Quella cosa di avere un blog
Avere un blog dovrebbe implicare lo scriverci, ma facendo due rapidi conti qui sopra non ci passo da tanto tempo. Non lo nascondo, in parte ha pesato il fatto di voler aspettare sviluppi sulla questione “pubblichiamo il romanzo”, ma se c’è una cosa che ho capito è che quel tipo di mondo non va necessariamente alla velocità che vorrebbe chi, come me, prova ad entrarci. Il mantra che ti insegnano nelle aziende è “if you have to fail, do it quickly”, ma non me la sento di recriminare del fatto che questa avventura non abbia affinità con ciò che capita nelle aziende. Quel che deve succedere, succederà. Al momento il mio approccio continua ad essere zen. Se e quando ci saranno novità, verrò qui a scriverle.*
Questo ci porta al fatto che, per tenere vivo questo posto, servano altri contenuti.
Ecco, io non ho qualcosa di cui vorrei scrivere con sufficiente fervore da dedicarci un post intero, ma ci sono alcune robette che sono successe e che mi sono trovato a commentare con riflessioni che non mi dispiace appuntare qui sopra.
Vado in ordine sparso.
1) Macklemore silurato dal tour con Ed Sheeran per la presa di posizione pro Palestina.
Sulla faccenda non c’è davvero nulla da aggiungere più di quanto abbia già detto l’interessato, forse vale più la pena discutere del contorno. Ovvero la massiccia ondata di merda che ha investito Ed Sheeran per non essersi schierato dalla parte del silurato. Legittima? Mah, non sono sicuro. E’ ovvio che, a pelle, l’idea che uno con quello status non abbia preso le parti del collega più debole non possa che fare schifo (quantomeno a me), ma è vero anche che esporsi su questioni come il conflitto israelo-palestinese non è propriamente necessario per fare il cantante e non si capisce perchè un artista debba essere forzato a farlo in seguito alla decisione di altri. Io sono anti-sionista senza nessun tipo di remora, ma esserlo non è che abbia particolari risvolti negativi nella mia vita. Mi piace pensare che lo sarei anche con qualcosa da perdere, ma chi si mostra sicuro a formulare certe ipotesi, di base, mente. Forse Ed Sheeran è anti-sionista, ma non se la sente di sostenere tutte le conseguenze del dichiararlo. Magari non lo è per niente e gli gira il cazzo passare per esserlo. Perchè se anche domani dicesse: “Io credo FERMAMENTE che Israele stia facendo ciò che è giusto, ma ciò nonostante mi sembra assolutamente sbagliato che chi non la pensa come me debba smettere di lavorare con me”, passerebbe comunque come uno che accampa scuse per nascondere il suo anti-sionismo. Perchè siamo così, semplifichiamo tutto, ma soprattutto pretendiamo dai cantanti una rettitudine morale che non ci interessa minimamente abbiano non dico le classi dirigenti, ma banalmente i nostri amici, familiari o magari datori di lavoro.
Di base fa comunque sempre ridere l’ipocrisia di fondo con cui vengono approcciate queste situazioni. Macklemore non ha mai nascosto la sua posizione, che era certamente nota a tutti i coinvolti quando il tour è stato organizzato. Questa caduta dal pero isterica che ci propinano ogni volta è veramente la cosa più disgustosa di tutto il pacchetto. Ci trattano da idioti e, viste le reazioni, forse forse non sbagliano la mira poi così tanto.
2) Ho visto il film Coyote vs. ACME. E’ stupendo, dovreste vederlo. In pratica parla di un uomo mediocre e intristito dalla routine che incontra un personaggio immaginario e grazie a lui trova la forza di ribellarsi al capitalismo e combattere le multinazionali, supportato da un esercito di derelitti che la società ha relegato all’ultimo posto della catena alimentare. Sì, in pratica è Fight Club, solo che sul finale c’è I fought the law invece di Where’s my mind.
Ve l’ho detto, dovreste vederlo.
3) Il tipo che ha aperto il ristorante vietato ai bambini. Non vi linko la notizia che cercandola in google escono solo pagine che non voglio spingere, ma immagino abbiate letto. Non credo serva specificare di non essere uno di quegli invasati del family day, ma ultimamente mi pare che ci sia una bella ventata di sentimento “anti-famiglia” che circola in giro. Un po’ perchè, comprensibilmente, ormai il concetto lo abbiamo lasciato cannibalizzare alle destre e quindi ci siamo ritrovati in qualche modo costretti a doverlo rifiutare (sempre per la storia che semplifichiamo ogni cosa e che siamo tutto sommato idioti), un po’ perchè avere una famiglia oggi continua ad essere complicato come un tempo, solo che ci siamo convinti che fare il sacrificio non valga la pena. Scelta ultra legittima, forse anche lungimirante visto il futuro che ci sta arrivando in faccia, ma che di fatto porta poi a fare un po’ discorsi da volpe e uva. Potete dirmi che questa cosa è solo nella mia testa eh, ma poi dovreste spiegarmi come potrebbe funzionare altrimenti il farsi la promo sul fatto di tener fuori i bambini dal proprio ristorante.
Quanto a me, non me ne frega un cazzo se un tipo gestisce la sua attività selezionando la propria clientela. Io sono sempre per una società in cui tutti sono bene accetti e hanno propri spazi. Il che non implica ovviamente “tutti simultaneamente nello stesso posto”.
4) Sto recuperando tutte le robe che ha fatto Guy Ritchie nell’ultimo periodo e ho scoperto che sono un botto, tra film e serie TV. Oltretutto lavorando sia con Prime che con Netflix, cosa che me lo ha reso se vogliamo anche più simpatico di quanto già non fosse. Mi sono fatto il film abbia evitato di darsi il tono di quello che “crede nel progetto/azienda/visione” per giustificare i soldi che prende. Li prende e basta. Per qualche motivo distorto questa cosa a quei livelli mi diventa un plus, ma non sto qui a spiegare che davvero è delirante.
Ad ogni modo: In the gray bello, The Ministry of Ungentlemanly Warfare carino, stagione 2 di The Gentlemen clamorosa. Mi rimangono da recuperare Operation Fortune e Fountain of Youth. No, anche Wife & Dog che google mi dice in uscita quest’anno. Guy, cazzo, rallenta per favore.
5) Senza più twitter e FB sul telefono, mi rendo conto che ogni tanto mi trovo a sfogare frustrazione commentando su Instagram e Youtube contenuti che l’algoritmo profila apposta per il mio rage bait. Mi capita più di quanto voglia, ma comunque meno di quanto potrei visto che almeno 4 commenti su 5 li cancello immediatamente dopo averli postati o appena prima di premere invio. Devo lavorare su me stesso, lo so. Ogni tanto provo a fare pause dall’alcol per testare se ho una dipendenza e ci riesco senza problemi e mi rassereno del fatto di esserne capace senza sforzi. Magari potessi fare lo stesso coi social.
Questo preambolo per dire che l’altro giorno mi son trovato a dover lasciare un commento sotto uno dei deliri di Marattin, che continua a comparirmi nel feed Instagram nonostante abbia chiesto almeno cento volte a Meta di non farmelo più vedere. Questa cosa mi ha portato a realizzare che in Italia, oggi, ci sono almeno cinque forze di “centro” che orbitano intorno allo zerovirgola: Partito Liberal Democratico, Ora, Italia Viva, Azione e +Europa. Magari ne dimentico pure qualcuna.
Forse si dovrebbe fare una riflessione su come stia messo un Paese che ha cinque forze moderate “incapaci” di mediare tra loro (che dovrebbe essere la chiave distintiva tra moderati ed estremisti). Una riflessione sull’utilità di queste realtà politiche minuscole che lavorano costantemente per restare piccole, non dover governare mai manco per sbaglio e al massimo tenere per le palle una maggioranza di qualunque colore che avesse la sfiga di dover far conto sulle loro due o tre poltrone decisive.
Io però oggi non me la sento e mi fermo qui.
* Non mentirò, ho scritto questo post sperando faccia l’effetto di quando aspetti il pullman da una vita e allora decidi di accendere una sigaretta. Un po’ perchè hai voglia di fumare, ma un po’ perchè sai che appena accesa arriverà il pullman.
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