Mi sono reso conto che non aggiorno questa rubrichetta ormai da luglio e che questo possa portare chi la segue ad avere una visione distorta della situazione in cui mi trovo con la pubblicazione dei miei fottuti pirati. Che è una situazione positiva, al momento, solo non positiva quanto mi sarei aspettato potesse diventare in questo lungo lasso di tempo. Così ho continuato a rimandare questi update dicendomi: “Non voglio scrivere oggi una roba per poi magari doverla smentire/correggere/aggiornare tra una settimana. Aspetto.”
Così è passato agosto, poi settembre e ora che siamo ad ottobre mi sembra di essere rimasto fermo al palo da una vita.
Non è così.
L’ultima volta vi dicevo che una casa editrice piccola e indipendente mi aveva scritto perchè il romanzo aveva superato una prima selezione interna e che sarebbe stato rivalutato per procedere con una seconda valutazione più approfondita, volta a valutare la possibilità di offrirmi un contratto di pubblicazione.
Le cose lì sono andate avanti.
Anche la seconda selezione sembrerebbe aver portato ad un esito positivo e ho avuto un contatto con chi gestisce la CE per parlare di come procedere con la pubblicazione. Abbiamo perfino fatto una prima prova di editing del romanzo: in pratica mi hanno mandato una proposta di revisione del prologo per mostrarmi come piacerebbe loro mettere mano al testo e aiutarlo/mi a venir fuori migliore.
Era un aspetto che mi terrorizzava, quello dell’editing. Avevo il forte timore di ritrovarmi un testo stravolto, completamente rimasticato e di cui potessi faticare a percepire la paternità. L’ho anche detto a M. durante il nostro primo colloquio telefonico, in maniera trasparente, e lui si è mostrato disponibilissimo ad andare per gradi.
“Ti mando una proposta per mostrarti come lavoro. Se ti piace proseguiamo, altrimenti amici come prima.”
Ribadisco: ero molto spaventato da cosa avrebbe potuto arrivarmi indietro. Sono tornato ai giorni i cui attendevo la correzione di un esame universitario e non è una sensazione di cui sentissi particolarmente la mancanza. Ero convinto sarebbe potuto arrivare un responso durissimo, di quelli che ti fanno capire di esserti illuso di saper fare una cosa che, invece, non sai fare.
Invece no.
Il testo che ho ricevuto aveva in larga parte ottimi spunti, cose che a leggerle ho proprio pensato: “Ma certo, perchè non l’ho scritta io direttamente così?”. Nulla di troppo radicale, nè per la forma nè per la sostanza. E’ stato un sollievo enorme. Certo, c’erano un paio robe (ma davvero due di numero) che secondo me non erano a fuoco, ma penso sia normale. In entrambi i casi si trattava di piccole note di colore che non fittavano particolarmente con l’immagine che io avevo in testa per la scena. Tutti aspetti di cui sono ultra disponibile a discutere.
Quindi ho risposto dicendo: “Ehi, la revisione mi piace. Secondo me possiamo lavorare insieme.” e da quella mia risposta è passato giusto giusto un mese.
Siamo fermi lì.
Ho sentito M. via whatsapp e mi ha detto che da parte loro l’intenzione è ancora lì, che il tempo è quello che è, quindi io resto assolutamente positivo. Non ho fretta di fare nulla. Sono stato 45 anni senza essere uno scrittore, possono resistere fino a 46. Però questo limbo un po’ mi divora dall’interno e quindi ho pensato di sfogarmi un attimo qui sopra.
Se mi avessero mandato una bozza di contratto, se avessimo definito un accordo di qualche tipo, non avrei problemi ad aspettare fino a che per loro ci sia tempo e modo di andare avanti. Ma così, senza sapere se si concretizzerà qualcosa da questo rapporto, non è particolarmente facile per me restare sereno e fiducioso.
Paradossalmente, vivevo meglio quando pensavo che nessuno mi avrebbe mai fatto sapere nulla.
Però oh, come detto al netto delle mie psicosi la situazione resta positiva e nei rari momenti di lucidità in cui riesco a vederla senza il filtro delle mie ansie, credo ancora ci siano più elementi per pensare bene che non per deprimersi. Quindi bella lì.
Per dovere di cronaca, questa mattina mi ha scritto anche un’altra casa editrice. Sempre piccola e sempre indipendente.
Buongiorno,
abbiamo letto e valutato con interesse il tuo manoscritto e saremmo lieti di approfondire la conoscenza in un colloquio con i nostri editori.
Abbiamo fissato un appuntamento telefonico giovedì prossimo (22/10) per conoscerci e vedere se e come si possa avviare un rapporto.
Tutto vorrei tranne che trovarmi a dover essere io a scegliere tra due editori. Già mi agito all’idea. Al netto di eventuali enormi differenze di gestione e/o contrattuali, la mia propensione sarebbe per dare precedenza a chi mi ha dato riscontro prima. Anche solo per una forma di correttezza. Però sto di nuovo parlando del nulla, magari si tratta di un’altra CE che mi chiede dei soldi.
Mi piacerebbe davvero arrivare a novembre con una risposta chiara a tutti ‘sti dubbi.
Non positiva eh.
Chiara.
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