea è scrivere un post sul mio viaggio ai Caraibi, ma parto già con l’anticipare che non sarà per nulla facile da stendere, visto che si è trattato del viaggio più bello della mia vita.
Non c’è gara.
Credo di poter affermare di aver visto ogni sfaccettatura di Cuba, ogni suo risvolto, e di averli apprezzati appieno tutti, nessuno escluso.
Ho fatto anche diverse foto di cui sono molto molto deluso, anche se Bazzu su di loro ha espresso parere positivo. Mi piacerebbe sapere perchè gli piacciano visto che io le trovo bruttine, ma confido che presto mi dia le motivazioni del suo pensiero.
Intanto butto on-line il link alla pagina, giusto per completezza e per avere eventualmente ulteriori pareri.
Partirei volentieri con la narrazione della vacanza, ma posso garantire che l’opera è quantomai difficile. Troppo materiale cui attingere, troppi aneddoti, troppi ricordi.
Ci provo.
La vacanza è cominciata a la Habana. 36 ore di immersione nel clima torrido e umido di cuba, nello smog delle macchine anni ’60 e nelle usanze della popolazione del luogo. Posto semplicemente surreale, personaggi anche più incredibili. Si sta in giro, in cinque, tra i cartelloni della propaganda Castrista e i locali Jazz accompagnati da una buona Bucanero (birra e sponsor della vacanza, il cui spot potrete trovare qui) e da qualche simpatico personaggio. Qui facciamo la conoscenza di Roberto e della sua fidanzata, che ci offrono dei sigari, ci portano in un locale a vedere le prove dello spettacolo serale di salsa, si bevono con noi il mojito più caro dell’isola (addirittura 5 CUC aka 3,5 Euri) e cercano in tutti i modi di piazzarci dei Montecristo n°4 alla metà del prezzo cui si comprerebbero nei negozi: 140 CUC per 50 sigari venduti generlamente a 107 CUC ogni 25.
E’ il primo giorno.
E allora di CUC gliene dai 110 per 25 sigari, dicendo che 50 non ti servono e stando a guardare mentre il tipo fa grottescamente finta di sbagliare a contare i soldi per estorcerti altri 10 CUC. A quel punto esci da casa sua convinto di aver preso una solita sonora inculata, ma in realtà hai semplicemente pagato dei sigari il loro prezzo di mercato, permettendo di campare a della gente che altrimenti, se li avessi acquistati in negozio, non avrebbe visto una lira.
Poi ci si sposta a Viñales e li facciamo conoscenza con il mago.
Scrivere tutto riguardo al mago è impossibile.
Il mago è il mago.
E’ quello di cui non sapevamo il nome e che però teneva le nostre chiavi di casa, quello che ci ha portato a mangiare in casa di sua zia dicendo che era un ristorante esclusivo, quello che ci ha fatto da cicerone per una giornata senza volere un solo CUC, quello che ci ha fatto assaggiare la canna da zucchero, quello che ha provato a farci le gomme senza riuscirci, quello che ci ha affittato una finca in mezzo al nulla e gestita dalle tarantole, quello che alle 4 di notte ci ha portato da un suo amico gommista in mezzo alla giungla e che ci ha bucato una gomma per poi ripararcela per portare a casa 10 CUC, quello che per paura di passare dei guai alla fine non ha voluto i 70 CUC dell’affitto della sopracitata finca, quello che ci ha messo 3 giorni a fare il viaggio che noi abbiamo fatto in 4 ore.
Come detto, il mago è il mago e non c’è altro da aggiungere.
E poi c’è stata Maria la Gorda con la sua spiaggia deserta, il suo mare da pelle d’oca, i suoi coralli, i suoi pesci, gli squaletti visti e fortunatamente non riconosciuti al primo sguardo, l’ennesima gomma bucata in mezzo al niente, il viaggio di Peich e Ori sul carro per raggiungere il primo gommista a 16 Km, l’uragano sopportato in mezzo ad una strada con la macchina sul crick e noi sotto l’acqua, l’intero paese (10 persone vecchi e bambini compresi) a tentare di aiutarci in tutti i modi, il testimone di geova che prova a convertirmi sotto l’acqua con una gomma tagliata e l’altra dispersa chissà dove insieme a due dei miei compagni di viaggio, ma soprattutto il tormentone della vacanza: “Ponchada?” “Sì” “E il repureto?” “Ponchado!” “Ohhhhhhhhh!”.
L’avevo detto, troppa roba per essere raccontata.
E rimarrebbero ancora Varadero e il suo all inclusive per ricchi sudamericani, un posto in cui l’occidentale medio ha schifo anche solo a scendere dalla macchina; Cayo S. Maria con il suo all inclusive per signori, in cui ho passato tre giorni indescrivibili (letteralmente, visti i vuoti di memoria causati dalla smodata assunzione di alchool); Trinidad e la sua Salsa in piazza; Cinfuegos e la sua cena problematica; l’Origgi che fraternizza con gli indigeni e canta ad un bambino cubano-napoletano una versione quantomai strana della vecchia fattoria in cui gli animali sono quasi tutti crostacei a parte il leone; la baia dei porci, l’hotel Moka ed il suo rebus (4,4).
Ripensandoci sto ancora male.
Viaggio esagerato.
Tutto ben oltre le più rosee aspettative.
Mi spiace se rileggendo questo post non sarà possibile cogliere il senso o lo svolgimento reale dei fatti, sono disponibile a dare spiegazioni di persona a chiunque le necessiti.
Mi prendo anche una riga o due per ringraziare il Bell’uomo, che andando al concerto dei Bad Religion aveva saputo darmi un gran consiglio.
Uno di quelli che sono molto contento di aver ascoltato.
Alla lettera.
Ora si riprende a lavorare.
Domani mattina ore 9.30 rientrerò in laboratorio conscio di doverci stare per tutto Agosto.
La cosa però non mi tange granchè perchè l’estate non è finita.
L’estate è appena iniziata, anche se ho già esaurito le ferie.
Il grido al momento è uno solo: TOGA!

Nota: aggiornata la sezione “foto”

1:39 am

8 luglio, 2008

Riepilogando

Etichette: Viaggi

Tra poche ore parto per Cuba.
Ho preparato Norge, il mio zaino, e credo di averci messo tutto.
Ho il mio cappello di paglia, la mia collana di palle di legno, i miei ray-ban wayfarer bianchi, la mia borsetta da gay in vacanza.
Ho caricato le batterie della mia macchina foto e ho caricato un quattro giga scarsi di musica sul mio MUVO.
Ho fatto anche il CD della vacanza. E’ estivo, c’è un sacco di roba nuova, un sacco di roba vecchia, un sacco di roba molle e quasi esclusivamente roba che si può trovare a suo agio su una spiaggia caraibica.
Tra pochi minuti Peich, Ori, Max e Paola verranno da me ed inizieremo ad abituarci al fuso orario.
Prima di partire.
L’unica cosa che restava da fare era scrivere due righe sul blog, ma ho ormai fatto pure quello.
Hasta la vista, baby.

10:46 pm

6 luglio, 2008

How to ruin Vergani’s wedding

Etichette: H'S'P

Da poco rientrato da una bella serata e a poche ore dalla levataccia per il matrimonio del geometra Vergani avrei potuto tranquillamente andare a letto senza passare dal PC.
Invece sono qui, con ancora addosso i jeans ed il braccialetto fluo, con l’unico obbiettivo di aggiornare la pagina musicale del blog.
Perchè?
Perchè oggi “esce” il CD che abbiamo realizzato per il Vergani’s Wedding.
A parte la musica, sono fiero al mille per cento di come il tutto è venuto fuori: grafiche, video e contenuti extra del DVD sono assolutamente fantastici.
Soprattutto alla luce del fatto che abbiamo realizzato tutto da soli e che nessuno di noi aveva mai provato a fare qualcosa anche solamente di simile.
Ne vado molto fiero.
Per quel che riguarda la musica, beh, non è mai stata al centro di questo “progetto artistico” e non ha mai avuto la pretesa di piacere a chi che sia.
In molti casi non piace nemmeno a noi (io ad esempio odio “Estate”).
Però questo CD è l’immortalizzazione di un quantitativo ingente di divertimento e questo a noi nessuno potrà mai toglierlo.
Oltretutto, grazie alle magie del recordin and mixing, alcune tracce riescono persino a piacermi.
“Carlo e Sara” secondo me è un bel pezzo, nonostante l’intro acustica barbaramente rubata ai Murder, We Wrote e per altro suonata peggio.
Ma anche le altre le ascolto sempre volentieri, perchè ci sono legato e perchè credo di aver ascoltato anche di molto peggio durante la mia esistenza.
Ecco, magari nulla peggio di “Estate”.
E’ un peccato che proprio quest’anno abbiano segato il Festivalbar.
Forse è un segno.
Forse è l’ennesimo segno del fatto che il tempo passa inesorabile e che certe cose sono da lasciare dove sono, nel passato.
Eppure ogni tanto rispolverarle è bello.
E poi, a me mi ha sempre attratta la musica ben fatta come quella del Festivalbar…

Nota: aggiornata la sezione “musica”

4:27 am


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