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Lavoro

Io non penso che tu sia un pirla

Ho aggiornato la mia agenda concerti.
La lista con gli eventi cui Manq difficilmente mancherà è, come al solito, nella sezione musica.
Questo è il motivo principale che mi porta a scrivere una paginetta.
Non ho molto da dire, infatti.
La mia vita lavorativa procede a stento, ma comunque meglio di quanto avesse fatto il mese scorso.
La mia vita extralavorativa, al momento, spacca.
E’ esattamente come la vorrei e questa è una cosa figa, che credo di poter affermare non mi sia mai capitata prima.
Non essendo io mai stato particolarmente incline a scrivere lunghi post riguardo la mia “felicità” viene da se che i contenuti di questa pagina necessitino di un qualche incremento.
La cosa si risolverebbe in un niente usando il solito trucchetto di tre step:
1- Aprire Repubblica.it
2- Leggere cosa ha detto oggi il papa
3- Inveire.
Oggi però non ne ho voglia (nonostante i primi due step porterebbero ad un terzo particolamrmente prolisso, visto che oggi il santo padre s’è occupato di malati incurabili).
Non mi va di essere ripetitivo e non voglio trasformare questo sito nel manifesto di un anticlericale.
Cazzo, spero non lo sia già diventato.
Panico.
Vabbè, tiriamo avanti e vediamo di uscirne con delle frivolezze.
Potrei ad esempio parlare di calcio. E’ un bel po’ che non parlo dello sport nazionale, effettivamente, e qualcosa da dire ce l’avrei anche.
Io amo Josè Mourinho.
Sul serio, da quando è approdato in Italia non mi perdo mezza dichiarazione, le trovo tutte decisamente geniali.
Ovviamente spero non vinca nulla, però non posso negare di essere un suo grandissimo ammiratore.
Ironico, sprezzante, arrogante, autocelebrativo e cattivo.
In una parola: idolo.
Ovviamente parlo del personaggio Josè Mourinho.
Se volessi parlare dell’allenatore l’unica parola sarebbe catenacciaro.
E qui si vede il genio che sta dietro alla società nerazzurra che decide di spendere uno sproposito per portare in Italia, patria de “l’importante è non prenderle”, un allenatore catenacciaro dal Portogallo, patria del “tutti avanti a gigioneggiare”.
Oltretutto per sostituire l’unico uomo in grado di far vincere qualcosa all’inter dai tempi di Trapattoni.
In tutto questo il Milan, squadra che seguo con moderata passione, continua ad affidarsi ad un altro elemento di dubbio gusto: Ancelotti, l’unico allenatore italiano che vorrebbe fare il catenaccio, ma non può. E allora si inventa le mezze punte davanti alla difesa, i centrocampisti sulla terzina, le ali che non possono oltrepassare la tre quarti e devono per forza crossare da lì e i fantasisti con compiti di copertura.
Tutto questo nella speranza di poter fare un gol e avere l’alibi per schierare tutti sulla linea di porta a difendere il risultato.
Il risultato è che il Milan, ormai da tre anni, ha perso ogni velleità di giocare al calcio. Tre anni orsono ci andò di lusso, perchè giocando un totale di 360′ in una stagione vincemmo la Champions. L’anno scorso di minuti giocati se ne sono visti forse 90, generati unicamente dalla voglia di non far vincere lo scudetto all’Inter proprio contro di noi.
Un po’ pochino anche per chi alla squadra c’è moderatamente affezionato come il sottoscritto.
Quest’anno però è arrivato Ronaldinho e con lui in casa mia è rientrata la voglia di accendere la tele e guardare i ragazzi. La speranza è ogni settimana quella di assistere alla giocata sensazionale che ti fa saltare in piedi sul divano.
Neanche a dirlo non è ancora successo e, vedendolo in campo, dubito succederà a breve.
Però quantomeno sta giocando e sta segnando, cosa che va ben oltre le mie aspettative di inizio stagione.
Comunque vada, lo amerò per sempre per aver segnato sotto la curva durante il derby e averci regalato quel balletto imbarazzante.
Curva dove ho rischiato più volte l’infarto.
Fortuna che seguo questo sport con moderato distacco, una piena dedizione mi costerebbe la vita.
Ah, il titolo è dedicato a Mourinho.
Se qualcuno si è sentito chiamato in causa nel leggerlo, beh, probabilmente di lui non penso la stessa cosa.

Nota: aggiornata la sezione “musica”

Ordine

E’ troppo tempo che non scrivo un sano post per punti.
I post per punti sono la linfa vitale di quasi tutti i blog.
Sicuramente di tutti quelli che valgono, e il mio per me vale molto.
Quindi post per punti sia.

– In televisione non c’è mai un cazzo, ma riescono comunque a mettere i bei film solo nelle sere in cui ci sono le partite.
“Point Break” è un film della madonna.
– Serata di campionato, Milan ancora assolutamente discutibile. Però senza Pirlo si vince. Mi accontento.
Domenica sera c’è il derby. Me lo vedrò dal terzo anello blu di S.Siro, biglietto già acquistato. Sono già in ansia.
Per quel che riguarda il fantacalcio, tutto lascia presagire l’ennesima giornata no.
– Sto leggendo “Bar Sport” di Benni. Non mi fa ridere. E’ grave?
– Martedì prossimo provo la sortita al forum con Ciccio. L’obbiettivo è vedere i Coldplay senza spendere miliardi.
– Ho fame.
– Ieri ho seguito la puntata di “Otto e Mezza” con ospite Alemanno.
Alemanno, secondo me, è un pupazzo dentro cui si cela Guzzanti (figlio) che fa l’imitazione di non ricordo chi.
Come tutti i pupazzi non fa ridere e fa un po’ pena.
– Questo week-end ho mangiato come un maiale. Ottima la sagra della patata, meno quella del gorgonzola.
Pregevole la gita a Faggeto Lario con annesso agriturismo, nonostante la carestia di salsiccette.
– In questi giorni continuo ad interrogarmi sul perchè l’antitrust non faccia nulla nei confronti della Carfagna.
La sua legge sulla prostituzione è concorrenza sleale.
Un’altro conflitto di interessi irrisolto.
– Ho ordinato un po’ di cd.
– Sono innamorato. Di nuovo.
– Sono stressato. Di nuovo.
– Ho bisogno di staccare dal lavoro.
– Sto provando a scaricare “Gomorra” e “Il Divo”. Io di film ne scarico parecchi e MAI mi è capitato di fare così fatica.
In rete ci sono solo fake. Io, che sono solito lasciarmi andare alla cultura del sospetto, ci vedo una cospirazione.

Non ce n’è, i post a punti sono sempre bellissimi.
Ordinati come piace a noi Italiani.

Pubblicazione

Era nell’aria da un po’, attendevo solo l’ufficialità della cosa.
Un po’ come il caso Ronaldinho.
Direi che mi posso concedere un po’ di autocelebrazione.

Waste of time

Checcazzo.
Avrei dovuto essere a letto da almeno un’ora.
Sono cotto da almeno cinque.
Le quattro cose che mi devo portare in montagna sono ancora lì ad aspettare che le metta nello zaino.
I piatti che ho detto avrei lavato un paio d’ore fa sono ancora lì che mi guardano dal lavandino.
Con in sottofondo l’ultimo Coheed and Cambria e l’ultimo Linea 77 me ne sono stato al pc a buttare via il tempo.
Due dischi carini, entrambi meglio dei predecessori al primo giudizio.
Ieri sera sono andato al cinema a vedere “Non è un paese per vecchi”.
Bello.
Sbadiglio.
Perchè non me ne vado a dormire?
Internet è un pusher privo di scrupoli, ti da ciò che vuoi e non si prende responsabilità.
La colpa resta a te, che sei troppo debole per dire di no e che assecondi le tue dipendenze fino a star male.
Ultimo sorso di Santal Nature Mix Blu.
Domani mattina lab meeting alle nove.
Checcazzo.

I’m a PhD Student

Oggi mi è stato annunciato che sono stato ammesso al DIMET ed entro il 17 c.m. dovrò presentarmi alla segreteria di via Temolo n° 4 (5 piani sotto dove lavoro) per il completamento delle pratiche ed il pagamento dell’iscrizione.
Aver lasciato il cavo dell’alimentazione del portatile in laboratorio è solo uno dei motivi per cui non ho intenzione di soffermarmi molto a parlare dell’argomento.
Non so se la mia scelta sia giusta, nè se darà dei frutti.
Non ho nemmeno idea di cosa potrebbe portare questo nella mia vita.
Al momento voglio pensare in positivo, nonostante la giornata lavorativa di oggi tiri in tutt’altra direzione.
Per come ho vissuto questa cosa però, devo ammettere che al momento della comunicazione mi sono sentito più contento di quanto avrei immaginato.
Ora come ora questa notizia ha avuto però come unico impatto quello di farmi pensare al fatto che sarà necessario tatuarmi di nuovo.

Manq, per te l’avventura DIMET…

…continua!
Prova scritta dell’esame di dottorato passata.
Giovedì sarà il momento dell’orale, il momento in cui tutto può essere riscritto da raccomandazioni e spintarelle del caso.
L’altro giorno, dopo lo scritto, parlando con il mio capo c’è stato un simpatico siparietto.
Capo: “Ma qualcuno in commissione sa che lavori qui da me?”
Manq: “Io non ho detto niente.”
Capo: “Beh, da curriculum dovrebbe vedersi.”
Manq: “In effetti sul curriculum è scritto.”
Capo: “Speriamo che vedendo questa cosa non ti gambizzino.”
Manq: “…”
Personalmente non faccio una malattia dell’entrare o meno in dottorato, mi piacerebbe ottenere il più possibile a livello di riconoscimenti dal lavoro che sto facendo, ma non è certo quella la molla che mi spinge a proseguire.
Insomma, vediamo un po’ cosa ne esce.
Ora, mentre l’idraulico si appresta a finire i lavori della mia casa, io mi appresto a partire per Bologna.
Stasera suonano gli Used e io non ho intenzione di perdermeli.
Questo si traduce come al solito in 400 chilometri di pura solitudine, immerso nei miei pensieri e imbottito di caffè come nemmeno un pocket cofee.
Se suonano Tragic Poetry piango.
Non credo ci sia pericolo.
Come sempre quando mi appresto ad una trasferta di questo tipo ho necessità di selezionare con cura la musica che mi accompagnerà.
Questo mi porta a poter riflettere sulla mia scaletta per il cofanetto. Faccio subito una precisazione: per me gli anni novanta sono andati dal maggio 1996 al maggio 2001 e sono stati anni ignoranti.
In rigoroso ordine di ascolto.

01 – The Offspring – Genocide
02 – Nofx – Release the hostage
03 – Derozer – No Surf!
04 – Millencolin – Lozin’ must
05 – Persiana Jones – Cosa pensi
06 – GAMBEdiBURRO – La ragazza che io amo
07 – The Ataris – I won’t spend another night alone
08 – No Use For a Name – Not your savior
09 – Blink 182 – Josie
10 – Strung Out – Gear Box
11 – Propagandhi – Middle finger response
12 – Fenix TX – All my fault
13 – Lagwagon – Alien 8
14 – Diesel Boy – Titty Twister
15 – Useless ID – Out of tune
16 – Murder, We Wrote – Look inside my heart

Rileggendola ho un solo aggettivo: settoriale.
Grazie ad Ale e Federico per aver partecipato.
Attendo The O, perennemente in ritardo, e Manowar, impegnato a far nascere il primogenito.
Ah, l’altra volta l’ho dimenticato, ma inserirei anche Fili tra gli autori del cofanetto.
Spero si produca in una bella lista.

Bilancio di una giornata qualunque, ma a suo modo diversa

Vado a letto piuttosto contento.
La giornata lavorativa mi ha dato soddisfazione. Non tanto dal fatto che mi sono aperto il pollice della mano sinistra con un bisturi atto al taglio dei gel d’etidio (NdM: Etidio Bromuro – Intercalante del DNA – Cancerogeno), quanto perchè dopo diverso tempo mi sono ritrovato con un bel risultato per le mani. Era un po’ che non provavo la bella sensazione della vittoria lavorativa. Oltretutto il mio capo mi ha accennato a quello che sarà il mio futuro dal punto di vista prettamente tecnico. Ne sono usciti microarrays, live imaging & time laps, colture primarie neuronali e mitomice. Tutte tecniche che imparerei molto volentieri, roba stuzzicante.
Vedremo.
Intanto si avvicina il concorso di dottorato ed è forse il caso di iniziare a preoccuparsene.
Sono contento anche perchè i lavori nella mia casina sono praticamente finiti. Bagno rifatto, piastrelle posate, piccole modifiche apportate, pareti imbiancate. Oggi ci sono entrato e mi sono realmente emozionato.
Amo quell’appartamento.
Anche in quest’ambito però non è che tutto vada proprio come dovrebbe. Non mi sono ancora stati consegnati nè i mobili del bagno, nè quelli della cucina. Ora, se per i secondi mi è stato detto di un problema a livello di produzione indipendente dalla volontà di chi me li ha venduti e, soprattutto, mi è stato promesso un regalo per sorvolare sul disguido, per la mancata consegna delle mie antine da bagno verde acido non mi sono state fornite giustificazioni di sorta. Le aspetto solo da inizio settembre.
Mi girano discretamente le palle.
Comunque sia, ora non resta che acquistare interruttori, citofono, termostato programmabile e lampadari.
Poi c’è da fare il grande passo.
E dopo ancora, ci sarà da comprare tutto il resto.
Meglio pensare ad altro.
A capodanno sarò a Berlino.
Ho prenotato l’aereo per me e la Bri, sarà il suo regalo di laurea.
Quest’anno ho passato meno giorni in Italia di quanti ne ha trascorsi Missa al lavoro, il che la dice abbastanza lunga.
Ora devo trovare una sistemazione ove dormire a prezzi modici. Ogni aiuto è ben accetto, ma nessun mio conoscente pare essere in grado di consigliarmi.
Ancora una volta mi affido al web e al mio blog.
Prima di chiudere voglio alleggerirmi la coscienza: adoro “Superman” di [Dj] Francesco Facchinetti.

Per punti

– In una settimana ho trasferito su wordpress tutti i post del 2005 e i relativi commenti. All’inizio è stato facile, ma poi mi sono scontrato con lo scoglio dell’aumento di visitatori e di commenti lasciati su queste pagine. Sono tanti, soprattutto per un blog come il mio che non è altro che una pagina personale. Questo mi riempie di orgoglio e di soddisfazione, anche se triplica i miei sforzi. Spero che il fenomeno continui così a lungo o che addirittura possa espandersi. Amo i commenti. Credo anche di aver arginato il problema dello spam su wordpress utilizzando un facile ed indolore plug-in.
– Spinto dalla diatriba mediatica degli ultimi tempi e dalle parole di Manowar, ho acquistato il libro “La Casta”. Ora spero di riuscire a leggerlo.
– Sono ufficialmente iniziati i lavori della mia casina.
– Ho visto il film dei Simpson e ho riso tutto il tempo. Chi me ne parlava come fosse nulla di che secondo me si sbaglia, ha delle chicche mostruose. E poi “Spider Pork, Spider Pork, il soffitto tu mi spork…” è un motivetto indelebile.
– Ho messo il piumoncino nel letto. Libidine.
– I ragazzi di Milano organizzano delle belle cose. Sabato sera in piazza Leonardo ci saranno state tremila persone perfettamente sconosciute unite solo dalla voglia di fare un po’ di casino assieme. Bellissima esperienza, alla faccia di chi dice che i giovani non sanno divertirsi.
– Avendo voglia di andare a ballare, Venerdì sera mi sono fatto mettere in lista al Plastic. Intanto sta sera alla festa di Marco (che ringrazio) ho fatto scorpacciata di dance anni ’90. Commozione.
– Martedì si laurea la Bri e Sabato, se il tempo tiene, si festeggia. L’idea è una maxi grigliata al Bosco in Città. Nessuno è invitato perchè l’imperativo è IMBUCARSI. Gli imbucati rendono belle le feste, mica gli invitati. Chiunque voglia prendere parte all’evento può quindi presentarsi in loco con cibo e bevande atte alla sua propria alimentazione, per una giornata di sole, birra e carne rossa. Per ovvie ragioni la festa è metereopatica, indi tutto dipende dal tempo che fa.
Portare delle griglie aiuta la buona riuscita del progetto.
– Temo di non sopportare l’idea che spostino il mio laboratorio a Quartoggiaro.
– Vado in bagno. Oggi ho decisamente esagerato col mangiare.

Wasabi

Vorrei scrivere un post sui cambiamenti ed il primo che mi preme segnalare riguarda il livello qualitativo della televisione. Lungi da me gridare al miracolo, tuttavia in seconda serata ieri sera su rai due c’era “Traning Day”, mentre sta sera c’è “Fuori in 60 secondi”. Due film discreti, due giorni consecutivi, stesso canale, stessa fascia oraria. Caso? Non lo so, sta di fatto che di solito non si gode di tanta grazia. Ora il quesito è: cosa c’è in programma per domani in seconda serata su rai due? Io non voglio controllare, amo le sorprese, ma siccome tre indizi fanno una prova potrei pensare che qualcosa si stia muovendo.
I cambiamenti di cui volevo parlare sono altri però.
Mi sono iscritto al concorso di dottorato.
Questo si traduce in 50 euri già versati, ma soprattutto nell’ottica di stare in laboratorio per altri tre anni, con più lavoro e meno soldi.
Non volendo stare ora a spiegare le motivazioni della mia scelta, mi limiterò ad analizzare le conseguenze.
Innanzi tutto, sto meditando di smettere di andare al lavoro in macchina per iniziare ad utilizzare i mezzi. Questo vorrebbe dire uscire di casa un’ora prima e rientrare un’ora dopo, risparmiando un discreto gruzzolo in benzina.
Riflettendo su cosa sia peggio tra uscire prima e tornare dopo, credo abbia ragione mio cugino Valerio: il peggio è tornare dopo quando si è anche andati via prima.
Intanto il mio appartamento si prepara alla rivoluzione. Domenica ho smantellato i mobili che c’erano al suo interno, rifiuti che provvederò a recapitare alla discarica grazie all’aiuto di Bazzu e di Aiace questo Sabato. Al loro posto dovrebbero arrivarmi nuovi e fiammanti oggetti d’arredo. Alcuni sono già pronti da ritirare, per altri attendo trepidante notizie entro domani.
Cambiamenti e ancora cambiamenti.
L’articolo ricavato dal mio lavoro è stato respinto da NAR. La motivazione è che quanto da noi proposto non rientra nelle loro linee editoriali. Questo è un male, perchè non ci pubblicheranno, ma un bene perchè il rifiuto non è dovuto al fatto che il lavoro non sia valido, ma solo che non sia adatto alla loro rivista.
Da quando ho aperto questo blog ogni volta che ho scritto riguardo il mio lavoro, sono sorti problemi. Sto iniziando a diventare scaramantico.
Introdurre etichette nei post del blog non è stato un buon cambiamento. Da quando l’ho fatto pubblicare richiede troppo tempo. Da questo momento non ci saranno più etichette e la decisione avrà presto effetti retroattivi. Le lascerò solo nelle Google Hit List, così da poterle visualizzare tutte insieme.
Dopo la cena giapponese ho il palato soddisfatto.
Merito del wasabi.