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I biglietti per gli Oasis

Quando è uscita la notizia della reunion degli Oasis, ormai due anni fa, mi ero deciso ad andare a vederli. Non sono mai stato un mega fan, ho iniziato ad apprezzarli con enorme ritardo pur essendo, di fatto, il gruppo della mia generazione, ma quando ci sono arrivato non nascondo di essermi mangiato abbastanza le mani per aver perso il treno mentre correva.
Questa reunion, di conseguenza, sarebbe potuta essere una bella occasione per rifarsi, come oltretutto mi era già successo in più di un’occasione. Io ho un buonissimo rapporto con le reunion. C’è chi se ne lamenta, ma per me avere l’occasione di veder suonare un gruppo che mi piace anche fuori tempo massimo è sempre e comunque un regalo. Di conseguenza, quando si erano aperte le prevendite mi ero messo da bravo in coda con enorme anticipo e avevo provato la corsa ad una delle date disponibili.

“Fino a 150£ posso starci.”

Probabilmente sarei anche arrivato anche a metterci qualcosina in più, sull’euforia del momento. Non molto, credo, ma ero piuttosto convinto di volerci andare. Ovviamente, non ero riuscito a trovare nulla.
Ricordo la frustrazione di queste code online infinite poi sistematicamente frustrate dal crash del sito in uno qualsiasi dei cento step che separano l’ingresso alla pagina di acquisto dall’effettivo check out. Intanto, intorno a me, era tutto un gente sorteggiata per l’acquisto prioritario di questa o quella data: Dublino, Edimburgo, Manchester, Londra. Credo di aver avuto amici e/o conoscenti in ciascuna delle date del primo reunion tour.
Quanto mi è girato il cazzo? Tantissimo, soprattutto quando poi quelle date ci sono effettivamente state e li ho sentiti tutti tra l’entusiasta e il delirante. Però oh, questa è la vita, amen.

“Se faranno altre date, riproverò.”

Un paio di settimane fa queste vociferatissime e attesissime altre date sono state finalmente annunciate. Una perfino in Italia. Saputa la notizia, mi sono immediatamente messo all’opera per tentare di portare a casa un biglietto. In questo nuovo tour, il meccanismo alla base dell’acquisto sarebbe stato differente: avrei dovuto registrarmi in una sorta di lotteria in cui alcuni fortunati sarebbero stati sorteggiati per poter accedere alle pagine della biglietteria. Una riffa il cui premio è poter spendere una fortuna per comprare il biglietto.
Mi sono iscritto immediatamente.*
Dopo averlo fatto però, ho iniziato a ragionarci sopra. Ho visto i prezzi e mi sono sembrati folli. Non che non lo siano davvero, ma sarebbe falso sostenere siano poi tanto diversi da quelli di due anni fa. E’ più probabile che sia io, quello che è cambiato.
Forse la recente esperienza con i Foo Fighters mi ha fatto ragionare su quanto possa davvero godere di un evento così grande. Forse tutto il dibattito attorno ai prezzi dei concerti e a quello che spinge le persone ad accettare certe condizioni mi ha portato a dubitare ci volessi andare per le ragioni “giuste” (ci torno dopo). Certo, anche la spesa ha avuto il suo peso. Tra concerto, viaggio, hotel e spese accessorie è facile che un live degli Oasis ad una coppia arrivi a costare quasi una millata, optando per i biglietti meno cari del mazzo. Di nuovo, nel 2024 non sarebbe stato diverso, ma in qualche modo la cosa ha smesso di sembrarmi accettabile.

“Ho deciso, non ci vado.”

Dev’essere stato nel preciso momento in cui ho pensato questa cosa che il sistema mi ha estratto tra i possibili acquirenti.
E’ molto facile decidere di rinunciare a qualcosa che pensi di non poter avere, lo è decisamente meno quando quella stessa cosa te la ritrovi a portata di mano. E così, giovedì scorso, eccomi con in mano un codice valido per le date di Roma, prima delle tre opzioni che avevo indicato al momento della registrazione. Da bravo ipocrita, mi son messo in coda per l’acquisto.
Si può dire il peggio possibile del meccanismo a sorteggio, trovo anche io sia ideologicamente vomitevole, ma dopo essere passato per la via crucis di due anni fa non posso nascondere che l’esperienza costruita in questo modo, senza miliardi di persone a sovraccaricare simultaneamente il server, è stata perfetta. Mi sono messo in fila alle 11:30 e quando il portale ha aperto alle 12:00 avevo poco meno di 4K persone davanti.
Ho visto il counter scendere, pian piano, fino al mio turno e poi SBAM: eccomi pronto alla selezione dei posti.
Non so se sia stato davvero quello il trigger che mi ha rimesso sui binari, ma mi sono trovato di fronte questa scelta:

MA COSA CAZZO

Come si fa a spendere 170 euro per un biglietto a visibilità ridotta o, peggio, ostruita? Come è possibile che ci siano persone disposte ad accettare non solo la cifra, ma che il costo sia uguale a quello di chi, quantomeno, può assistere allo spettacolo?
E’ questo che intendo quando dico che tanta gente a questo genere di eventi ci va per i motivi sbagliati. Non è neanche il prezzo a farmi schifo, ma il fatto che non ci stiano più vendendo il concerto. Ci stanno vendendo la possibilità di esserci. Che sia per la FOMO (brrr) o per la necessità di ostentare non fa differenza, che siano gli Oasis o Ultimo non cambia niente. E’ il prodotto che stiamo acquistando ad essere diverso da quello che ci raccontano. Un prodotto che, io, preferisco boicottare.

“Chiama ****, dille se vuole i biglietti per Roma”.

Ho smesso da fin troppo di aspettarmi che la mia visione del mondo non dico sia quella giusta, ma anche solo collimi con quella degli altri. Per tante persone andare a vederegli Oasis è davvero una roba importante e, visto che alcune le conosco, mi sarei sentito un po’ stronzo nel buttare alle ortiche il privilegio che avevo per le mani. Così ho preso i biglietti per loro. Spero davvero possano divertirsi ed assistere ad un gran concerto.
Per quanto mi riguarda, io sono abbastanza sereno per la decisione presa. Diciamo quasi sempre, o meglio in tutti quei momenti in cui non apro la posta e vedo la mail con scritto CI SEI ANCHE TU!
Lì no.
Lì ancora bestemmio forte.

* Fun fact: sono uno di quelli che prima di rispondere quale disco degli Oasis fosse uscito nel 1995, ha preferito confermare la risposta su google. Non sono mai stato bravo nei quiz a risposta multipla, sempre avuto troppa paura di sbagliare. Poi, voglio dire, non conosco a memoria la data d’uscita di 2/3 dei miei dischi preferiti, figuriamoci quelle dei dischi degli Oasis.**

** L’idea di essere uni di quelli che i VERI FAN non avrebbero voluto si registrasse al sorteggio e, soprattutto, l’idea di essere stato sorteggiato al posto di qualcuno di loro forse è l’unica vera nota positiva di tutta questa storia.


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