3 novembre, 2013

Perdere la verginità al Lucca Comics

Avrebbe un senso.
Prendi i grandi festival musicali, le rassegne di cinema, i congressi scientifici. Persino la cazzo di giornata mondiale della gioventù. Sono situazioni fatte apposta per scopare. Nessuno ammette che ci partecipa per quello, ma solo per non doversi giustificare in caso di fallimento nell’impresa. Il fine ultimo è e sarà sempre trovarsi in un ambiente in cui, paradossalmente, da peculiari si diventa terribilmente standard. Tutti simili, tutti con gli stessi interessi. L’appiattimento rompe le barriere, avvicina le persone e abbassa le resistenze. La paura del diverso non può esistere in una situazione in cui si è tutti diversi allo stesso modo.
Andare a Lucca Comics per scopare avrebbe davvero un sacco di senso.
Io invece mi ci sono spaccato i coglioni.
La ressa ovunque, gli stand strapieni, pochissime cose belle da vedere e anche quelle poche messe in condizione di non poter essere viste. La puzza di sudore. I cosplayer, la gente in fila per un autografo, la gente in fila per mangiare dei noodles che neanche se mi pagassero, la gente in fila per i cessi chimici o per fare una foto. La gente in fila per vedere altri giocare ad un videogame. E’ una fiera di nerd per nerd e quindi non è un cazzo divertente. Per quanto la televisione e il cinema si dannino l’anima nel diffondere questa nuova immagine del geek come paradigma di figaggine contemporanea, la realtà è ancora quella di quindici anni fa: il disagio.
Ho resistito una giornata, comprando un paio di libri che avrei preso senza problemi altrove. Avrei voluto comprare un set di dadi per D&D, ma non è stato possibile.
Il giorno seguente siamo andati a San Miniato, terra di vino e tartufi, a mangiare e bere. Abbiamo scoperto una terra bellissima che non conoscevamo e prodotti deliziosi che siamo ansiosi di riprovare. Abbiamo camminato, fatto foto e ascoltato interessantissime lezioni sul vino, il tartufo e i cantucci. Poi siamo stati a Pisa a vedere Campo dei Miracoli, siamo rimasti a bocca aperta e abbiamo scattato altre fotografie.
Alla fine, in autostrada tornando verso casa, ci siamo chiesti come cazzo ci fosse venuto in mente di andare a Lucca.

9:20 pm

13 dicembre, 2011

Assistenza tecnica blogger.com: a true story

Etichette: Blog,GdR,Web

Tempo fa avevo creato un blog per gestire la campagna di D&D in cui facevo il master (sono un nerd, what a surprise!).
Ai tempi ero un felice utente di blogger.com, così decisi di creare un nuovo account a nome del cattivone della campagna e iniziare a gestire la cosa in quel modo. Era un blog privato, accessibile unicamente a me e ai giocatori.
Sta di fatto che la campagna finisce un paio di anni fa ed io smetto di accedere al blog in questione fino a quando, giorni fa, mi torna la curiosità di voler leggere qualcuno di quei post. Decido così di effettuare il log in.
Purtroppo non ricordo più la casella email che avevo utilizzato per generare l’account di blogger, ma ingenuamente penso che questo non dovrebbe essere un problema. Casomai più ostico sarebbe non ricordare la password, ma solitamente non sono così originale e quindi mi sento abbastanza tranquillo e vado ad approcciare la questione.
Scopro che blogger è stato assorbito da google e che quindi devo accedere tramite account google. Per accedere, mi si richiedono email e password. Normale. Io però l’email non la ricordo, così clicco sul link “non riesci ad accedere al tuo account?” e finisco sulla pagina per il recupero dei dati. Easy.
Ci sono due opzioni. La prima, richiede l’inserimento dell’indirizzo email cui verranno inviate tutte le specifice come password, indirizzo,ecc…. La seconda opzione è quella che serve a me: “Hai dimenticato nome utente o password? Inserisci l’URL del tuo blog!”. Perfetto, io l’indirizzo del blog lo ricordo eccome, quindi riempio il campo indicato e clicco felice e speranzoso su “cerca”.
Questo è ciò che compare:

L’impressione è di essere finito in una barzelletta sui carabinieri.
Mi ci sforzo un po’, provo mille mila combinazioni di indirizzi hotmail.it, ma proprio non mi viene in mente qualse sia. Ok, non bisognerebbe mai registrare un servizio con un’email che non si controlla. Avete ragione. Però se non avessi fatto una cazzata non avrei necessità del centro assistenza. Non so voi, ma se io chiamo il fabbro perchè son rimasto chiuso fuori casa accetto che mi dia del pirla, però mi deve ANCHE aprire la porta. Altrimenti mi incazzo.
Tirate le mie mille o duemila madonne, provo ad approcciare il “centro assistenza“, che si rivela essere una sorta di forum, nel tentativo di avere qualche info. Scopro con somma sorpresa di non essere l’unico al mondo ad aver dimenticato la mail connessa al suo account, anzi, ci sono moltissime discussioni aperte che riportano una domanda come la mia. Ed è così che faccio la conoscenza di tal Fabrizio Castelli, genio assoluto ed eroe indiscusso. Fatico a capire se lavori per blogger o se sia semplicemente un caritatevole benefattore, sta di fatto che quest’uomo, con serafica pazienza, risponde a tutti la stessa cosa.
“Usa il form per il re-invio dei dati”.
Probabilmente è convinto di avere a che fare con suoi simili. Io lo capisco che, magari, a lavorare all’assistenza nella gran parte dei casi ci si trovi al cospetto di gente che, autonomamente, non sa nemmeno allacciarsi le scarpe. Ci sta quindi che la prima risposta sia nell’ambito dell’ovvietà. Se però il 99.9% delle persone ti risponde cose tipo: “certo che ho provato, il problema è che quel sistema l’ha pensato una scimmia visto che cercavo l’indirizzo email e mi han mandato l’informazione al mio indirizzo email”, forse qualche informazione in più dovresti darla. Invece niente. Tutte le discussioni che ho letto (e son tantissime) partono con l’utente X che espone il problema, Super Fabio che risponde di usare il form automatico e l’utente che replica di averci già provato, ma di necessitare un sistema alternativo.
La cosa assurda, è che sto tizio pare l’unica voce di blogger. Non c’è un servizio email da contattare, non c’è un referente con cui parlare. C’è solo il forum in cui la gente posta mille mila volte la stessa domanda e nessuno risponde nulla di vagamente utile.
Ora, io posso pure vivere senza poter accedere ai riassunti delle mie vecchie sessioni di D&D. Mi gira il cazzo, ma posso andare avanti. Il punto qui è un altro. Non è possibile, se ti chiami Google, mettere in piedi un servizio di assistenza tecnica così.
Il fatto che ormai la maggior parte delle aziende che forniscono prodotti non abbiano più da relazionarsi fisicamente col cliente, ha generato mostri terrificanti.

3:23 pm

14 gennaio, 2010

Sdoganamento una sega

Etichette: GdR,Libri,Riflessioni

Questo post era in canteire nella mia testa da un bel po’ di tempo, ma credo non ci fosse momento migliore per dargli una forma ed un corpo. Tra breve spiegherò il perchè oggi sia IL giorno giusto, ma prima vorrei introdurre a grandi linee il tema.
Today on manq.it is nerd pride.
Attenzione però, si tratta di vera attitudine nerd ed altrettanto vero orgoglio, roba molto, ma molto distante dallo sdoganamento che attualmente si cerca di dare al termine. Chiariamolo subito: Rivers Cuomo, uno “vero” che ciò nonostante ce l’ha fatta, ha creato un precedente sgradevole e da quel momento passa il concetto che essere nerd sia figo. Che sia come essere alla moda.
Beh signori, non è vero un cazzo.
Di essere nerd, anche solo un po’, in gioventù ci si vergogna. E’ avere qualcosa in comune con una fetta della società che a nessuno, ripeto nessuno, fa piacere avere intorno (anche solo per l’odore di sudore che ne scatursice).
Chi oggi si bulla dell’essere nerd, se non lo sta facendo vestito da goblin in qualche castello della bassa bresciana in compagnia di suoi simili ormai irrecuperabili, con tutta probabilità non conosce il fenomeno e pensa che sia un modo giovane e cool di definire chi ascolta indie, mette i pantaloni stretti e ha quel fare da sfigato per limonare di più. Nulla di più lontano dalla realtà.
C’è solo una strada che porta alla possibile riabilitazione della cultura nerd (ribadisco, della cultura, non dell’esserlo) ed è quella di viverci ai margini durante l’adolescenza. Abbastanza inserito da essere guardato male dalla gente normale, ma non abbastanza da non essere guardato male anche dai nerd full HD.
Il limbo degli sfigati con la fissa dei fumetti/gdr/fantascienza (spesso non propriamente self confident) che non hanno problemi con la loro passione, ma ne hanno diversi con chi nell’immaginario collettivo iconizza quel tipo di hobby.
Sto parlando di quelli a cui è riuscito di mettere in atto il comandamento supremo: “Get a life!”.
Noi.
Noi che ce l’abbiamo fatta e ne siamo consci. Sapevamo qual’era il pericolo, l’abbiamo visto e toccato da molto vicino, ma non ci siamo caduti ed oggi, razionalizzando sull’argomento, ostentiamo con orgoglio come la nostra passione per quel determinato ambito nerd non ci abbia trasformato in esseri doccia repellenti dal capello costantemente unto e la maglietta degli Stratovarius costantemente pezzata.
Solo per questo posso scrivere senza problemi che oggi è il giorno giusto per parlare della cultura nerd perchè Lunedì sera ho concluso dopo diversi anni la campagna di D&D in cui facevo da master.
E solo per questo posso rivelare con altrettanta tranquillità di essere passato in libreria questa sera ed aver acquistato un romanzo tratto dalla stessa ambientazione in cui eravamo soliti giocare per leggerne le origini.
Posso farlo perchè sto riflettendo a mente fredda nella solitudine di casa mia di fronte allo schermo del mio portatile.
Oggi in libreria però, a caldo, quando la commessa mi ha chiesto “E’ tuo “La trilogia degli Avatar”?” ho di getto risposto: “Sì, ma è per un mio amico.”
Chi ha visto il lato oscuro se lo porta dentro per sempre e vive nell’ansia.
Mi dispiace per i Deaf Pedestrian, ma di “good” non c’è proprio un cazzo in tutto questo.

9:17 pm

9 dicembre, 2006

Sosta

Mi voglio prendere qualche giorno di assoluto relax e questo lungo week-end festivo fa proprio al caso mio. Dopo settimane di stress ed insonnia sentivo di dovermi regalare uno stop anche se Lunedì nulla è andato come avrebbe dovuto. L’università a quanto pare vuole darmi gli ultimi colpi prima di lasciarsi sconfiggere ed io ho deciso di porgere l’altra guancia, sperando di assaporare così una rivincita ancora più dolce e tuttavia rischiando di compromettere tutto quanto.
Il primo giorno di riposo è stato ieri e credo proprio di averlo affrontato come si dovrebbe, dismettendo il pigiama alle 19.00 e solo perchè la sera sarei dovuto uscire. Per tutto il giorno non ho fatto che stare a letto a guardare episodi della prima serie del dottor House, prima con la Bri e poi da solo. Come serial non è male, gli episodi sono un po’ tutti uguali però è riuscito là dove avevano fallito illustri suoi simili come Lost, ovvero mi ha appassionato. Molto credo sia dovuto all’adorazione che provo per il protagonista e la sua personalità urticante. Come dicevo prima, la sera sono poi uscito. Era la fatidica serata della sfida di Mafalda, ristorante il cui menù ci era stato presentato come “impossibile da finire”. Come ovvio non ci sono stati problemi nello sconfiggere le tanto temute porzioni e gli unici problemi ci sono stati non tanto per la quantità, quanto per la qualità di alcune portate non proprio prelibate. La serata è trascorsa piacevolmente ed è stata conclusa dalla maggior parte del gruppo al Libra, mentre io e Simo abbiamo preferito tornarcene a casa. Anche la giornata di oggi è stata spesa in assoluto relax tra qualche partita alla playstation e il tentativo di organizzare una visita al Motorshow per domani (Sabato). Purtoppo il proposito di gita è stato presto soppresso per mancanza di adesioni, ma è normale quando si cerca di organizzare qualcosa in una compagnia che passa il 50% del suo tempo a lamentarsi di non fare mai nulla di nuovo e il restante 50% a declinare qualunque proposta si discosti dai programmi standard settimanali. Peccato, ci sarei andato volentieri, tuttavia non è certo una di quelle iniziative che sono disposto a gestirmi da solo pur di portare a termine. Ormai è abbastanza chiaro a tutti che per poter prendere una boccata d’ossigeno dalla routine inarrestabile che ci governa si debba volgere lo sguardo fuori dalla compagnia. C’è chi si affitta una casa in montagna, chi va al cinema con la morosa, chi esce con altra gente, chi va a concerti e chi semplicemente se ne sta a casa sua pur di non dover sopportare la combo venerdì+sabato al pub di turno.
Comunque sia domani ho una giornata da riempire. Dovrò sicuramente preparare qualcosa per la sessione di Lunedì e altrettanto sicuramente vorrò concedermi qualche altra puntata di House. La restante parte della giornata magari la impiegherò nelle prime ricerche dei regali di natale.
Magari.
Più probabilmente dormirò.
A chiudere la sosta quindi sarà il turno della Domenica, dedicata al torneo di Palazzo delle Stelline. Non nutro particolari speranze nell’organizzazione, ma passare un pomeriggio con Sturm, Ace, Darius e Porn ha rappresentato un buon motivo per aderire senza porre questioni.
E’ stato bello tornare a scrivere sul blog e anche l’averlo fatto come una volta era abitudine: in tarda notte.
In sottofondo passano leggere le note di “Twelve Small Steps, One Giant Disappointment” dei Bad Astronaut, colonna sonora quanto mai indicata per questo post e per questi quattro giorni. Il disco sta volgendo alla conclusione e con lui questa pagina e la mia giornata.
Manca un quarto d’ora alle tre e sono sveglio.
Per una volta, tuttavia, sono sereno.

2:00 am

6 ottobre, 2006

Role playing

Etichette: GdR,Web

In questi giorni sto dando ampio sfogo alla mia passione per il gioco di ruolo.
Non che io stia giocando più di tanto, anzi, tuttavia mi sto concentrando su diverse iniziative inerenti a questo mio hobby.
La prima cosa di cui voglio parlare è il blog che sto creando riguardo alla campagna di Dungeons and Dragons che masterizzo ogni due Lunedì ormai da più di un anno.
L’idea è quella di avere uno spazio in cui inserire le cronache delle sessioni (ovvero piccoli riassunti di quanto succede in gioco), le storie dei personaggi, i grafici di avanzamento dell’esperienza e chissà quant’altro.
Non so quanto possa essere utile il sito che ne uscirà, tuttavia scrivere di queste cose mi sta divertendo non poco. Il lavoro non è moltissimo, per la maggior parte è tutta roba che avevo già scritto qua e là durante quest’anno, si tratta solo di riordinare il tutto e metterlo on-line in maniera carina.
Per il momento sono giunto al traguardo delle prime dieci sessioni di gioco, ma spero di riuscire a portarmi alla pari in questo week-end.
Così ad occhio mi sembra ne stia uscendo un lavoro discreto e quindi ho deciso di linkarlo qui affianco.
La seconda notizia riguarda il mio rientro nel mondo dei Live di Vampiri.
E’ circa un anno e mezzo che non gioco più, ma è da molto che mi è tornata la voglia di farlo. Certo, adesso come adesso non potrei concedermi un appuntamento fisso come allora, quando giocavo due volte al mese. Troppi impegni e troppo poco tempo a disposizione sono le principali cause, ma forse anche perchè non avrei voglia di giocare così frequentemente.
Pochi giorni fa tuttavia Dax mi ha proposto di partecipare ad una serata in gioco organizzata dall’Associazione Oscuro Abbraccio ed ho deciso di cogliere la palla al balzo. Dovrebbe trattarsi di serate sporadiche, credo con una frequenza di non più di una volta ogni tre/quattro mesi.
Ho talmente voglia di giocare che ho già un paio di idee per il personaggio.
Vedremo cosa ne esce.
Ora però vado a farmi la doccia.

8:38 pm

15 maggio, 2006

Il week-end

Raccontare questo fine settimana alle due di notte di Domenica sera non ha molto senso, soprattutto essendo consci di dover andare al lavoro domani mattina. Il mio capo sarà via fino a Mercoledì, ma con tutto quello che ho da fare è bene che io domani alle 9.00 sia in laboratorio.
Avrei dovuto scrivere prima.
Non ne ho avuto il tempo.
In realtà fino a Sabato sera non avrei avuto molto di cui raccontare se non il menù del pranzo di compleanno di mio padre. La voglia di scrivere me l’ha messa il concerto dei Thrice.
Bello.
Mi sono piaciuti tantissimo dal vivo gli Hundred Reasons, apprezzati pur non avendoli mai sentiti su disco. Il cantante sa veramente il fatto suo. Per quanto riguarda i Thrice invece il concerto è durato un po’ troppo poco, credo non più di un’ora, con un’unica traccia dopo la canonica pausa col finto finale ed il pubblico che inneggia per la performance di altri pezzi. Per dirla in parole povere non è che si siano proprio ammazzati per questo live, come lo facessero per obbligo e non per piacere. Posso capire che all’ultima data di un tour la voglia e le motivazioni siano in calando, però credo che comunque il pubblico meriti un certo trattamento.
Parlando di musica avevano dei suoni sbalorditivi, soprattutto sulle tre voci. Questo aggiunge diversi punti alla mia valutazione.
Oltre all’aspetto più strettamente legato allo show, credo che ci siano diversi motivi per ricordare il live di Sabato sera.
In primis l’essere finalmente andato ad un concerto “serio” con la Bri.
E’ stato molto bello poter condividere una delle mie principali passioni ed è stato ancora meglio farlo senza avere l’impressione che lei fosse lì per farmi un favore. Oltre a questo fatto di non poca rilevanza e non certo facile ripetizione, ho trovato molto piacevoli molte delle cose viste e successemi al Transilvania live: dall’aver conosciuto la blogger friend Betty, all’aver assistito allo show di un inglese ubriachissimo con l’espressione meditativa di chi sta riflettendo sui massimi quesiti della fisica pur non riuscendo letteralmente a stare in piedi, alle frasi geniali tipo: “Un po’ di casino! Basta con questa merda di emo Dioca*e!” oppure “Adesso vado e ammazzo un emo” proferite a gran voce da alcuni idoli tra il pubblico, all’aver rivisto Pier con dei capelli improponibili e senza che lui mi riconoscesse per niente. Per tutto questo la serata di sabato è stata un’altra serata molto molto bella.
Non vorrei abituarmici.
Sabato prossimo mi sa che per tornare in registro andrò al Tyr Na Nog.
Meglio non esagerare con l’euforia.
Se non ho scritto oggi invece è perchè per tutto il giorno e per tutta la sera sono stato impegnato nell’ultima tappa del campionato di D&D che quest’anno mi ha visto tra gli organizzatori.
Sono contento che sia finita.
Questa esperienza mi ha tolto molto più di quanto abbia saputo darmi, sotto ogni punto di vista. Di tutte le persone con cui ho avuto a che fare oggi ne salverei relamente poche, forse anche meno di quelle che realmente andrebbero salvate.
Oggi.
Magari più avanti sarò meno disfattista.
Personalmente però non scommetteri su questa ipotesi neppure pochi centesimi.

2:02 am

26 aprile, 2006

Project: barbeque

Sono rientrato al lavoro.
In realtà ho ripreso Lunedì, ma l’immediata sosta ha reso la giornata di oggi quella in cui ho sentito veramente di essere tornato alla vita di sempre.
Tutto era come l’avevo lasciato.
Tutto tranne la bacheca che vedeva alloggiato il volantino Telethon per il 5xMille*. Mi sono preso la briga di informarmi su come sia strutturata questa cosa, in modo da convincere i miei a devolvere così una parte del loro reddito.
Credo sia una cosa positiva.
Il fatto che non sia alternativo all’ottopermille è una cosa molto negativa.
Come previsto il mio umore negli ultimi giorni è migliorato. Non di molto, ma di quel tanto che basta. Se tutto va bene fino al prossimo confronto con l’università starò bene.
Spero.
Ho voglia di fare una grigliata.
Stavo pensando di organizzarne una per questo Sabato.
Una cosa tranquilla: birra, carne e un po’ di gente con cui dividerle.
Ho buttato lì l’idea a Simo, appena tornato dalla gita in Sardegna, e appena riuscirò diffonderò il progetto anche agli altri. Resta la forte incognita del tempo atmosferico. Visti i 30°C di Lunedì (giorno lavorativo) e i -15°C di Martedì (giorno di festa in cui sarei potuto finalmente uscire) non mi azzardo a fare pronosctici, però è anche vero che se si decide per sabato la spesa può essere fatta anche in mattinata senza bisogno di troppo preavviso.
Per il posto non ho idee, alla peggio si può fare da me anche se preferirei una locazione che non mi veda così responsabilizzato.
Vedremo un po’ cosa si riesce ad organizzare e quanti aderiranno all’idea.
Il nuovo CD dei Taking Back Sunday è discretamente orribile. Dopo i primi frammentati ascolti salvo in toto solo il singolo “Make Damn Sure” che è riuscito discretamente ad appassionarmi. Anche il nuovo degli Atreyu è piuttosto anonimo e non ha superato il terzo ascolto.
Decisamente meglio piazzato nella mia playlist è “The Adventure”, il singolo che anticipa l’uscita del CD degli Angels and Airwaves. Seppur decisamente tamarro, mi piace parecchio.
Ora vado a cercare di mettere assieme tutte le idee che ho partorito oggi riguardo la sessione di D&D che masterizzerò il primo Maggio.
Spero che questo porti i frutti attesi: creare qualcosa di bello e distogliere la mente dallo scontro che si terrà tra poche ore in quel del Camp Nou.
Pütost che nient, l'è mej pütost
*Info.

6:17 pm

28 novembre, 2005

Delusioni

Etichette: GdR,Riflessioni

Il torneo si è concluso e, per la prima volta, ne sono realmente contento.
Stress, insoddisfazione, rabbia, gioia, tristeza e delusioni hanno sconvolto il mio animo per tre interminabili settimane ed ora, finalmente, tutto è finito. Potrei parlare di tante delle cose che sono accadute, ma la cosa che più mi sta a cuore analizzare è l’aspetto delle delusioni. Troppe ne sono scaturite da questo torneo e questo mi porta a pensare che è probabilmente buona cosa smettere. Parlo di delusioni con rammarico, ma non mi riferisco solo a quelle ricevute. Molte sono anche a quelle causate. Partirò tuttavia ad analizzare le prime.
Delusione è stato credere di poter contare su molte persone che in realtà questo appoggio non l’hanno mai dimostrato.
Delusione è stato scoprire di aver messo cuore e anima in una cosa pensando di essere parte di un gruppo, per poi capire di essere soli o quasi.
Delusione è stare male per un qualcosa che dovrebbe essere fonte unicamente di divertimento.
Delusione è aver troppe volte represso l’istintivo impulso di mandare tutti affanculo e partire per il Messico.
Delusione per le promesse infrante.
Delusione per le mancanze di rispetto.
Delusione per l’incapacità di lasciar scivolare le preoccupazioni e i problemi e per lo stupido orgoglio che sistematicamente mi porta a farmi carico di responsabilità che non mi appartengono o quantomeno che potrei anche permettermi di scansare.
Delusione per le bugie.
Delusione per le cattiverie.
Delusione per aver tenuto dentro sentimenti di dolore e tristezza e non essermene liberato sfogandomi, in qualunque modo, se non facendo buon viso a cattivo gioco.
Delusione perchè se avessi agito per come nei momenti più duri ho pensato, ora sarei probabilmente un bastardo, ma avrei sicuramente meno macigni nello stomaco.
Delusione infine, per aver a mia volta deluso.
Deluso chi da me si aspettava cose cui non ho potuto tener fede.
Deluso me stesso per aver mancato molti degli obbiettivi che mi ero prefisso e che, sebbene conscio di non averli mancati solo per colpa mia, restano emblema del fatto che forse avrei potuto fare di più.
Deluso chi mi è stato vicino (you know who you are) mostrandogli la mia incapacità di reagire se non con sterili ed inutili parole, che raramente hanno lasciato spazio ai fatti.
A tutte queste delusioni oggi rispondono le parole dei molti che, sinceri o ipocriti personalmente non mi importa, mi si sono avvicinati dicendomi la semplice frase: “Grazie, ci siamo divertiti.”. Questo personalmente basta a lavare via qualunque delusione e mi permette di andare a letto più sereno di ieri.
Grazie a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno provato a valorizzare l’immenso sbattimento che mi sono fatto.
In quest’ambiente si conoscono molte persone, alcune delle quali valgono ogni singolo secondo buttato in quest’avventura ed ogni singola goccia di sudore o lacrima versata.
Per tutti gli altri, c’è il disco del momento.

12:57 am

9 novembre, 2005

Si aprono le danze

Etichette: GdR

Buon divertimento.
Locandina
* personalmente il volantino lo trovo molto bello…

11:34 pm

24 ottobre, 2005

Playtest

Questo week-end l’ho dedicato interamente alle prove del torneo di GdR che stiamo organizzando qui in Brugherio.
Sabato la giornata è stata devoluta all’acquisto dei premi e all’impaginazione delle prime stampe, mentre tutta la Domenica ha visto svolgersi il famigerato playtest, ovvero una sorta di prova generale di quanto sarà poi il torneo vero e proprio.
Il tempo che ci separa dall’inizio delle ostilità non è molto, poichè il primo fine settimana di gioco sarà quello del 12/13 Novembre, ma direi che siamo ben messi e che dovremmo farcela (toccando ferro) senza troppi problemi.
La prova generale, che ha visto la partecipazione di Ze, Po’, Sturm e Leo è andata bene poichè sono uscite delle falle impreviste nella storia cui adesso potremo mettere delle pezze, evitando che simili problemi nascessero in sede di competizione. Oltre a questo chi ha giocato l’avventura sembra l’abbia gradita e questo ci rende piuttosto soddisfatti.
Perchè tutto venga bene serve tuttavia un ultimo sforzo e quindi in questa settimana ci sarà ancora da lavorare sodo. Devo ammettere che organizzare questo genere di attività è molto pesante, ma sa dare le sue soddisfazioni.
Molte meno soddisfazioni da dover litigare e farsi venire il sangue marcio per organizzare cose che:
1- dovrebbero essere belle e divertenti.
2- non portano nelle mie tasche nessun introito economico.
Tuttavia il mondo è bello perchè è vario e permette di venire a contatto con tante persone diverse, tra cui militano anche elementi della cui conoscienza farei volentieri a meno.
Poco male, la loro presenza nella mia vita passerà, prima o poi…
Inoltre il rapporto soggetti fastidiosi : soggetti simpatici è vicino all’1:100 e questo è un altro motivo che spinge ad andare avanti.
Se in questo perodo ho scritto e scriverò poco sul blog è per questo motivo.
Chiudo con una nota estemporanea e totalmente a se stante: qualcuno dovrebbe uccidere Celentano e tutti quelli che pensano sia “uno contro”.

6:58 pm

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