28 ottobre, 2014

Una su X Factor 8

Poco fa @disappunto ha linkato su twitter un pezzo del Fatto* a tema X Factor 8 dicendone essenzialmente male. Io ho letto l’articolo e ne condivido larga parte. Non riuscendo per una volta a spiegare i miei motivi via tweet mi prendo qualche minuto per scriverne qui, conscio che il pezzo uscirà con tempi inconciliabili a qualunque tipo di discussione online caratterizzi l’epoca contemporanea, vale a dire più o meno due ore. Tempo fa ho steso la bozza di un post a tema “i tempi del web” che non ho mai concluso perchè io stesso a metà pezzo mi ero ritrovato ormai privo di interesse per la cosa.
Tornando in tema, l’articolo del Fatto* è questo qui e se si esclude l’ultimo paragrafo e la sua deriva sui problemi della discografia a me pare un pezzo piuttosto centrato su questioni in merito alle quali a sto punto dirò anche io la mia. Una cosa certamente vera è che a X Factor si ripete come un mantra la questione centrale dell’essere vendibile. Anche gli scorsi anni eh, ma in questa edizione è tutto ancora più marcato, con Fedez che sente particolarmente suo questo metro di valutazione. A rifletterci, la contraddizione in termini è evidente e se per qualcuno tirarla fuori dopo otto anni è un nonsense, per me è semplicemente basarsi su una robusta casistica. Vado ad elencare i motivi per cui “la contraddizione in termini è evidente” (cit.). Innanzi tutto, nessuno dei vincitori di X Factor vende. Non è del tutto vero, ci sarebbe Mengoni, ma proprio grazie all’ampia casistica a disposizione si può concludere che Mengoni sia un caso. Quindi il punto è che o consideriamo il format come uno dei più fallimentari della storia della televisione, ciclicamente incapace di raggiungere l’obbiettivo per cui parte, oppure il punto della vendibilità come criterio di valutazione è una cazzata. Io propendo comunque per la prima ipotesi: i giudici di X Factor puntano davvero a trovare un soggetto vendibile, ma non ne sono capaci. In più, il format non li aiuta. Sempre volendo puntare i miei due centesimi, gli autori questo lo sanno benissimo, ma nessuno di loro va in TV a dire che l’obbiettivo della trasmissione è “Trovare un talento vendibile” piuttosto, se glielo chiedessero, “portare a casa un’altra stagione di buona televisione”. Ora, volendo dare per buono il concetto per cui oggi esista qualcuno in grado di sapere come fare a far vendere i dischi ad un artista, di certo questo qualcuno non sta al tavolo dei giudici del programma. Non c’è quest’anno come non c’era gli anni scorsi, ma è di questa edizione che si parla e quindi è questa che analizzo.
E’ facile dire che Victoria non sappia cosa serve per vendere i dischi. Non è il suo mestiere. E’ più simpatica della Ventura (grazie al cazzo), ma la portata è la stessa. Il secondo in ordine di inutilità però è proprio l’osannatissimo ed autocompiaciutissimo Morgan, che a conti fatti non è mai stato buono di vendere manco i suoi, di dischi. Qui si capisce la netta separazione di intenti tra autori e programma. Morgan è fondamentale per lo show perchè è l’equivalente di Benigni che legge la Divina Commedia, solo che nessuno si azzarderebbe ad andare in giro a dire che il secondo punti a far vendere più copie di Dante. E’ ovvio anche alle mie pantofole che chi guarda X Factor non è chi compra i dischi. Fine. Così non fosse, non ci sarebbe una crisi della discografia comunemente detta. Morgan, all’atto pratico, è il fallimento più grande dell’X Factor che punta ad invadere il mercato. Restano gli altri due giudici, che quantomeno hanno un’idea di cosa voglia dire vendere dei dischi, anche se ho già detto della profonda differenza tra vendere e far vendere.
A farmi riflettere più di tutti c’è Fedez, ragazzo che stimo essenzialmente sulla base della musica che ascolta e della maggior parte delle cose che gli ho sentito dire. Valutassi la musica che fa avrei un parere diverso, ma non è questo il punto. Il meccanismo legato al “successo” di Fedez è talmente all’antitesi di una cosa come X Factor che infilarcelo dentro a fare il giudice/coach risulta una scelta assurda da qualunque direzione la si guardi. Penso si sia tutti d’accordo sul suo non essere personaggio televisivo, non ha i tempi né il mestiere e una sua performance alla Arisa credo non sia nemmeno quotata dalla SNAI. Non credo nemmeno sia da prendere in considerazione per l’aspetto tecnico/teorico della faccenda. Non è uno che sa come si fa bene la musica. Non parlo di gusti eh, parlo proprio di sapere quello che si sta facendo, di “preparazione”. Potrò non essere sul pezzo per valutare le sue conoscenze del RAP o dell’Hip-Hop, ma quelle volte che prova ad uscire dal suo per entrare nel mio, che non sappia quello che sta facendo o quantomeno come fare a farlo bene è evidente. Fedez fa la sua cosa credendoci il giusto e divertendosi di conseguenza. E fa benissimo. Però da lì a poter spiegare agli altri come fare altrettanto secondo me il passo è lungo. Usando una metafora che credo gli piacerebbe, è come far fare l’allenatore in Serie A ad uno solo perchè è forte a Pro Evolution Soccer. Che poi, giusto per aprire un’altra parentesi nel discorso, che cazzo di senso ha continuare a puntare su questo discorso della qualità, del fare buona musica, delle armonizzazioni, dell’intonazione e via dicendo? Ci rendiamo conto di chi “vende i dischi” in casa nostra o no?
Per quanto mi riguarda quindi, X Factor è un programma che con il vendere i dischi c’entra relativamente poco. Meno di Amici, per dire, che trovo decisamente più onesto nel suo invertire gli addendi e lavorare sulla costruzione di un pubblico che ami quello che propone invece che sul costruire qualcuno perchè piaccia ad un generalissimo pubblico senza volto. Ed infatti ad Amici non si parla mai di “cercare uno che possa vendere”, pur avendo tirato fuori più gente con i numeri in classifica del rivale con la X.
Quindi? Quindi sono d’accordo con il pezzo del Fatto* in quasi tutte le sue parti, pure quando fa una critica alla prima puntata ed ai suoi contenuti artistici. Due ore e passa di bello spettacolo: curato, ben fatto e ben diretto, dove però sotto questi chili di sovrastrutture produttive non resta nulla di cui valga la pena parlare. Nessuna voce che spicca. Nessun personaggio che spicca. Nessuna interpretazione che spicca. Tantissima insipienza su cui è stato costruito dell’ottimo intrattenimento. E va bene così, perchè io guardo X Factor per lo show, non certo perchè comprerò i dischi che ne escono. A me piace vedere l’assegnazione dei pezzi, gli arrangiamenti, i costumi e, quando va di lusso, grassa polemica sterile su questioni completamente risibili fatta da gente che è lì a fare un lavoro che non sa fare.
Ho questa idea che stare dentro a X Factor per i giudici sia tipo il Truman Show.

*Abbiamo un quotidiano comunemente chiamato IL FATTO a cui tutti si riferiscono dicendo: “Hai letto cosa ha scritto IL FATTO?” ed è bellissimo.

8:13 pm

28 agosto, 2014

I premi dell’internet

Etichette: Blog,Web

Sto riflettendo su quanto può essere triste da parte mia dedicare un post alle votazioni per i premi dell’internet. C’è infatti da tener presente che:
1) Di solito chi ci scrive sopra è perchè è coinvolto. Tipo che lo puoi votare e può vincere. Per queste persone ha chiaramente un senso. Non è il mio caso (ha anche quasi smesso di tirarmi il culo per la cosa, tra l’altro, nel senso che ho quasi accettato il mio non essere diventato FAMOSISSIMO online. Quasi.)
2) Non conosco NESSUNO dei candidati. Nel senso di persona. Non sono miei amici, per alcuni ho una certa stima, ma che ha basi del tutto virtuali (rischio effetto Civati: lo leggi e pensi “cazzo è in gamba”, poi però magari lo incontri, ci parli e pensi anche no.).
3) Dare indicazioni di voto presuppone avere un audience. Farlo qui sopra è tipo parlare allo specchio.
A conti fatti quindi, è probabilmente una cosa molto triste.
Ecco le mie indicazioni di voto:

MIGLIOR SITO: si può votare i400calci come miglior sito in generale. Cioè, si deve. Io l’ho fatto. Si tratta infatti di un raro caso di eccezione al punto 2: ho incontrato alcuni dei coinvolti ed è stata ogni volta una cosa molto figa. In più il capo è tipo il mio bloggher preferito di sempre.  Ci sono altre motivazioni, ma le riservo alla spiega per le altre categorie in cui li voto.

MIGLIOR PERSONAGGIO: ho votato perchè ero all’inizio e avevo paura di non arrivare a 10 categorie totali. Ho votato Pif. Sono in qualche modo convinto che far vincere Diprè sia SBAGLIATO. Capisco nominarlo per il lol, ma farlo vincere no. Proprio no. NO.

MIGLIOR ARTICOLO: ho votato “Le 10 Cose sulla LAV che (non) vorresti sapere“. Non mi piace come è scritto, non condivido tutto quello che c’è scritto e mi rode il culo che la rete candidi un pezzo per quel tema scritto da qualcuno che non ha basi scientifiche. Però il pezzo è interessante e ha spunti molto buoni, oltre al fatto che il nemico del mio nemico non è mio amico, ma un voto ai premi di internet se lo merita.

MIGLIOR COMMUNITY: qui deve vincere i400calci perchè ha il gruppo di commentatori, fan e partecipanti agli eventi (cazzo, la #400TV, ma cosa aspettate a votare fortissimo???) più figo in assoluto. Ne faccio parte. Voglio il premio.

MIGLIOR SITO DI NEWS: ho sempre votato l’ANSA, ma in sti giorni ha diffuso la notizia fake di una sesta stagione di Breaking Bad come fosse vera. C’ero cascato anche io 24 ore prima, ma non è il punto. Voto il Post.

MIGLIOR SITO DI SATIRA: No contest.

MIGLIOR BATTUTA: Voto Lercio.

MIGLIOR SITO TELEVISIVO: Voto Serialmente pure se è in un momento critico. Proprio perchè è in un momento critico.

MIGLIOR SITO CINEMATOGRAFICO: Giassai.

MIGLIOR SITO MUSICALE: Voto BASTONATE nonostante abbia parlato male della reunion dei Mineral in almeno due occasioni. In somma protesta avrei voluto votare a margine, un sito fighissimo che ho scoperto da poco e che però non era candidato, nonostante le notizie diffamatorie messe in giro dalla concorrenza:


Comunque voto BASTONATE anche perchè è davvero il miglior sito musicale in giro.

MIGLIOR SITO FOOD: avrei votato Briciole in Cucina perchè ho conosciuto una delle due ragazze che lo tiene ed è brava e simpatica. Non era candidato. Non voto.

MIGLIOR SITO TECNICO DIVULGATIVO: Ho votato Lega Nerd perchè meritano un voto anche se forse non in questa categoria, che gli va un po’ strettina.

CATTIVO PIU’ TEMIBILE: Voto Nebo, più che altro per la roba brutta che gli hanno fatto recentemente.

MIGLIOR SELFIE: Mi rifiuto di votare. Cioè, guardate i candidati. Pare il premio “Ormone libero”, ma organizzato dalle carmelitane scalze.

TRASMISSIONE TV PIU’ SOCIAL: beh, direi X Factor. A detta di tutti la roba che rende le TL più illeggibili DOPO la #400tv (avete votato i 400 calci in ogni categoria votabile, sì?).

MIGLIOR HASHTAG: #Vinciamopoi. Impareggiabile.

Si vota QUI.
Due post in tre giorni.
Che mese prolifico.

11:23 am

25 agosto, 2014

Cose che potrebbero anche interessare qualcuno (#esticazzi)

Non mentirò, questo post ha come scopo principale il non far girare a vuoto questo Agosto 2014, fino a poco fa candidato serissimo a primo mese senza post da Gennaio 2005, ovvero da che questo blog è stato aperto.
#esticazzi.
Siccome non ho voglia di scrivere niente di approfondito, interessante o anche solo lungo abbastanza per dare al post una vaga credibilità e non farlo apparire come mera tacca sull’ipotetico muro del mio essere ossessivo/compulsivo, farò un listone di robe.

1) Ho appena visto il finale di True Blood. Per un tot di motivi che ho già ripetuto ad oltranza, in parte anche qui sopra, lo ritengo una delle serie più significative di sempre. Quella che si è chiusa è forse la stagione meno brillante ed io ero così carico di aspettative che rimanere soddisfatto non sarebbe mai stato possibile. Quindi non mi sono nemmeno goduto gli ultimi metaforoni buttati dentro a forza, tra eutanasia e matrimoni non riconosciuti dalla legge che però se c’è l’amore vaffanculo a tutti, e ho seguito il tutto come un conto alla rovescia verso il finale. Verso l’incombente dissolvenza in nero. Mentre sullo schermo Jason diceva a Hoyt che la morte non può spaventare se si vive il presente al meglio io lo ascoltavo, ma avevo chiaramente la testa al fatto che forse sarebbe stato l’ultimo discorso contorto dello sceriffo Steakhouse. Un momento così magicamente “meta” da essere suo modo bellissimo. E’ una serie che mi mancherà e a cui sarò per sempre legato. Probabilmente gioca un ruolo importante l’averla sempre letta come la cosa più intelligente girasse in TV, soprattutto perchè non lo era per nessuno e questo mi lasciava modo di pensare che, semplicemente, LA GENTE non ci arrivasse mentre io sì. E poi era tremendamente divertente. E poi mentre scrivo sto sentendo un disco (SPOILER: ne parlo dopo) che mi prende malissimo e ho una tristezza pesa addosso che non so se dipenda dal fatto che, come ogni lutto che si rispetti, ci sia voluto un minimo a metabolizzarlo oppure se sia il disco. Oppure magari sono io e basta.

2) Su RockIt ci sono in anteprima streaming 6 tracce del disco dei And So Your Life Is Ruined. Sei tracce che per quello che ne so potrebbero essere anche tutto il disco. Il link è questo. Stando su RockIt probabilmente l’hanno già sentito tutti ad oltranza da mesi, io però vivo sotto le pietre come le lucertole e per arrivarci me lo sono dovuto trovare sbattuto in faccia dalla bacheca Facebook. E’ un disco che mentre lo ascolti pensi abbia tutti i suoni sbagliati e invece poi capisci che sono giusti così. E ci sono degli arpeggi di chitarra che sono fatti apposta per dirti cose come “Raccontami le tue paure // son sicuro che metà sono le mie” e che con me hanno veramente vita facilissima. Prima, mentre ascoltavo una delle parti strumentali stavo navigando e accidentalmente è partito un filmato sul sito della Gazzetta che parlava della partenza di Balotelli. C’era sta melodia dolce e triste sullo sfondo e Mario che parlava di addii ed era un connubio tremendamente suggestivo. Ora, come cazzo parla Balotelli, l’accento che ha e le cose che dice, per renderle parte di una cosa anche vagamente nostalgica e/o emozionante vuol dire che la parte musicale deve avere i contro coglioni. Oppure che chi ascolta debba essere in quel mood lì, magari per via del telefilm appena concluso (SPOILER: ne ho parlato prima). E’ stata una cosa di un secondo o due, ma è stato bello. Il disco è bello. Ultimamente vengono fuori cose che mi spingono a rivalutare l’impatto che la svolta in italiano dei Fine Before You Came ha avuto sulla musica di casa nostra. Bene così.

3) Pensavo che avrei scritto qualcosa sull’#IceBucketChallenge, ma anche no. Mi prendo giusto un secondo per un cinque altissimo a quelli di Fondazione Telethon che oggi hanno retwittato la mia idiozia, dimostrandosi avanti anni luce.

E anche ad agosto qualcosa alla fine ho pubblicato.
Blog’s not dead.

#esticazzi.

10:42 pm

23 luglio, 2014

SBAM.

Etichette: Blog

C’è da aspettare solo sei mesi dai.

1:07 am

23 aprile, 2014

Stare bene

Sono in metro senza molto da fare e in queste situazioni internet diventa un pozzo senza fondo. Il cappello di un mago da cui è facile estrarre una serie di fazzoletti colorati legati l’uno all’altro. Ognuno tuo. E così tiri e tiri con la curiosità di vedere cosa uscirà dopo, conscio che una fine non c’è.
A volte emergono cose che non ricordavi connesse ad altre che non avevi notato, che avevi rimosso o che ti eri sforzato di non vedere. Per come sono fatto io, sprofondare nella malinconia è un attimo, a quel punto.
Ma oggi no.
Oggi fuori c’è il sole e così esco dalla metro con un disco nelle orecchie e un sorriso sulla faccia.
Perché a costo di dare torto al comandamento unico di Max Pezzali, ieri non è per forza di cose meglio di oggi o di domani. L’ultima volta che ho pensato una roba del genere non è stato molto tempo fa e non sono passate 24 ore prima che la vita venisse a mettere alla prova le mie certezze. Pesantemente. Ed è difficile scrivere qualcosa che possa sembrare ottimista per uno che, da sempre e ancora oggi, ha paura del futuro. Intorno vedi cose che, effertivamente, ti spaventano. La pressione sale, ti chiedi se e come ce la farai e non hai una risposta. Non puoi averla e non devi cercarla. Non è affatto detto che tutto debba andare bene.
Oggi però non vedo perché dovrebbe andare male e questa, per me, è una vittoria.

Alla fine questo resta a tutti gli effetti il mio diario ed è bello tornare per una volta ad usarlo come tale. Niente domande per favore, non mettetemi nella condizione di non rispondere.

7:46 pm

23 dicembre, 2013

Manq’s awards 2013

E anche quest’anno siamo giunti al momento delle classifiche finali, che su questo sito investono solitamente una moltitudine di argomenti e risaltano il meglio ed il peggio dell’anno solare a mio insindacabile giudizio.
Come la mia logorrea esige, dopo ogni classifica ci sarà la classica spiega.

Migliori dischi:
Biffy Clyro – Opposites
Dargen D’amico – Vivere aiuta a non morire
Cabrera – Nessun rimorso
Moving Mountains – S/T
Defeater – Letters home
Spiega: primi metto i Biffy perchè il disco è uscito a gennaio e quindi se lo sono dimenticato tutti nelle classifiche finali, invece è bello. Forse non così bello da stare al primo posto, ma decisamente bello abbastanza perchè non mi si rompa il cazzo per avercelo messo. Secondo Dargen D’Amico perchè credo sia il disco che ho ascoltato di più quest’anno e perchè c’è dentro LA canzone del 2013. Terzi i Cabrera perchè hanno fatto un EP stupendo che avrei messo primo se non avessi la paura di passare per quello che se la mena e mette un EP semi sconosciuto al primo posto solo per darsi un tono. Quarti ci vanno i MovMou perchè il disco che non piace a nessuno a me piace sempre di più. Quinti finiscono i Defeater perchè Letters Home è un disco bellissimo e anche se i pezzi sono meno belli di quelli del disco 2013 dei Touché Amoré, Letters home non l’ha mixato un idiota e quindi merita di stare più in alto.

Peggiori dischi:
Minnie’s – Ortografia
Jimmy Eat World – Damage
Face to Face – Three chords and a half truth
Spiega: mi spiace mettere i Minnie’s nella classifica dei dischi brutti, ma mi aspettavo tanto e questo disco non mi è piaciuto. La stima nei loro confronti resta immutata. Secondi ci metto i Jimmy Eat World perchè il disco è una merda clamorosa e inappellabile. Primi i Face to Face per le stesse motivazioni dei Jimmy, ma con l’aggravante di averlo fatto uscire il giorno del mio compleanno.

Miglior concerto:
Pentimento + Less Than Jake @ Circus Line (NYC)
Spiega: suonavano su una barca impegnata a circumnavigare Manhattan al tramonto. Enough said.

Peggior concerto:
Ataris + Cancer @ Li-Fi (MI)
Spiega: Kris, per l’amore di Dio, smettila.

Migliori film:
Gravity
Rush
Don Jon
Pain&Gain
Django Unchained
Spiega: Gravity è il film che da un senso all’andare al cinema. Rush mi ha tenuto incollato alla sedia, complice anche la mia ignoranza rispetto ai fatti narrati. Don Joe mi ha spaccato dal ridere. Pain & Gain è uno dei migliori film di Bay. Django è chiaramente bellissimo, ma l’ho apprezzato di più alla seconda visione. Restano fuori classifica un sacco di film belli, quindi da questo punto di vista il 2013 è stato figo.

Peggiori film:
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato
Only God forgives
A good day to Die Hard
Spiega: La prima parte de Lo Hobbit mi ha spaccato il cazzo oltre ogni preventivabile misura. Il nuovo film di Refn non è un film. Bruce, per l’amore di Dio, smettila.

Migliori serie TV:
Breaking Bad season finale
Fringe season finale
Spartacus War of the Damned
True Blood season 6
Black Mirror season 2
Spiega: la stagione finale di Breaking Bad è inarrivabile, pure per Fringe che comunque mi ha preso tantissimo. Al terzo posto finisce Spartacus perchè anche in quel caso il coinvolgimento emotivo è stato a livelli folli. Poi ci sono l’immancabile True Blood, che resta una delle cose migliori e più intelligenti in circolazione, e quel gioiellino disturbante di Black Mirror.

Peggiori serie TV:
Homeland season 3
Dexter season finale
The Following season 1
Spiega: la terza stagione di Homeland l’ho mollata al quarto episodio e un motivo ci deve pure essere. La stagione finale di Dexter è LAMMERDA. La prima stagione di The Following è peggio.

Migliori libri:
1° Open – Andre Agassi
2° World War Z – Max Brooks
3° La ragazza dei cocktail – James M. Cain
Spiega: la biografia di Agassi è scritta così bene da risultare bellissima a uno che non ha mai seguito il tennis come il sottoscritto. World War Z mi è piaciuto molto più di quello che mi aspettassi. La ragazza dei cocktail è un noir coi contro coglioni.

Peggior libro:
Inferno – Dan Brown
Spiega: Dan, per l’amore di Dio, smettila.

12:43 pm

11 settembre, 2013

Tema: il mio primo concerto. Svolgimento:

Il mio primo concerto è stato nel 1997. Era primavera, ma la data non la ricordo. Il fatto che una sommaria ricerca su google non abbia saputo aiutarmi contestualizza il periodo molto meglio di mille parole, anche se ho come l’idea che quelle mille parole da qui a qualche riga verranno comunque fuori.
In quel tempo (cit.) facevo la seconda liceo e da qualche mese avevo rivoluzionato i miei gusti musicali passando da Molella al punk-rock. Il mio primo concerto furono gli Offspring al forum di Assago.
E qui tutti si aspetterebbero alcuni secondi di silenzio imbarazzato. Ecco, no. Ma proprio neanche per il cazzo. Nella primavera del 1997 gli Offspring erano in giro a presentare “Ixnay on the hombre”, disco che io avevo già comprato originale dal mio negozio di fiducia e che era una bomba colossale senza se e senza ma. Dopo circa un anno speso ad ascoltare “Smash” a ripetizione, Ixnay l’avevo accolto tipo Parola del Signore.
Era Smash con delle canzoni nuove dentro.
Era perfetto.
Onestamente fatico tantissimo a ricordare come venni a sapere che gli Offspring avrebbero suonato a Milano. Forse me lo disse qualcuno a scuola, quasi certamente un metallaro perché i metallari erano sul pezzo. Può essere avessi già internet, ma certamente non lo sapevo usare. Quindi boh, non lo so, non ricordo e chissenefrega. Fatto sta che si decise immediatamente di andare. Il team, oltre al sottoscritto, annoverava altri tre iscritti. Il primo era Ciccio, il mio compagno di banco nonché fautore del mio indottrinamento al punk-rock. La seconda era la Laura E*, a sua volta responsabile dell’indottrinamento di Ciccio. Si narra che la fonte della cascata punk cui ci abbeverammo in massa in quegli anni fosse proprio la sorella di Laura, che la leggenda vuole anche fosse una figa stellare. Fatico a ricordarle entrambe, ma non faccio testo. Ultimo elemento era Orifizio, t.a.f.k.a. Fabrizio Orsini, della cui formazione musicale amo invece prendermi ampi meriti io.
Chiarite le adesioni fu il momento di comprare i biglietti, presi in prevendita alla Ricordi di Monza e pagati nell’intorno delle trentamila lire. Il biglietto era bellissimo, rosso e nero, stampato su una carta tipo lucida a costine. L’ho guardato giorni e lo tenevo sempre nel portafoglio, piegato dentro la carta d’identità. Un po’ per non perderlo (portarlo in giro per non perderlo era logica ferrea, per il me di allora), un po’ per sfoggiarlo in qualunque circostanza possibile. Allora pensavo che avrei tenuto tutti i biglietti dei concerti e che un giorno li avrei incorniciati tutti e affissi in camera.
Non mi ricordo il mio abbigliamento per l’occasione. Non avevo certamente addosso nessuna maglietta di un gruppo, perché semplicemente la mia prima maglietta di un gruppo la presi lì a fine concerto. Chiaramente la comprai al banchetto del merch ufficiale, perché per me prenderla fuori era l’equivalente di prenderla tarocca e non volevo essere attaccabile quando l’avrei mostrata orgoglioso. L’ho ovviamente conservata e non fosse per i buchi, le fisse di mia moglie e l’essere degli Offspring probabilmente la metterei ancora. Ricordo invece che avevo messo i Cat, quegli stivali da tabbozzo che andavano quando facevo le medie. Li avevo messi perché una delle regole dei concerti era “mettere scarpe alte e ben allacciate che se no nel pogo le perdi” e io, da neofita, mi ci ero attenuto. I Cat erano le uniche scarpe alte che avevo in casa.
Sul posto ci aveva portato mio padre, che s’era anche offerto di venirci a prendere. O forse non s’era offerto per niente, ma tant’è. Se nella primavera del 1997 io mi apprestavo a vedere il mio primo concerto, gran parte della responsabilità era di mio padre. Da bambino credo di avergli chiesto un sacco di volte di portarmi a vedere Vasco e lui mi aveva sempre risposto che a vedere Vasco non ci sarebbe venuto. Che al massimo saremmo potuti andare a vedere Springsteen. Ecco, mi pare un buon momento per dirgli grazie, anche se, oggi come allora, Springsteen mi fa cagare.
All’interno del Forum c’erano millemila persone. La cosa bella è che a quei tempi non c’era un cazzo di divisione tra tribune e parterre e ci si poteva muovere a piacimento tra le diverse aree. Ricordo le band a supporto, ma non ricordo l’ordine in cui suonarono. Certamente le Lunachicks mi fecero cagare tantissimo, mentre i Vandals anche, ma solo fino alla cover del pezzo di Grease che mi piacque una cifra e me li rese simpaticissimi. Ho qualche flash di gente nuda sul palco che si arrampica e fa robe turpi con il microfono, ma sono immagini frammentarie. La sensazione regina di tutto il momento supporting cast però fu la paura cieca del pogo. Vedevamo questo assembramento innaturale di corpi a sbattere gli uni sugli altri con violenza e pensavamo che, qualunque cosa sarebbe successa, l’imperativo era non finirci in mezzo.
Stimammo una sorta di posizione di confine, tra il pogo e la gente normale, e decidemmo di posizionarci lì e non oltre per assistere al concerto. Che vederlo dalle tribune ci sembrava comunque una cosa triste. Quello più a rischio dei quattro era Orifizio, caduto pochi giorni prima portando fuori il cane (true story) e dotato di maxicerottone sul cranio a protezione dei punti di sutura ricevuti. A detta sua era tutto molto punk.
Allo spegnersi delle luci l’adrenalina era altissima e l’attacco di Bad Habit fu una cosa che anche adesso, se ci ripenso, mi mette i brividi. Dexter Holland si presentò sul palco con una giacca verde fluo e dei pantaloni neri completamente pieni di cerniere lampo. Il mio conflitto con l’outfit punk iniziò lì, al primo live.
E poi ci sono ricordi davvero sparsi e frammentati, tipo che a metà del primo pezzo finimmo diritti sotto il palco. Il pogo si rivelò in realtà una cosa fighissima e alienante e catartica e mille altri aggettivi di cui fatico a capire il senso oggi, figuriamoci allora quando l’indomani cercai di spiegarlo a mia madre. Di alcuni momenti ho chiaramente il ricordo di essere stato in compagnia, ad esempio io e Ciccio che gridiamo “I hate Pellizza” durante Cool to hate (NdM: we still hate you.). Di altri invece ricordo la solitudine, come quando durante Genocide ho spiccato i salti più alti di tutta la mia vita senza curarmi di chi o cosa avessi intorno. Che pezzo clamoroso Genocide, porco il cazzo. Le tracce da Ignition non le conoscevo perché il disco non l’avevo mai sentito e forse manco sapevo esistesse, però mi ricordo che uscii deciso a procurarmi quella canzone che cominciava con tutti quei FUCK. Non dimenticherò mai quando partì la base di Intermission e tutti capimmo immediatamente che dopo ci sarebbe stata All I want e che sarebbe stato un delirio totale. E nemmeno il pronosticato delirio quando scoppiò davvero.
Insomma, il mio primo concerto furono gli Offspring al Forum di Assago nel 1997.
E fu fighissimo.

Questo pezzo è nato da la solita bella iniziativa di BASTONATE. Manq endorsa pesantemente BASTONATE ai Macchia Nera Internet Awards 2013 essenzialmente per tre motivi:
1) Oltre a partecipare sempre volentieri ad iniziative tipo quella di questo post, durante quella che fu “la settimana grindcore di BASTONATE” ci avevo pubblicato una cosa. Quindi in caso di vittoria sentirei il premio tremendamente mio.
2) Mi piacerebbe poter dire “Leggevo BASTONATE prima che fosse mainstream”
3) Se leggeste BASTONATE sapreste che i motivi sono sempre tre.
Quindi votate, grazie.

3:52 pm

24 giugno, 2013

Rientro

Rientrato da una settimana, questo sarebbe il tempo di scrivere due righe sul viaggio da poco concluso, ma non ne ho tanta voglia.
Ho fatto il classico reportino del tour di Maui, che sta come tutti gli altri nella sezione itinerari. Ci sono anche delle foto, ma fanno cagare. Manq che fotografa le Hawaii è un fail clamoroso. Tipo quelli che hanno vestito Bar Rafaeli a Sanremo e l’han fatta sembrare un cesso.
Con le foto di NYC è andata un po’ meglio, ma credo sia anche e soprattutto perchè ho optato per la tecnica Jay Z, ovvero il bianco e nero. Il punto era che a New York ero già stato e le cose che mi erano piaciute le avevo tutte già fotografate. Sto giro le ho ovviamente fotografate di nuovo, ma ripubblicare gli scatti mi faceva tristezza.
E basta, non c’è molto altro da dire. Ho ascoltato i dischi che mi avevano consigliato, apprezzandone ben pochi. Jets to Brazil bello, Halestorm divertente nella misura in cui può esserlo un disco di Pink suonato da dei metallari (quindi a volte tanto), Godspeed you, Black Emperor! a tratti interessanti, Mogwai quasi sempre noioserrimi, Thee Silver Mt. Zion ecc… mi son sembrati una roba vicinissima a certi Brand New in certi punti e lì li ho apprezzati, Mikal Cronin carino. Il resto semplicemente non mi ha convinto o non mi è piaciuto o non fa per me (come se fossero tre cose differenti). Potrei non aver ascoltato tutto, ad onor del vero, ma se ho saltato qualcosa non è molto.
That’s it.
Ah no, dimenticavo.
Sette anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Forse non era la nipote di Mubarak.

6:06 pm

15 maggio, 2013

Smartblog

Etichette: Blog,Web

Aggiornamento super conciso del blog dovuto al fatto che, recentemente, sono approdato nel magico mondo dello smart web e di conseguenza ho implementato notevolmente la mia già ampia gamma di profili on-line.
Ora ho un account Instagram, per dire, che è la roba di cui più sentivo la mancanza. Ovviamente ora che ce l’ho non lo userò mai, oppure lo userò malissimo, ma chissene.
Il punto è che questo blog, per me, sarà sempre lo snodo principale di tutte le mie attività on-line e quindi da qui dovrebbero poter essere seguite tutte. Nel menu a destra, quindi, alla voce foto, ora è possibile vedere un bel widgettino contenente l’ultimo scatto effettuato e il bottoncione che rimanda alla mia pagina. Sotto restano comunque tutte le gallerie che c’erano prima, perchè son sempre la parte principale di quella sezione.
L’altra novità è il reintegro della categoria musica, sempre nel menù a destra. Ora ci si trovano altri due bei widgettini. Il primo serve ad ascoltare in streaming le playlist che faccio con Spotify, il secondo serve ad ascoltare in streaming tutti gli episodi di quello che fu il mio programmino radiofonico.
Quest’ultimo l’ho messo perchè avrei sempre voglia di fare una seconda stagione e non è detto che prima o poi mi decida a mandarla in onda.
Fare questi aggiornamenti al blog ogni tanto mi fa sentire come quelli che nel 2013 fanno ancora i tagliandi alla Ritmo, ma vabbè.

8:33 pm

30 dicembre, 2012

Rita Levi Montalcini (1909 – 2012)

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Il mondo perde una grandissima persona.

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